TURISMO
Da visitare ci sono diversi edifici sacri.
Iniziamo dalla Chiesa della Santissima Annunziata. La chiesa è
situata in Piazza Gagini. Sulla campana si legge la data 1535, ma probabilmente la chiesa
è stata edificata su un edificio sacro già esistente. La struttura è stata rifatta nel
1543, ma i lavori sono continuati negli anni successivi, quando sono stati aggiunti il
campanile, la facciata rinascimentale, la cupola e il coro. La Chiesa ad una sola navata
ha otto altari e due cappelle poste una di fronte allaltra.
Da notare larco che adorna la cappella di Cristo alla
Colonna, le cui colonne sono sostenute da leoni alati a destra ed animali con il volto
delle sfingi a sinistra. Sui capitelli sono scolpite figure di re e profeti: sul frontone
lo Spirito Santo circondato dagli angeli e sotto di esso un mascherone con ai lati due
delfini dal volto umano. La statua del Cristo pare sia stata costruita da un pastore del
luogo, che compiuta lopera morì tre giorni dopo.
Laltare maggiore, posto in fondo al coro, è dedicato alla
Vergine Annunziata compatrona della città. Di fronte allaltare maggiore posti ai
lati dellentrata si possono ammirare i dipinti raffiguranti SantOrsola e la
Madonna degli Angeli con accanto i Santi Francesco e Chiara e il paese di Bronte salvato
dallira del vulcano Etna. Lopera che però merita più attenzione è il gruppo
scultoreo che raffigura la Vergine Annunziata e lAngelo Gabriele.
Annessa alla chiesa dellAnnunziata vi è una piccola
cappella dove sono custoditi interessanti quadri di Nunzio Petralia, pittore brontese,
vissuto nellOttocento.
Sul Corso Umberto, in pieno centro storico, si affaccia il Real
Collegio Capizzi. Esso fu reale istituto borbonico ed oggi ospita una
ricchissima biblioteca. Vi si trova anche una bella e ricca pinacoteca. Custodisce
lautoritratto del filosofo Nicola Spedalieri e un quadro di Agostino Attinà, in cui
sono raffigurati gli uomini illustri di Bronte. Tra lala antica e quella nuova del
collegio si trova la chiesa del Sacro Cuore.
La sua costruzione è il frutto della perseveranza del
venerabile Ignazio Capizzi. Grazie alla sua dedizione, il collegio divenne uno dei
maggiori centri di cultura siciliani dopo il collegio di Monreale. Ignazio Capizzi nacque
a Bronte il 20 settembre 1708. Figlio di povera gente compì i suoi primi studi nella
città natale. Persona colta, fu buon conoscitore di nozioni di medicina, che praticò
prima di essere ordinato sacerdote nel 1736. Pubblicò diversi studi e ottenne dai beni
confiscati ai Gesuiti cacciati dallisola nel 1767, 600 onze in libri che vennero poi
donati alla biblioteca del collegio. Tra tante difficoltà riuscì a portare avanti il suo
progetto di fondare a Bronte il collegio che oggi porta il suo nome. Morì nel 1783. Dal
1994 i suoi resti riposano nella Chiesa del Sacro Cuore.
Molti uomini illustri da giovani hanno frequentato il collegio
Capizzi, tra i quali Luigi Capuana ed Enrico Cimbali. Oggi è sede del Liceo Classico
Ignazio Capizzi e di un istituto magistrale.
Nella sala del Consiglio del collegio è possibile ammirare la
spinetta, uno strumento musicale simile al clavicembalo ad una sola tastiera appartenuta
al filosofo Nicolò Spedalieri e risalente al 1679.
La chiesa e il convento dei Cappuccini furono edificati nel
1629. Il convento fu completato pochi decenni dopo. La chiesa contiene sette altari dei
quali il maggiore è dedicato alla Madonna degli Angeli. Sono da ammirare il quadro
raffigurante la Vergine e quello della Deposizione. Diversi affreschi adornano il
corridoio laterale della chiesa. Uno di essi raffigura leruzione dellEtna del
1843 che causò la morte a Bronte di sessanta persone. La chiesa fu sede della
confraternita del terzo Ordine di San Francesco, fondato nel 1863.
