TURISMO
Quando si passeggia per le strade di Caltagirone si ha la
sensazione di camminare in un vero e proprio museo allaria aperta.
Partendo dal centro storico, le due arterie principali di
Caltagirone sono Corso Vittorio Emanuele e Via Roma.
Sul corso si affacciano bellissimi palazzi barocchi, tra cui
Palazzo Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo interno preziose
opere darte.
Allinizio di Via Roma, che dal centro storico porta alla
città nuova, si trova il Tondo Vecchio. La Via è caratterizzata dalla
presenza di diverse chiese e dalla balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia.
La piazza del Municipio è il punto di incrocio delle due
strade principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il Palazzo
Senatorio (attuale Teatro Comunale e sede della Galleria Don Sturzo).
E proprio a Don Luigi Sturzo che è dedicato anche un
Mausoleo, annesso alla Chiesa di San Salvatore. Nei pressi del Palazzo Senatorio, in
piazza Umberto I, sorge il Duomo di San Giuliano. Attigua al Duomo vi è la Corte
Capitanale, ledificio più originale della città.
Tra le bellezze del luogo spicca il Bosco di San Pietro, la
più ampia area boschiva naturale della Sicilia centro meridionale ricca di diverse specie
di animali e vegetali. Dista circa venti chilometri da Caltagirone ed è vasta circa 2.200
ettari.
La Chiesa di San Giacomo fu fondata nel 1090 da Ruggero il
Normanno. Fu ristrutturata in pieno rinascimento e per i lavori furono chiamati alcuni
componenti della Famiglia Gagini.
Nel 1538 venne realizzato il portale della Cappella delle
Reliquie, il cui arco è ora collocato nella Cappella del Santissimo Sacramento. Nel 1607
venne realizzato, invece, il portale principale di ingresso alla chiesa, con sopra lo
scudo marmoreo con le armi della città, e lovale posto sopra la porta
dellantico battistero, che raffigura LAnnunciazione.
La chiesa crollò quasi del tutto con il terremoto del 1693.
Rimasero in piedi solo labside e le due cappelle laterali di San Giacomo e della
beata Lucia da Caltagirone.
Nel 1694 ebbero inizio i lavori di ricostruzione rispettando
ciò che rimaneva delledificio precedente. Nel 1708 fu ultimato il campanile ed il
prospetto venne ornato con due statue di pietra bianca. Le opere darte custodite
allinterno sono rappresentate da due dipinti che oggi si trovano luno di
fronte allaltro nellabside, raffiguranti Il martirio di San
Giacomo e La Madonna di Odigitria.
Il Tondo Vecchio fu realizzato nel 1776 in occasione
dellapertura dellex Via Carolina, ora Via Roma e della costruzione del ponte
si San Francesco. Fu concepito come elemento di abbellimento per questo tratto viario ed
è costituito da un emiciclo in pietra decorato da epigrafi e stemmi, al centro del quale
si trova una vasca di pietra. Fu modificato dallarchitetto Giovan Battista Nicastro
di Caltagirone alla fine dellottocento e venne trasformato in un belvedere.
La villa comunale sorge su un vecchio colle attiguo alla
città. I lavori prevedevano la piantagione di alberi e piante varie, nonché la
realizzazione di opere murarie, in modo tale da delineare un primo esempio di giardino.
Nel 1848 venne proposto lallargamento degli interventi
con lapertura di viali, lintroduzione di nuove piante e la realizzazione
dellimpianto dei cancelli per custodire le statue e le altre decorazioni. Nel 1853
venne data alla villa la forma esagonale con sviluppo a doppia altezza. Nel 1860 venne
intitolata a Vittorio Emanuele II:
Vari sono gli accessi alla villa, ma si distinguono tutti per
interesse artistico: lingresso principale, in stile liberty, e quello in Via Roma.
Il primo è caratterizzato dalla presenza di due statue che raffigurano la floricoltura e
la frutticoltura. Il secondo, su Via Roma, è rappresentato dallo splendido Teatrino del
Bonajuto attraverso il quale si può accedere anche al Museo Regionale della Ceramica,
situato allinterno della villa stessa.
