TURISMO
Il centro è la sede del municipio, della biblioteca comunale,
della parrocchia di SantAntonio Abate, delle scuole elementari e medie, della
stazione dei Carabinieri.
La Piazza Maggiore custodisce alcuni dei principali monumenti
cittadini ed è dominata dallimponente facciata del Duomo, ricostruito dopo il
terribile terremoto del 1693. Di fronte si erge la cinquecentesca chiesa di San Michele
Arcangelo.
Dalla piazza si snoda la centrale Via Vittorio Emanuele chiusa,
in fondo, da ciò che rimane del palazzo della famiglia Riggio.
La città ha subito nel corso dei secoli un certo cambiamento
determinato dalle frequenti eruzioni dellEtna e dal terremoto del 1693, che hanno
obbligato ad effettuare diversi lavori di ristrutturazione. Proprio il suo attuale assetto
urbano si deve alla ricostruzione imposta dal terremoto.
La visita della città deve riguardare soprattutto il Duomo,
dedicato a SantAntonio Abate.
La primitiva chiesa di SantAntonio venne elevata a
sacramentale da Mons. Caracciolo nel 1566 e dovette essere riedificata.
In quel tempo (1600 1700), oltre alla Chiesa Madre
furono erette le altre chiese nel centro abitato.
La Chiesa della Madonna delle Grazie, piccola ma necessaria in
un rione antico, povero ma abbastanza popolato. Fu costruita nello stesso posto dove si
trova lattuale, ma si ritiene essere stata molto più modesta in quanto a
dimensioni.
La Chiesa di Santa Domenica in seguito fu detta Chiesa
della Mercè perché dei religiosi detti mercedarii la presero in cura
quando fu costruito accanto un loro convento.
Furono erette inoltre la chiesa di San Biagio, sede della
Confraternita del Purgatorio e della Morte, la Chiesa di San Michele Arcangelo,
anchessa sede di unaltra confraternita, quella del Santissimo Sacramento.
Il terremoto del 1693 rase al suolo tutti gli edifici sacri e
non restò che la Chiesa di Santa Domenica. Ci volle linteressamento fattivo della
famiglia Riggio, unito allimpegno e sacrificio dei fedeli per far sì che la chiesa
madre, nelle attuali dimensioni, e in seguito anche gli altri edifici religiosi venissero
al più presto ricostruiti.
La Chiesa Madre al uso interno rivela una pianta a croce
latina. Il presbiterio è arricchito da un coro ligneo e da affreschi di Paolo e
Alessandro Vasta alle pareti e nel catino.
Le navate minori terminano, oltre il transetto, a destra con la
cappella dedicata al Santo Patrono e a sinistra con quella del Santissimo Sacramento.
Lo stesso transetto trova un prolungamento nelle cappelle del
Crocifisso e di San Giuseppe.
La prima coppia di arcate che scandiscono le navate sostiene la
cantoria nella quale si trova un antico organo. Nella navata sinistra, dopo la porta che
immette nella casa canonica, si trova un piccolo altare sormontato da un quadro
raffigurante lIstituzione dellEucarestia.
Subito dopo si apre la Cappella dellImmacolata, che si
innalza su una pianta ottagonale irregolare, le cui sfaccettature sono delineate da
semicolonne. La parete centrale della Cappella è occupata da un dipinto riguardante la
Vergine raffigurata in modo convenzionale, con il suo manto azzurro e con ai piedi la
luna. A sinistra del dipinto, in una piccola nicchia, limmagine della Madonna
Pellegrina.
A destra una candida statua dellImmacolata in una nicchia
rivestita di pietra lavica risalente al 1928 1932. Sullaltare, sottostanti il
dipinti si ammirano quattro reliquari lignei, il cui colore è dato dalla famosa
mistura dargento.
Della stessa fattura pare sia la porticina a tamburo del
tabernacolo, forma che si ri9pete nellaltare del Santissimo Sacramento e che è la
caratteristica esclusivamente della zona acese. Ritornando alla navata, si incontra subito
laltre dedicato alla Vergine del Carmelo, celebrata in un quadro sistemato nella
consueta inquadratura architettonica.
Sullaltare ancora quattro reliquarii lignei con al centro
un piccolo ovale circondato da volute simili a lingue di fuoco incrociate.
In corrispondenza della Cappella dellImmacolata si apre
la porta laterale del tempio.
Accanto allaltare, tra esso e la porta frontale minore,
limponente battistero del 1613.
Oltre la porta laterale, di fronte allAltare della
Madonna del Carmine, vi è quello della Madonna del Rosario. La Madonna è rappresentata
in un dipinto di buona fattura, circondata dai Santi Domenico, Rosa da Viterbo e Vincenzo
Ferreri. Intorno alle figure si notano, compresi entro medaglioni, i misteri del Rosario
miniati entro il piccolo riquadro dellovale.
