ACI BONACCORSI  

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 INFO

Il comune di Aci Bonaccorsi è posto a 362 metri sopra il livello del mare, sorge in una zona collinare litoranea e conta circa 2.500 abitanti. Dista circa 12 chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

Il nome “Aci Bonaccorsi” deriva dall’antica contrada di Bonaccorsi, che insieme ai paesi “Paoli”, “Leoni” e “Battiati”, nel XVI° secolo diede origine all’attuale cittadina.

Lo stemma municipale di Aci Bonaccorsi è composto da tre faraglioni con il castello di Aci ed è lo stesso delle altre città dell’Aci, tranne per Aci Sant’Antonio che da diversi anni lo ha sostituito.

Ameno centro agricolo, Aci Bonaccorsi vanta una buona produzione di agrumi e uva. Notevole è la produzione di formaggi locali che si possono gustare nell’annuale Sagra della Ricotta e dei formaggi tipici siciliani.

Interessante è pure la Mostra delle piante e dei fiori che si svolge ogni anno nei mesi di aprile e maggio.

 

 STORIA

Secondo le fonti storiche, l’antica Aci è da identificarsi con la greca “Xiphonia”, localizzata dagli esperti nel territorio dell’odierno abitato di Capo Mulini.

Presso il fiume denominato “Aci” vi era una città alleata dei Romani nel contesto delle guerre puniche.

In epoca bizantina la città fu denominata “Jachium” e nel periodo della denominazione saracena (cioè a partire dalla fine del X° secolo) come documentato da fonti arabe, costituiva un’importante città protetta dall’imponente maniero di Aci.

In base alla storiografia locale, fu il terremoto seguito dall’eruzione del 1169 a provocare lo spostamento della popolazione dall’Antica Aci verso il cosiddetto “bosco d’Aci”, la vasta area boschiva che si estendeva dalla costa fino a territori che oggi fanno parte del comune di Zafferana Etnea.

Aci Bonaccorsi cominciò a costituirsi come vero e proprio borgo abitato a partire dal XV secolo, quando vi si formarono le tre contrade (Liuna, Battiati e Pauloti) dal nome delle rispettive famiglie.

Nel 1092 avvenne la liberazione della Sicilia dai Saraceni ad opera dei Normanni. Il grande Conte Ruggero assegnò il territorio di Aci al Vescovo di Catania, che formava un territorio amministrativamente unico, ma ben presto tra Aquilia e i vari casali del territorio d’Aci sorsero dissidi che avrebbero portato alla disgregazione politica.

Infatti, nel 1628, i quartieri di Sant’Antonio, San Filippo, Bonaccorsi, Santa Lucia e Patanè ottennero, previa richiesta, l’erezione a città autonoma con l’stituzione dell’Urbs Acis Superioris (o Aci Sant’Antonio e Filippo).  La nascita della nuova città aveva entusiasmato gli abitanti dei quartieri, che si recarono in pellegrinaggio alla Madonna di Valverde, che elessero loro Patrona.

Il territorio passò nella mani della nobile famiglia genovese Diana, che ottenne il titolo di Marchesi nel 1625. Nel 1760 era signore della città Giuseppe Nicolò Diana, Duca di Cefalù.

Nel 1826 la contrada Liuna veniva ceduta ad Aci Sant’Antonio.

Nel 1951 Aci Bonaccorsi divenne comune autonomo.

 

TURISMO

Dal punto di vista monumentale sono di particolare rilevanza la Chiesa Madre, la Chiesa della Consolazione, la Fontana del Castello, il Palazzo Cutore – Recupero, il Santuario di Maria Santissima La Ritornata.

La Chiesa Madre risale al1500, ma nel corso dei secoli è stata soggetta a ristrutturazioni ed ingrandimenti. E’ dedicata a Santa Maria dell’Indirizzo (oppure Santa Maria dell’Itria). Nella Chiesa Madre si venera Santo Stefano Protomartire, Patrono principale della città, il cui culto in paese risale al cinquecento e in cui onore ogni anno i bonaccorsesi organizzano festeggiamenti il 3 agosto e il 26 dicembre. L’esterno della chiesa è preceduto da una scalinata, pregevole il portale in pietra lavica nella facciata laterale con rilievi ornamentali. Nel campanile è alloggiata la campana grande (il campanone) costruita nel 1817.