Si può accedere anche dal Viale Maria Josè o da un secondo
ingresso in Via Roma, dal quale entrando si incontra la fontana dello scultore Camillo
Camilliani realizzata nel XVII secolo e trasportata da Piazza del Municipio, dove era
originariamente collocata.
Nella parte alta della villa si trova un piazzale al centro del
quale si erge un grande palco musicale con struttura in cemento armato, con rivestimento
in maiolica policroma in stile moresco e con la copertura coronata da unaquila
simbolo della città.
Il teatrino fu costruito nel 1792, su disegno
dellarchitetto Natale Bonaiuto. Ha piatna quadrangolare e struttura molto
articolata: la parte terminale è costituita da un loggiato aperto con tre arcate e
coperto da una volta a botte che si può raggiungere con rampe di scale che si alternano a
sedili e terrazze. Una parte del loggiato crollò nel 1862 e venne successivamente
ricostruita.
Ledificio noto oggi con il nome di Galleria Luigi Sturzo
era in origine la sede del Palazzo Senatorio. Venne in seguito trasformato nel Teatro
Comunale Garibaldi, in seguito ai danni provocati dalla guerra fu tenuto chiuso per
diversi anni fino a quando nel 1960 venne trasformato nellattuale Galleria. Nella
parte posta sul porticato si può ammirare un grande pannello di ceramica, che rievoca la
battaglia di Judica combattuta dai Normanni contro i Caltagironesi. Sulle pareti laterali
sono raffigurati gli uomini illustri della città.
Nella parte concava si trova un mosaico che raffigura le arti e
i mestieri di Sicilia. Al centro lo stemma di Caltagirone, sempre in mosaico e attorno ad
esso gli emblemi delle nove province siciliane.
La Cattedrale è dedicata allapostolo San Giuliano e fu
eretta in epoca normanna fuori le mura del primo centro abitato. In origine il sagrato si
apriva in una zona pianeggiante, nella quale si svolgevano i mercati e le fiere annuali
particolarmente vantaggiosi per lamministrazione della chiesa che costruiva e
affittava le baracche.
A causa dei danni subiti per il forte terremoto del 1542, il
consiglio comunale decise nel 1582 di costruire unaltra chiesa nello stesso sito,
affidando i lavori allarchitetto Francesco Zagarella. La nuova costruzione non
piacque al Senato, che nel 1627 chiamò larchitetto Simone Gullì per la
realizzazione di un nuovo progetto. Gran parte della chiesa venne demolita e la facciata
principale venne ricostruita verso oriente. Durante il sisma del 1693, lopera fu
gravemente danneggiata e la ricostruzione venne affidata ad un altro architetto, Simone
Mancuso, detto u mastru che con la collaborazione dellintagliatore
Montes riedificò la cupola e il prospetto principale, demolito nel 1838 perché
pericolante e riedificato in stile liberty allinizio del 1900.
Presenta due ordini architettonici : in quello inferiore si
aprono tre portali; in quello superiore una grande finestra centrale decorata da colonne e
da un arco, il tutto è coronato da un timpano. La pianta è a croce latina, a tre navate.
Il campanile venne inaugurato nel 1956. E ornato da
maioliche di produzione locale e da una scultura che raffigura la Madonna Assunta.
Allinterno della chiesa sono di particolare pregio : un
antico crocifisso in legno nero posto a destra dellabside nellaltre di San
Giuliano, uscito indenne dal terremoto del 1693, la sottostante urna contenente il
simulacro della Beata Lucia, il Cristo Morto (opera scultorea lignea contenuta in
unurna anchessa in legno), che viene portato in processione per le strade
cittadine il Venerdì Santo di ogni anno insieme alla statua della Madonna Addolorata. Si
possono ammirare inoltre nel primo altare la Raffigurazione di
SantEligio, nel secondo Santa Febronia, nel terzo San
Giacomo e nel quarto La disputa nel Tempio, la Madonna della
Mercede, opera scultorea in marmo bianco, un coro ligneo dei canonici, il trono
vescovile arricchito da pietre preziose e rare. Al periodo precedente il terremoto del
1693 risalgono quattro sarcofagi nei quali sono sepolti parroci dellepoca.