La navata centrale presenta lungo le arcate ed i pilastri
decorazioni pittoriche che ripetono quelle del coro ed è impreziosita dal pulpito ligneo,
risalente al 1725, che ha soltanto una funzione ornamentale e decorativa. Ha la forma di
unacquasantiera con ricchi fregi aurei.
Molto importante dal punto di vista artistico e storico è il
transetto. Nel rimuovere la pavimentazione, nel corso di lavori di ristrutturazione del
secolo scorso, è venuta alla luce una zona cava sottostante adibita in passato alla
sepoltura dei fedeli defunti. Essa oltre che in corrispondenza delle Cappelle del
transetto si estendeva anche verso la zona centrale sovrastata dalla cupola.
La cupola fu costruita nel maggio del 1774 da Giuseppe
Costantino di Catania. E sottolineata da motivi decorativi che richiamano gli
affreschi del coro e si estendono ai pilastri e alle arcate, mentre le aperture delle
finestre alleggeriscono il volume. Agli angoli della cupola si accampano quattro figure
allegoriche femminili.
Il transetto è coronato a sinistra dalla Cappella del
Crocifisso e a destra da quella dedicata a San Giuseppe, entrambe innalzatesi su
irregolare pianta ottagonale. Nella Cappella del Crocifisso un Cristo in croce guarda il
bellissimo altare di marmo intarsiato con decorazioni floreali. Lungo le pareti della
cappella si notano due dipinti raffiguranti un perplesso San Pietro con il gallo e un
ispirato SantAntonio Abate tentato dai demoni. Seguono a sinistra una nicchia
ospitante la statua dellEcce Homo e a destra un Cristo morto in legno di piccole
dimensioni ma molto espressivo.
La cappella di San Giuseppe ha un aspetto meno curato, al
centro sotto il dipinto che raffigura la Sacra Famiglia, un altare policromo con agli
angoli volti di angeli in marmo bianco che sembrano rifarsi allo stile miniaturistico
della balaustra dellaltare maggiore. Molto originale la parte superiore
dellaltare in legno dorato digradante verso la parete con quattro gradini ornati,
nella parete frontale, con fregi floreali a rilievo e decorati in oro zecchino. Al centro
di essi i simboli del Santo Patrono.
Il dipinto che corona laltare raffigura San Giuseppe in
seno alla Sacra Famiglia e comprende anche la Santissima Trinità in ordine ascendente. La
volta della cappella è stata dipinta nel 1921 rappresentando la gloria di San Giuseppe
patrono della Chiesa Universale. Nella parete centrale, sullo sfondo, si può notare la
basilica di San Pietro.
Le due cappelle in corrispondenza delle navate minori
oltre il transetto sono dedicate al Santo Patrono e al Santissimo Sacramento. La
cappella di SantAntonio Abate è a pianta quadrata, sormontata da una cupoletta con
quattro riquadri pittorici entro cui sono raffigurati angeli recanti i consueti simboli
del Santo; agli angoli delicate decorazioni floreali che si ritrovano allinterno
dellarco sovrastante la cancellata dingresso in ferro battuto; al centro della
cupola una grande T. Sullaltare quattro cartegloria in legno dalle ricche
volute decorate in argento senza mistura e quattro piccoli reliquiari. Agli
angoli della cappella due grandi candelabri lignei sostenuti da angeli, parimenti decorati
con il composto acese e due candelabri di rame riccamente cesellati; sulla parete sinistra
della cappella si possono notare numerosi ex voto, attestanti grazie ricevute,
quattro candelore o cerei che durante la processione del Santo lo accompagnano per le vie
del paese, quale omaggio di alcune categorie di cittadini.
In quel periodo esistevano delle grandi torce che servivano per
illuminare il percorso della processione e che venivano abbellite e portate a cura di
alcune categorie di persone. Adesso ce ne sono quattro : quella dei
carrettieri, dei chianisi, dei zappaturi e dei
mastri. Sono alte circa tre metri, sono di legno dorato con mistura acese e
ornate di volute, festoni e puttini.
La navata centrale è continuata oltre il transetto
dallabside o cappellone, che si innalza di alcuni gradini sul piano
della navata. E introdotto da una balaustra in marmo dai colori ben armonizzati
nelle varie decorazioni a bassorilievo. La circonferenza dellabside è arricchita da
un coro ligneo con doppia fila di sedili. Per gran parte dellanno sullaltare
maggiore troneggia un ricco dissello di velluto di pregevole fattura, eseguito nel 1786.
Vi si trovano sempre sei candelieri decorati e quattro reliquiari posti tra gli stessi
candelabri. Anche ai lati della balaustra si trovano due enormi candelabri che ripetono le
stesse forme ricche ed eleganti di quelli posti sullaltare maggiore.