La chiesa è parrocchiale sin dal 1589. L’interno della Matrice è a tre navate, impreziosite da eleganti decorazioni. Al suo interno possiamo ammirare opere di elevato pregio artistico, quali la seicentesca tela della “Lapidazione di Santo Stefano”, la cinquecentesca Statua di Santo Stefano Protomartire, un bellissimo organo a canne.

La Fontana del Castello fu realizzata da Contarino nel 1952 ed è situata in quella che oggi rappresenta la piazza principale del paese. La sua struttura è di pietra lavica e riproduce le immagini in piccolo del Castello di Aci e degli Scogli dei Ciclopi.

Il Palazzo Cutore – Recupero si trova di fronte alla Chiesa Madre, presenta un’elegante facciata interessante per l’uso congiunto della pietra lavica etnea e di quella bianca siracusana. All’interno custodisce un palmento. Da anni è sede di uffici dell’amministrazione comunale.

Nel 1408 un braccio di lava – na vina – passando per il quartiere oggi denominato “lavina” aveva reso il luogo come una zona sciarosa e desolata. Già da allora in una piccola edicola si iniziò il culto verso la Madonna Bambina. Grazie a frate Stefano Bonaccorso fu costruita una piccola chiesa a lode della Beata Vergine Maria.

La Chiesa, situata poco dietro all’attuale, a metà dell’ottocento servì come cimitero di Aci Bonaccorsi e dopo l’entrata in uso dell’attuale nel 1890 venne abbandonata e distrutta.

A partire dalla fine del settecento la chiesetta fu trascurata tanto che per ben due volte venne rubato il quadro della Madonna che fu però sempre ritrovato, tanto che la Vergine Maria venne chiamata “La Ritornata”. La prima volta avvenne nel 1830, la seconda nel 1838. In quest’ultimo luogo si iniziò a costruire la chiesa nel luogo in cui tuttora sorge.

Nel 1903 fu posta la prima pietra della navata grande a fianco della chiesa piccola. Il progetto, che prevedeva una chiesa a tre navate con campanile in stile medioevale, non è mai stato attuato. Il Santuario è oggi meta di numerosi pellegrinaggi. Ogni anno la prima domenica di settembre si svolge la festa della Madonna con la processione del quadro miracoloso che in questa occasione viene portato alla Chiesa Madre.

Dall’epigrafe posta sopra il portale in pietra lavica della Chiesa di Santa Maria della Consolazione, si evince che la prima edificazione del tempio risale all’anno 1000. Tuttavia, da un’altra scritta presente nella stessa facciata, si desume che l’attuale costruzione risale al 1716, quando venne restaurata dalla famiglia dei Massimino, di cui all’interno esiste un bel monumento sepolcrale. Nel prospetto esterno della chiesa si nota il bel portale e la sovrastante finestra in pietra lavica e la piccola torre campanaria.

Al suo interno, ad una navata, si può ammirare un’abside romanica. Le pareti di quest’edificio sono interamente decorate con pregevoli affreschi settecenteschi raffiguranti scene bibliche e santi, quali ad esempio Sant’Antonio Abate e la Madonna della Consolazione.

La Chiesa di Santa Lucia venne edificata intorno al 1500 per devozione della famiglia Bonaccorso. Da allora è stata restaurata diverse volte. Da una lapide si evince che questa chiesa sostituì la Matrice, quando questa venne danneggiata dal terremoto del 1820 e ancor prima da quello del 1693.

La chiesa, ad unica navata, custodisce diverse tele, tra le quali una raffigurante Santa Lucia Martire. Da ammirare una bell’icona della Madonna del Buon Consiglio di Alessandro Vasta.

La piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie fu costruita intorno al 1500, ma è stata riedificata più volte. Al suo interno possiamo ammirare una statua in legno della Madonna delle Grazie e una tela raffigurante la Vergine Santissima delle Grazie, venerata da Santo Stefano Protomartire e da San Francesco di Paola. In questa chiesa nacque il culto di Santo Stefano, introdotto dalla famiglia calabrese “Di Paula”.

 

NUMERI UTILI

 

Municipio

P.za della Regione

095 / 7899007

Farmacia Dr Aldo Fasanaro

P.za Bellini n. 21

095 / 7899269

 

FOTO

 

MUNICIPIO

 

FESTE ED EVENTI

Il 2 agosto è la data del Festival Nazionale dei Fuochi d’Artificio. Alla manifestazione prendono parte ogni anno quattro grandi maestri pirotecnici di notorietà nazionale, designati da una Consulta comunale a ciò preposta.

 

      

                                              

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