La Cappella del Santissimo Sacramento spicca per la ricchezza
di pregiati marmi e stucchi in oro zecchino, è ornata da un altare con ciborio
monumentale realizzato nel 1888.
Particolarmente interessante è il battistero, chiuso da una
cancellata in ferro battuto del 1844, con fonte battesimale in marmo sul quale si innalza
una tela che rappresenta San Silvestro che battezza lImperatore
Costantino.
Del complesso monastico di San Gregorio Magno, composto dalla
chiesa e dal monastero, oggi si può ammirare la torre campanaria in pietra arenaria, che
fu costruita nel 1738 dallarchitetto calatino Don Nicolò Commendatore. E a
base quadrata e si sviluppa per circa 30 metri in altezza, secondo sei ordini. I primi
cinque accolgono una finestra ad arco per lato, mentre lultimo ordino accoglie due
finestre coronate da un cornicione continuo che in corrispondenza di esse si articola come
eseguendo un disegno ad arco.
Della chiesa si hanno poche notizie dopo il bombardamento del
1943. Ne sono rimasti pochi ruderi e gli altari rimasti vennero collocati in altre chiese.
Il palazzo dellex corte capitanale fu costruito nel 1587.
Il terremoto del 1693 non vi apportò gravi danni. Il prospetto principale presenta un
solo ordine inquadrato da paraste binate angolari, coronate dal fregio classico e
dallaggettante cornicione. La superficie del prospetto risulta scandita da portali e
finestre dagli stili seicenteschi, elegantemente scolpiti in pietra da taglio.
Il Palazzo dellex officine elettriche domina tutta la Via
San Giovanni Bosco. Lingresso è individuato da un corpo a torretta che conclude da
un lato ledificio. La parte centrale è tripartita da un pilastro sporgente alla
sommità che individua tre ampie finestre, anchesse tripartite, ad arco ribassato.
Intorno alla seconda metà del settecento larchitetto
Natale Bonaiuto fu incaricato di progettare il Monte di Pietà, noto anche come Monte di
Prestamo o di Prestanza.
Successivamente, nel novecento, fu aggiunto il piano superiore
ad opera di un architetto palermitano, G. Capitò.
Il prospetto, che domina la piazza Umberto, doveva essere
concepito con un solo ordine di colonne corinzie su alti piedistalli aggettanti.
Il Palazzo dellAquila o della famiglia Interlandi dei
principi Bellaprima fu acquistato dal comune e trasformato in municipio, quando il palazzo
senatorio fu ritenuto troppo piccolo.
Il prospetto, realizzato nel 1872 dallarchitetto
Nicastro, è neoclassico e presenta tre ordini di colonne. Nel suo interno da notare
lampia scalinata riccamente decorata che porta alla sala consiliare, il salone del
consiglio comunale e al primo piano il salone di rappresentanza.
La fondazione della Chiesa del Santissimo Crocifisso risale al
1606. La costruzione attuale venne realizzata agli inizi del 1700 dopo che la precedente
chiesa era stata distrutta dal terremoto del 1693. Allinterno, limpianto è a
navata unica e si conclude nellabside dellaltare maggiore, interamente
realizzato in marmo. Al centro della composizione è collocata limportante tela ad
olio che raffigura San Filippo Neri.
La Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche del
Purgatorio, fu eretta nella seconda metà del cinquecento di fronte allattuale.
Rimase danneggiata dal terremoto del 1693 e venne riparata a spese del comune.
Nel 1795 iniziò la costruzione della chiesa attuale, essendo
il vecchio edificio ormai pericolante. I lavori della nuova chiesa, interrotti, furono
ripresi nel 1829.
La chiesa presenta una pianta ad unica navata decorata da
altari marmorei con tele ad olio della seconda metà dellottocento. Nel 1850 la zona
presbiteriale fu separata dal resto della chiesa da una balaustra in marmo e nel 1860 fu
inserita la grande macchinetta marmorea dellaltare maggiore, che comprende anche la
tela del Sacrificio Eucaristico.
La facciata presenta un bel portale ed una finestra in pietra
locale.