Situata allingresso del centro abitato è la Chiesa di
Santa Maria delle Grazie, che risale al XVI secolo. Ledificio presenta una struttura
semplice. Sulla facciata si può ancora scorgere un affresco risalente al XVI secolo.
Ledificio è lunico a Bronte con la forma ottagonale.
Allinterno della chiesa si possono ammirare tre altari dedicata a Santa Maria delle
Grazie, a San Cosimo e San Damiano e a Santa Domenica.
La chiesa di Santa Caterina sorge in prossimità della Via che
porta il suo nome in un quartiere al margine del centro storico. La costruzione risale al
1610. I fondatori furono Domenico Villina e il figlio Sacerdote Bartolomeo, che con atto
del 1679 avevano intenzione di fondare a Bronte le Scuole Pie (mai istituite) e la Chiesa
di Santa Caterina.
La chiese venne parzialmente danneggiata dal terremoto del 1818;
è stata restaurata tra il 1988 e il 1989. Ledificio è di piccole dimensioni. Di
aspetto austero è il portale. La cupola del transetto, a tutto sesto, è impostata su
quattro pennacchi e sormontata da una lanterna lucifera piccolina. La piccola cella
campanaria è ubicata sulla navata sinistra. Linterno è a croce latina, ad una
navata. Ha tre altari rivestiti di marmi policromi. A destra laltare dedicato
allAssunta, a sinistra quello di San Bartolomeo. Laltare Maggiore è dedicato
a Santa Caterina e vi è riportato un quadro raffigurante le mistiche nozze di Santa
Caterina con Gesù alla presenza della Vergine, degli Apostoli e dei Santi.
La Chiesa Madre, nata dallunione degli edifici
preesistenti della chiesa di Santa Maria e della Santissima Trinità divisi da una strada,
è una delle più antiche esistenti a Bronte.
Lunione delle due chiese non avvenne nello stesso periodo.
La chiesa di Santa Maria, già prima della riunione delle borgate nel 1535, era la chiesa
principale del piccolo borgo e la sua posizione era in piazza, luogo dove si svolgeva la
vita pubblica del popolo. Ledificio ha conservato la struttura architettonica a tre
navate, sostenute da dodici colonne di pietra arenaria con capitelli corinzi, oggi
nascoste dalle opere murarie successive. Le volte che risalgono al XVIII secolo hanno
sostituito il tetto origi nario. Entrando dallingresso
si notano colonne in pietra arenaria con capitelli corinzi e fregi con temi floreali. Si
tratta dellantico ingresso della chiesa di Santa Maria. Di notevole interesse sono
gli altari del Crocifisso e del Purgatorio che risalgono alla metà del XVII secolo.
Al posto dellaltare cera la porta dingresso
della chiesetta della Santissima Trinità. La croce in legno, con il crocifisso del 1505,
è stata portata nella chiesa madre dopo leruzione del 1651. Di fronte
allaltare del Crocifisso è posto quello del Purgatorio, in stile barocco e più
ricco in quanto a decorazioni e fregi. Degno di attenzione è il battistero che risale al
1614 come mostra la data incisa sulla sua base. Il fonte battesimale è in marmo,
ricoperto da una struttura ottagonale in legno con cupola.
La chiesetta di San Nicola è posta nellomonima contrada
lungo la statale che conduce a Maniace e a Cesarò. E stata costruita negli anni
cinquanta sulle macerie dellantica chiesa di San Nicolò di Bari, distrutta dai
bombardamenti dellultima guerra.
Costruita in aperta campagna diventò ben presto sede
parrocchiale.
Troppo piccola per accogliere i fedeli della contrada Sciarotta
e San Nicola è stata sostituita con una nuova chiesa dedicata a SantAgata costruita
nelle vicinanze su progetto dellarchitetto Gigi Longhitano, sempre di Bronte.