Affreschi sovrastano gli scanni del coro. Laffresco di
destra raffigura lapprodo del Santo, in groppa ad un drago alato, sulle rive di un
paese sconosciuto, è arricchito sino al limite della parte da decorazioni varie con
conchiglie e volute comprese entro i riquadri allungati, ripresi lungo i pilastri che
sostengono le arcate divisorie delle navate.
Laffresco di sinistra rappresenta un miracolo che
SantAntonio avrebbe operato nel deserto : avrebbe fatto scaturire lacqua per
dissetare la gente.
Laffresco della volta rappresenta il santo insieme a
Santa Rosalia, SantAgata, Santa Lucia e Santa Venera mentre un angelo sorregge il
pastorale. Più in alto un altro gruppo di santi, Santa Caterina da Siena, San Francesco
dAssisi, San Domenico e SantIgnazio. La loro raffigurazione è ispirata dalla
esistenza in Acireale di conventi di frati francescani, domenicani e gesuiti. Al centro la
Vergine Maria addita il Santo, accanto la raffigurazione della Trinità.
Alla sinistra del cappellone si apre la Cappella del Santissimo
Sacramento. Una statua del Sacro Cuore di Gesù, entro una nicchia , occupa ora il posto
dellantica cupola del tabernacolo, elaborato in legno nel 1792 insieme alla
porticina dargento.
La Chiesa di San Michele Arcangelo sorge sul luogo dove
anticamente ne esisteva già una più piccola, dedicata sempre a San Michele Arcangelo. Ne
fa fede, fin dal 1624, il registro dei defunti che si conserva nellarchivio
parrocchiale e da uninteressante relazione riguardante il terremoto del 1693.
Fu dopo questo terremoto che nel ricostruire la Chiesa, questa
fu ampliata come la possiamo vedere ai giorni nostri. Nel 1740 fu posta la prima pietra.
Nel 1753 si era arrivati ai finestroni con la porta di pietra bianca ed affacciata.
Nella Chiesa dedicata allo Spirito Santo, ove si venera la
miracolosa immagine di Maria Santissima, detta anche dei Tribolati pare che forse
anticamente fosse una piccolissima Chiesa eretta dalla pietà dei fedeli, che fungeva
anche da alloggio per gli stessi, che dalla parte di Bongiardo portavano i bambini per
farli battezzare nellunica parrocchia di Valverde, oppure per condurre i cadaveri
per dargli sepoltura nella stessa parrocchia.
Laltare maggiore era dedicato allo Spirito Santo,
limmagine della Madonna era situata a ponente e quella di SantAgata a levante.
Sconosciute sono le origini della Chiesa dedicata alla Madonna
delle Grazie.
Il più antico documento che è stato possibile trovare è un
testamento del 1626 redatto dal notaio Francesco Caruso di Aci SantAntonio. Demolita
nel 1693 dal terremoto, non si sa quando fu ricostruita precisamente. Cento anni dopo
però costituita ufficialmente una nuova congregazione che avrebbe avuto tanta cura per
ledificio religioso. Era una congregazione formata da sacerdoti e aveva come patrono
San Gaetano.
La vita della congregazione fu molto lunga e nel 1786 il
Vescovo della nuova diocesi di Acireale, Mons. Gerlando Maria Genuardi, confermava gli
Statuti e ordinava che la congregazione prendesse il titolo, oltre che di San Gaetano,
anche di San Vincenzo de Paoli, adottando in tutto ciò che può conciliarsi gli
statuti della conferenza degli Ecclesiastici fondata in questa chiesa dei Santissimi
Pietro e Paolo.
Nel 1842 fu costruito il nuovo campanile e rinnovato
lingresso della Chiesa. Fu arricchito di un cornicione di pietra bianca lungo circa
130 palmi e lavorato dal maestro Giovanni Vasta da Acireale. Il cornicione e
linalbamento della chiesa vennero realizzati tra gli anni 1892 1894.
Nellagosto del 1927 venne fatto il pavimento della
Chiesa. Si costruì la scala in ferro per il campanile. Sconosciute sono le date di
acquisto del magnifico ostensorio e della statua della Madonna.
Limmagine di Maria Santissima degli Ammalati, che, sin
dal 1820 si trova sullaltare maggiore della Chiesa omonima nel quartiere di
Nardalici nella città di Aci SantAntonio, nel 1601 era venerata in una piccola
chiesa rurale sita mezzo miglio dallattuale.
Nel 1803 si volle costruire una chiesa nel quartiere di
Nardalici e si chiese il permesso al sovrano. Diede la sua approvazione che fu comunicata
al Vicario di allora dal Vescovo di Catania. Nel 1804 si benedisse la prima pietra e venne
completata nel 1858. Nel 1959 venne costruito un percolo che tuttoggi reca in
processione il simulacro in trionfo per le vie del quartiere.
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