La Chiesa di Santa Maria di Gesù venne fondata nel 1422.
Durante il terremoto del 1693 subì lievi danni, limitati al crollo del campanile, che fu,
in seguito, riedificato nello stesso posto. La pianta è a navata unica con cappelle
laterali. Fra le opere più significative che possiamo ammirare allinterno troviamo
la statua marmorea della Madonna della Catena, la pala raffigurante San Francesco
che consegna le regole a Santa Chiara, il sarcofago dei Monteleone.
La Chiesa di Santa Maria La Stella venne distrutta dal
terremoto del 1693 e fu ricostruita nel 1800. Il semplice prospetto settecentesco della
chiesa domina sul modesto slargo denominato Corridoio Stella. Linterno
presenta ancora lantico pavimento in ceramica decorata realizzato dai ceramisti
locali Di Bartolo.
La Chiesa dei Miracoli era inizialmente dedicata a Santa Maria
di Valverde. La chiesa venne ricostruita secondo le fattezze in cui oggi ci è pervenuta,
a spese del Comune che commissionò anche la tela ad olio della Madonna. Linterno, a
navata unica, è arricchito da stucchi e da altari marmorei. Laltare maggiore è in
legno dorato.
Il complesso composto dalla chiesa e dal convento di
SantOrsola fu ristrutturato nel 1911 per essere adibito a scuola elementare.
La Chiesa di Santo Stefano, cui era annesso anche il monastero,
venne distrutta dal terremoto del 1693. Fu ricostruita a spese del comune nella seconda
metà del settecento per essere riaperta al culto nel 1792. Dopo la soppressione del
monastero avvenuta nel 1866, la chiesa passò sotto la giurisdizione del comune.
Linterno presenta un interessante impianto centrico a croce greca.
La Chiesa di SantAgata, eretta nel 1576 per ordine del
Vescovo di Siracusa, venne destinata ad oratorio della confraternita omonima dei
ceramisti. Nel 1776 fu in parte ristrutturata e il prospetto fu allineato col nuovo
Carcere Borbonico. Nel 1833 venne arricchita di stucchi e di un nuovo altare maggiore in
marmo.
La pianta è ad un'unica navata con allinterno una
decorazione in stucchi che scandisce le pareti e incornicia i diversi altari in marmo:
ogni altare ospita tele ad olio tra cui quella della Madonna della Lettera, dono del
Senato messinese nel 1799. Allinterno è possibile ammirare anche opere scultoree di
grande interesse come la Pila marmorea per lacqua benedetta. Il prospetto rispecchia
la divisione interna; la parte sommitale accoglie allinterno di unampia
trifora le campane.
La Chiesa di San Bonaventura fu costruita nel 1631, qualche
anno dopo la costruzione dellannesso convento. Essa sorge su un pendio roccioso sito
nella parte orientale della città, vicino alla Porta del Conte.
Durante il terremoto del 1693 crollò la volta reale e i muri
perimetrali presentarono delle lesioni. Riaperta al culto nei primi anni del 1700,
attraversò durante questo secolo, un periodo di profondo splendore divenendo un centro di
intensa religiosità e molte famiglie nobiliari dellepoca la scelsero come loro
sepolcreto.
Nel 1860 il convento e la chiesa di San Bonaventura come altre
chiese di Caltagirone passarono sotto lamministrazione dello stato. Fu soltanto
grazie alloperato di uomini come il Vescovo De Bono e Don Luigi Sturzo che nel 1916
la chiesa ritornò al patrimonio ecclesiastico, per essere restaurata e riaperta al culto.
La pianta è ad aula unica con cinque cappelle intercomunicanti
per lato. Ogni cappella si apre sulla navata centrale attraverso un arco su lesene con
capitelli di derivazione rinascimentale. Nella parte presbiteriale, labside conserva
lantico altare maggiore, con il paliotto del 1694, sormontato da una grande custodia
sacramentale in legno intarsiato e dorato. Le pareti del presbiterio sono interamente
decorate con affreschi raffiguranti Santi, Apostoli e Virtù. Tra gli affreschi maggiori
si ricordano la Gloria di San Bonaventura e La Crocifissione. Nel
prospetto sono incassati due pannelli policromi rappresentanti la Madonna della Salute e
San Francesco dAssisi.