La chiesa di San Silvestro è unaltra delle tante sorte a
Bronte per volere di Carlo V dopo la riunione dei 24 casali. La chiesa senzaltro
esisteva già nella seconda metà del XVI secolo in quanto menzionata in qualche scritto
del 1573. Successivamente fu incorporata col monastero delle benedettine e prese il titolo
di chiesa di Santa Scolastica.
Il monastero di Santa Scolastica fu eretto sulla sinistra della
chiesa nel 1610 per opera del Comune e dei cittadini brontesi e fu floridissimo. Una
tradizione ricorda che presso il Monastero cera la Ruota dei projetti,
istituita dallOspedale di Palermo nel 1755. La Ruota non era altro che il meccanismo
girevole con il quale le monache comunicavano con lesterno e durante la notte
serviva per lasciare i figli abbandonati dalle madri, appunto i rejetti o
projetti. I bambini poi una volta battezzati venivano dati in consegna agli
organi amministrativi che li affidavano alle nutrici con una paga mensile che veniva
corrisposta dallOspedale.
Il monastero di clausura femminile fu parzialmente distrutto dal
terremoto del 1818 che fece crollare lala a mezzogiorno, poi fu soppresso in seguito
alle leggi del 1866 che sancivano la vendita dei beni ecclesiastici e fu demolito nella
prima metà del secolo scorso.
Fu aperto quindi un ingresso secondario accanto
allingresso principale della chiesa e fu modificato lordine delle finestre
nella parte alta.
Laspetto della chiesa poi subì ulteriori ristrutturazioni
nel 1828 con la scomparsa delle decorazioni in oro zecchino e la sostituzione del tetto un
tempo a travatura con lodierna copertura voltata. La chiesa è a forma rettangolare
con abside. Al suo interno possiamo ammirare sette altari, una cantoria e un vecchio
organo non funzionante. Laltare centrale racchiude tra due colonne tortili un
dipinto di Tommasio del 1664 che raffigura San Benedetto circondato da altri santi. Altri
quadri sono quello della Comunione di Santa Maria Egizia. Nella volta si può ammirare un
affresco dl 1826 che raffigura lAssunzione della Vergine per opera di Giuseppe
Dinaro.
La chiesa della Madonna del Rosario si trova nel centro storico
del paese e fu sede della compagnia dei Bianchi. Nel 1580 era dedicata a Santa Maria
dellAbstinentia o Restinentia. Nel XVII secolo cambiò nome in chiesa della
Concezione di Maria, per la presenza dellaltare consacrato allImmacolata e
tale nome rimase fino al XIX secolo. In questo secolo fu completamente restaurata a spese
di Donna Basilia Uccellatore. Poi cambiò il nome in Maria Santissima del Rosario. Al suo
interno possiamo ammirare il pulpito e la cantoria di stile gotico e otto altari.
La Chiesa del Sacro Cuore fu edificata nel 1907 grazie
allopera del rettore Giuseppe Prestianni. Larchitrave della porta
dingresso è costituito da colonne in pietra lavica.
Al suo interno possiamo ammirare fregi e decorazioni in stile
barocco misto ad elementi rinascimentali. Ci sono cinque altari in marmo, dedicati a San
Giuseppe, Santa Maria Ausiliatrice, SantAntonio da Padova, alla martire Santa
Caritosa e al Cuore di Gesù.
Attraverso uno stretto corridoio la chiesa del Sacro Cuore
comunica con la cappella del collegio Capizzi. Laltare della cappella è dedicato
alla Madonna del Fervore e conserva un quadro donato dal Sacerdote Ignazio Capizzi.
La Chiesa di SantAntonio da Padova sorge a poca distanza
dalla stazione ferroviaria.
Fu edificata nella prima metà del XVII secolo. La tremenda
eruzione del 1651/1654 che seppellì gran parte del paese con chiese, case e poderi,
danneggiò la Chiesa di SantAntonio da Padova dal lato nord, est e sud. Per
ricordare questo avvenimento venne murata una lapide nel muro esterno della chiesa a spese
di un ricco abitante di Bronte, Spedalieri Francesco. La chiesa di SantAntonio da
Padova aveva cinque altari: San Giovanni di Dio, Santa Domenica, San Luigi, San Gaetano
Tiene e lAltare Maggiore nel quale vera una splendida immagine della Vergine
Maria, che ora viene conservata in sacrestia.