Sul lato sinistro della chiesa troviamo la Cappella di San
Pasquale Baylon, la Cappella di SantAnna, la Cappella di San Francesco, la Cappella
di San Michele Arcangelo, la Cappella della Madonna della Salute.
Sul lato destro della chiesa troviamo la Cappella
dellImmacolata Concezione, la Cappella del Crocifisso, la Cappella di
SantAntonio.
La Cappella di San Pasquale Baylon è la prima cappella a
sinistra dellingresso e fu il sepolcreto delle nobili famiglie Russo e Barone
Carmito. Ai lati dellaltare centrale ci sono due affreschi. Uno raffigura San
Pasquale che in presenza di Santa Teresa viene nutrito da Gesù, laltro affresco
rappresenta San Pasquale aggredito e malmenato dagli ugonotti in Francia.
Allinterno della cappella di SantAnna si possono
ammirare interessanti opere pittoriche. Una di esse è la pala daltare che raffigura
Maria, Gesù, San Giovannino, San Giuseppe e Santa Elisabetta. A sinistra dellaltare
si può ammirare un affresco raffigurante San Pietro che poggia le chiavi su un libro.
La Cappella di San Francesco fu il sepolcreto della famiglia
Interlandi. Allinterno la pala daltare raffigura San Francesco che riceve
lindulgenza plenaria dal Cristo e dalla Vergine. A destra si può osservare la tela
che raffigura San Cristoforo che porta sulle spalle il Bambin Gesù.
La Cappella di San Michele Arcangelo custodisce lurna di
Santa Chiara e la tela daltare raffigurante San Michele Arcangelo.
La Cappella della Madonna della Salute, ricca di stucchi
settecenteschi, fu realizzata per volontà della famiglia patrizia Longobardi di Schifardi
che la scelse come proprio sepolcreto. Allinterno dellaltare è collocata una
statua di marmo della Vergine con il Bambino.
La Cappella dellImmacolata Concezione custodisce la pala
daltare con limmagine della Madonna con in braccio il Bambin Gesù, che
trafigge con una lancia la testa di un serpente. Ai lati sono collocati i dipinti dei
Dottori Francescani, San Bonaventura e Duns Scoto.
La Cappella del Crocifisso fu scelta come sepoltura dalle
famiglie dei principi Rabbordoni e Bellaprima che furono i principali sostenitori
delledificazione della chiesa.
La cappella presenta al di sopra di un paliotto daltare
in marmi policromi, il bellissimo crocifisso ligneo scolpito da Fra Umile da
Petralia.
La Cappella di SantAntonio è dominata dal dipinto della
Crocifissione.
Oltre alle cappelle della Chiesa, anche la Sacrestia si
presenta ricca di opere darte.
Gli arredi lignei sono di altissima fattura, notevole
larmadio barocco decorato da lesene a treccia, lo scrigno (un mobile a sei sportelli
in legno con numerosi cassetti, due dipinti raffiguranti la Crocifissione, la tela
raffigurante SantOrsola, il dipinto con il Cristo risorto a sinistra della grande
vetrata.
In seguito allapparizione della Beata Vergine ad una
fanciulla nei pressi di un piccolo pinte, venne eretta, nel 1573, la prima chiesetta di
Santa Maria del Ponte. Ledificio, risparmiato dal terremoto del 1693, venne travolto
da unalluvione nel 1714.
La chiesa che si può ammirare è frutto di numerose
ricostruzioni, a partire da quella del 1720 sino a giungere ai restauri del 1985.
La Chiesa di Santa Maria del Monte venne costruita intorno al
XII secolo e abbandonò il titolo di San Nicola di Miri per assumere la nuova venerazione.
Il campanile arricchito dalla storica campana di Altavilla
crollò durante il terremoto del 1542 e fu sostituito da un altro campanile. La chiesa fu
nuovamente rasa al suolo dal terremoto del 1693 e venne ricostruita nel 1703. Il campanile
fu realizzato dal palermitano Venazio Giuseppe Marvuglia e la storica campana fu collocata
presso la porta centrale del tempio, sulla navata sinistra.
La pianta è a croce latina e a tre navate divise da colonne
binate. Allinterno possiamo ammirare una statua marmorea raffigurante la Vergine con
il Bambino, limmagine su tavola della Condomini, arredi sacri, lOstensorio
dargento al filetto.
La Chiesa, annessa al monastero delle Benedettine, fu
gravemente danneggiata dal terremoto del 1693. La sua ricostruzione cominciata nel 1758,
fu affidata allarchitetto Nicolò Commendatore, ma fu portata a termine solo nel
1793.
Il prospetto è sovrastato dalla grande cella campanaria e
segnato in basso da sei altre lesene corinzie che delimitano il grande portale in pietra.
Linterno è a pianta ottagonale ed è decorato con
stucchi realizzati da maestri palermitani.
Loriginario pavimento in ceramica è stato sostituito da
un pavimento in marmo policromo.
Tra le opere custodite al suo interno possiamo ammirare una
splendida statua della Madonna, una statua lignea di San Benedetto. In un mausoleo annesso
alla chiesa si trova, dal 1963, la tomba di Don Luigi Sturzo, la cui immagine è scolpita
sul sarcofago.
La Chiesa di San Pietro sembra esistere ancor prima del 1200.
Di certo si sa che nel 1856 la facciata fu abbattuta a causa delle condizioni di degrado
in cui versava. Nel 1937 il prospetto venne restaurato e sette anni dopo fu collocato il
grande orologio sulla torre di sinistra. Il corpo centrale ospita la porta di bronzo
realizzata nel 1987. Poco più in alto è posto un grande rosone al di sopra del quale un
arco ogivale racchiude tre piccoli archi. A chiudere il corpo centrale è posta una croce
in pietra. Allestremità delle due torri trovano posto quattro campane.
Linterno della chiesa ha una sola navata di forma rettangolare.
La volta della chiesa è decorata da quattro pitture a olio che
raffigurano episodi della vita di San Pietro. Il pavimento che originariamente era in
ceramica fu sostituito nel 1926 con piastrelle di cemento e poi nel 1973 con lastre di
marmo. Nelle otto cappelle della chiesa si possono ammirare diverse opere darte, tra
le quali si ricorda la statua della Madonna della Pace, la statua lignea di San Vito
raffigurato come un guerriero, una tela ad olio raffigurante la Discesa dello Spirito
Santo su Maria e gli Apostoli, una statua in terracotta raffigurante Gesù seduto su uno
sgabello.
La Chiesa dedicata a Santa Chiara è stata realizzata su
progetto dellarchitetto siracusano Rosano Gagliardi tra il 1743 e il 1748. La pianta
è ellittica, fornita di cappelle, con laltare e lingresso sullasse
maggiore. Laltare maggiore è in legno decorato con intarsi in argento, il paliotto
presenta un disegno di archi decorati con intarsi in madreperla. Le cappelle presentano
allinterno altari marmorei. La Cappella del Crocifisso presenta al di sopra
dellaltare un crocifisso ligneo. Ai lati della stessa sono alloggiate le tavolette
ceramiche rappresentanti la Via Crucis. Il pavimento è in ceramica decorata con le
tonalità del blu, del verde e del giallo, ed è un rifacimento di quello originario.
In alto una statua della Vergine domina tutto lo spazio.
I gesuiti giunsero a Caltagirone intorno alla metà del
cinquecento apportando grande impulso alla vita culturale della città. Il loro complesso
conventuale, che trovò posto nel centro urbano, al fianco della Casa Senatoria,
rappresenta il primo grande intervento rinascimentale nellarchitettura di
Caltagirone. Ledificio presentava allorigine unampia corte attorno alla
quale erano predisposti i vari ambienti. Nel 1886, una nuova organizzazione funzionale
degli spazi impostò la suddivisione dellunica corte in due più piccole. Il cortile
di sinistra fu decorato nella facciata da inserti ceramici e costituiti da dodici
medaglioni n terracotta. Nel cortile di destra rimase lo schema originario degli archi in
pietra arenaria.