La Chiesa di San Blindano risale al XVI secolo. Nel 1824 fu
ricostruita a partire dalle fondamenta ad opera dellabate di Giuseppe Auriti. Fu
unita alla Basilica di Santa Maria Maggiore nel 1751 per poter usufruire dei privilegi
spirituali e delle indulgenze della Basilica stessa. Al suo interno possiamo ammirare
cinque altari: San Giovanni Damasceno, San Lorenzo da Frazzanò, San Basilio Magno,
allAddolorata e lAltare Maggiore consacrato a Santa Maria di Maniace.
La Chiesa di San Giovanni Evangelista fu edificata nel 1659 per
volere di Filippo Sottosanti su una struttura preesistente. Fu dedicata a San Giovanni
Evangelista e Santa Rosalia.
Alla chiesa venne aggiunto il campanile in lastroni di pietra
lavica. Fu in questa chiesa che fu votata nel 1860 lannessione di Bronte
allItalia. Allinterno possiamo ammirare sette altari, di cui quello Maggiore
è dedicato alla Madonna del Lume. Possiamo visitare inoltre la cappella di Santa Rosalia
decorata con affreschi e fregi del 1692.
La Chiesa di Santa Maria della Catena fu fondata nel 1569,
completata nel 1601 ma nuovamente restaurata nel 1891. Si trova in Corso Umberto in
posizione piu alta e vi si può accedere dalla strada tramite unalta scalinata
in pietra lavica. Il frontone della chiesa è in pietra lavica sostenuto da colonne in
stile corinzio.
Sul lato destro si può ammirare il Campanile sormontato dalla
cella campanaria. Allinterno presso laltare Maggiore possiamo ammirare la
statua di marmo della Madonna della Catena e due quadri eseguiti nel 1876 da Agostino
Attinà raffiguranti Santo Stefano e San Filippo.
La chiesa della Madonna del Riparo per i Brontesi è fonte di
ricordi legati ad un tragico evento. Nel febbraio del 1651 ebbe inizio nel versante etneo
di Bronte una rovinosa eruzione che restò attiva per tre anni. Devastò in ogni parte il
paese e il territorio ed arrivò fino al Simeto. Nel 1654 leruzione riprese con
nuovo vigore ed un braccio della lava investì la parte alta del paese distruggendo molte
case, seppellì diverse chiese. Il popolo brontese si era riversato in preghiera nella
chiesa dellAnnunziata per chiedere laiuto della Vergine e fu portata la sua
statua dinanzi alla lava, che deviò il suo corso verso tramontana e formò come un
muraglione a ridosso dellospedale e verso San Nicola e poi verso il Simeto.
Il popolo brontese per ringraziare la Madonna costruì sotto il
muraglione una chiesetta dedicata appunto alla Madonna del Riparo. La vecchia
chiesetta con lespandersi della cittadina si trovò quindi al centro di un
quartiere. Fu progettato il suo restauro e il suo ampliamento nello stesso luogo, ma
lArciprete dellepoca sconsigliò la ristrutturazione nello stesso sito in
quanto molto vicina alla Chiesa dei Cappuccini e a quella di San Silvestro. Fu acquistato
un terreno nelle vicinanze, deciso di distruggere lantica chiesetta e nel 1967,
quasi dopo tre secoli dallacquisto del terreno, fu iniziata la costruzione della
prima metà della nuova chiesa. Tre anni dopo fu aperta al culto anche se ancora
incompleta. Lantica statua della Madonna del Riparo restaurata fu portata nella
nuova Chiesa. Il completamento della chiesa avvenne solo nel 1984.
La Chiesa ed il convento di San Vito furono costruiti alla fine
del XVI secolo. Vi si stabilirono i monaci appartenenti ai Minori Osservanti di San
Francesco. La chiesa, labside e laltare maggiore furono restaurati e decorati
alla fine del XIX secolo. Allinterno possiamo ammirare sette altari. Laltare
maggiore è dedicato alla Vergine Immacolata.
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