Il terremoto del 1693 distrusse completamente la vecchia chiesa
di San Francesco dAssisi, risalente al 1236 della quale rimangono alcuni resti come
il portale che si trova nella vecchia sagrestia, una finestra a sesto acuto e le finestre
ogivali che possono essere osservate dallabside. Dopo il sisma la chiesa venne
ricostruita in stile barocco con una facciata di pietra a due ordini nel 1727. Il
prospetto fu arricchito dallo stemma dei Francescani, da una statua dellImmacolata,
da una serie di simboli mariani. Linterno è molto semplice, ha una sola navata e
cappelle con altari in marmo decorate da pitture realizzate su tela rappresentanti San
Girolamo, SantAntonio da Padova, San Michele Arcangelo, San Francesco dAssisi,
San Vincenzo de Paoli, il Crocifisso e lAddolorata.
Accanto alla Chiesa sorge lantico convento dei Padri
Conventuali, oggi adibito a Vescovado e a Seminario diocesano.
Nel 1773 la chiesa del Gesù fu affidata, con una parte del
collegio, alle Carmelitane Scalze fino al 1876, anno in cui le suore furono trasferite nel
Monastero del Santissimo Salvatore. Il resto del Collegio fu invece trasformato in Regia
Accademia Ferdinando IV e successivamente adibito a sedi scolastiche di vario indirizzo.
La pianta è a croce latina nellunica navata con cappelle rettangolari ai lati che
si aprono sullo spazio centrale con arcate in pietra intagliata. Ogni cappella accoglie al
suo interno altari con intarsi di marmi policromi che fanno da base a splendide pale.
Laltare maggiore incornicia la grande pala raffigurante la Circoncisione di Gesù
Bambino. Il pavimento è in ceramica locale dipinta nelle tonalità del blu, mentre il
soffitto ligneo è un rifacimento del 1955 di quello originario distrutto dai
bombardamenti del 1943.
La Chiesa dei Padri Domenica, meglio conosciuta come Chiesa del
Rosario, crollò a causa del terremoto del 1693 e fu ricostruita solo nel 1801.
La facciata è composta da una scalinata a due rampe che si
uniscono davanti alla porta principale. Il prospetto è scandito dalla presenza di quattro
grandi colonne con capitelli corinzi; sopra la trabeazione è una grande finestra con ai
lati due colonne anchesse con capitelli corinzi, sopra le quali poggia un grande
timpano con al centro lo stemma dellordine domenicano. La pianta è rettangolare.
Loriginario pavimento venne sostituito nel 1963 con uno in marmi policromi.
Allinterno, sopra la porta, è una grande cantoria che custodisce un organo a canne.
Al centro della volta si trova un dipinto ad olio che rappresenta San Domenico
inginocchiato innanzi alla Santissima Trinità e alla Vergine e circondato dagli Angeli.
Nel primo altare è posta una tela che raffigura San Tommaso mentre nellabside si
possono ammirare due tele rappresentanti San Domenico e Santa Rosalia. Nellaltare
della Madonna è custodita la statua della Vergine del Rosario con il Bambino. La chiesa
da alcuni anni è adibita ad auditorium.
La Basilica di San Giorgio fu fondata intorno al 1030 dai
genovesi che nel XII secolo contribuirono alla liberazione di Caltagirone dai saraceni.
Essa fu costruita fuori dal centro abitato, lungo le antiche mura della città come chiesa
fortezza. La chiesa, che subì gravi danni dal terremoto del 1542, fu quasi
completamente distrutta da quello del 1693.
Il campanile venne subito riedificato secondo lantico
disegno, mentre la chiesa venne ricostruita e poi completata nel 1762 quando si arricchì
di stucchi e degli affreschi. Tra le opere pittoriche più importanti si ricordano il
Mistero della Trinità, la Sacra Famiglia, il dipinto di San Raffaele, il crocifisso
ligneo del XIV secolo, resti dellacquasantiera in marmo.
La chiesa dei Padri Cappuccini fu costruita nel 1585 con fondi
stanziati dal comune, accanto alla Chiesa della Madonna di Odigitria. Fu una tra le chiese
di Caltagirone a subire pochi danni dal terremoto del 1693. La chiesa fu realizzata
secondo lo stile semplice e austero dei figli di San Francesco. Il prospetto principale è
del tipo a capanna e riprende la divisione interna della chiesa stessa. Al
centro è il portale dingresso sormontato da una finestra con stipiti in pietra. La
pianta è ad unica navata, scandita nelle pareti laterali da due arcate per lato, in
ognuna delle quali trova alloggio un altare. Nella prima rcata a sinistra, è collocato
allinterno di un vano esagonale il reliquario realizzato da Padre Innocenzo. In
fondo, sullaltare maggiore, si trova un grande trittico con la pala centrale che
rappresenta la Madonna dellOdigitria, mentre ai lati tele raffiguranti San Felice da
Cantalice e la Beata Lucia da Caltagirone.
Il pavimento non è più quello originale in ceramica dipinta,
essendo stato sostituito da uno in marmo. Tra le opere custodite allinterno possiamo
ammirare la tela del Cristo deposto dalla Croce, la tela della Gloria delle Santissimi
Vergini e la Gloria dei Santissimi Confessori. Sono inoltre preziose le due custodie del
Santissimo Sacramento e unaltra opera pittorica molto interessante, la Porziuncola.
La Chiesa di San Giuseppe fu edificata dal Comune nel 1572,
quando venne deciso di costruire una nuova chiesa da dedicare a San Giuseppe nel sito
della precedente chiesa di Santa Barbara. La nuova chiesa disponeva anche di una cripta
per le sepolture dei fedeli. Completamente rasa al suolo dal terremoto del 1693, la chiesa
fu ricostruita sullo stesso sito solo nel 1746. La chiesa presenta una pianta centrica,
lungo lasse principale sono collocati lingresso e laltare maggiore posto
allinterno di un vano cupolato. In corrispondenza degli altri assi si aprono quattro
cappellette semicircolari, che accolgono ciascuna un altare.
Il carcere borbonico fu costruito tra il 1782 e il 1798 nel
luogo in cui sorgevano le officine dei ceramisti ai quali venne assegnato in cambio, per
la costruzione delle nuove officine, un terreno a SantOrsola. Si tratta di un
edificio a pianta quadrata, di gran mole, molto compatto ed elegante. Fu testimone di
importanti eventi storici come ad esempio i tumulti contro i giacobini. Rimase destinato a
carcere fino al 1890, in seguito, nel 1899 fu adibito a Monte di Pietà, subendo gravi
manomissioni. Infine è diventato sede del Museo Civico, la cui fondazione ufficiale si fa
risalire al 1914 ad opera di Don Luigi Sturzo.
Nel 1606 la parte antica della città venne collegata a quella
moderna attraverso una scalinata che superava la grande diversità di livello, esistente
tra le due parti. In origine, il progetto prevedeva lo sviluppo delle rampe secondo un
disegno articolato di sbalzi. Venne realizzata lunica scalinata che oggi ammiriamo
con i suoi 142 gradini che conduce, dalla Piazza del Municipio, direttamente alla chiesa
di Santa Maria del Monte. Solo nel 1954, la scalinata assunse il suo aspetto attuale :
ogni gradino venne decorato con ceramiche maiolicate, dipinte secondo la tradizione
locale.
I Musei Civici sono la testimonianza del notevole spessore
socio culturale di Caltagirone. Le collezioni si articola nella sezione
archeologica, Pinacoteca e raccolta storica del Museo.
Un altro luogo culturalmente rilevante è la Mostra Civica
Naturalistica, sita nelle sale settecentesche dellex monastero e della Torre di San
Gregorio. Conserva collezioni private provenienti da tutta la Sicilia ed in particolare
dal territorio calatino.
Importante è anche il Museo delle Ville Storiche, realizzato
nelle sale della Villa Patti, inserita nel suggestivo contesto delle ville e parchi sette
ottocenteschi intorno al Convento di Santa Maria di Gesù.
Ma è il Museo della Ceramica che testimonia meglio la
particolarità della storia e della cultura di questa terra, attraverso lesposizione
delle opere artistiche più interessanti della produzione artigiana calatina. |