CASTEL DI JUDICA   

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 INFO

Il comune dista circa una cinquantina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene. Conta circa 5.300 abitanti. Sorge in una zona collinare interna, posta a 495 metri sopra il livello del mare.

Grosso centro agricolo, Castel di Judica vanta una ricca coltivazione di cereali, agrumi e olive, prodotti che si possono gustare nell’annuale Mostra – Mercato dell’Agricoltura che si tiene nel mese di maggio.

Il paese è costituito da un nucleo centrale, sito a mezza costa del Monte Judica e dalle frazioni di Carrubo, Giumarra, Cinquegrana e Franchetto.

Gran parte del territorio comunale è costituito da boschi, prati e pascoli permanenti che favoriscono l’allevamento di ovini e caprini, bovini, equini e suini.

Considerevole è l’uso di calcare, a lastroni quasi regolari, nell’architettura spontanea fiorita sul Monte Judica e nelle vicinanze. Ne sono esempi le fattorie, i resti dei muretti di recinzione degli ovili, il rudere della Chiesa di San Michele Arcangelo.

La città dal punto di vista urbanistico ha una storia recente, per cui il suo patrimonio artistico è costituito essenzialmente dai beni archeologici.

Caratteristici sono i lavori di ricamo fatti a mano che vengono esposti ogni anno nella Mostra – Mercato Artigianale dei ricami che si svolge nel mese di agosto.

 

 STORIA

L’originale nome del paese fu “Giardinelli” cioè “Piccoli Giardini”, poiché su tutto il territorio erano presenti numerosi agrumeti.

Nel 1933 fu proposto e accettato il nome di “Castel di Judica” per la vicinanza con l’omonimo monte.

Citato in età saracena con il nome di “Zotica”, era dotato di un castello, che fu assalito e preso dal normanno conte Ruggero nel 1061.

Divenuto feudo, il territorio rimase a lungo legato alle vicende di Caltagirone e si ritrovò pure alle dipendenze di Ramacca. Ottenne solo nel 1934 il riconoscimento di comune autonomo.

 

TURISMO

Di notevole rilevanza architettonica sono la Chiesa della Madonna delle Grazie, la chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa di Santa Maria del Rosario.

Nelle zone limitrofe al paese si trova un’importante area archeologica detta “Monte Judica” in cui sono stati rinvenuti numerosi resti di un insediamento greco del V° secolo a.C.

La Chiesa Madre è dedicata alla patrona del paese, Santa Maria delle Grazie, e risale ad un periodo antecedente al diciannovesimo secolo.

La costruzione si erge solitaria lontana dal centro abitato. Essa venne infatti realizzata sull’altopiano che sovrasta la valle del fiume Ogliastro, vicino alle pendici del Monte Judica.

L’edificio nel tempo fu oggetto di diversi restauro, come del resto la maggior parte delle chiese di questi luoghi.

Nel 1892 fu infatti ingrandita a spese dei fedeli del posto. Nel 1931 venne nuovamente restaurata per riparare i danni derivanti dalle intemperie.

All’interno custodisce ancora oggi gran parte degli arredamenti originali: tra questi, di particolare interesse artistico risultano essere le statue in legno, opera di ignoti, raffiguranti San Giuseppe, la Madonna delle Grazie e Sant’Antonio da Padova.

Degne di menzione sono anche le mura di origine greca che costeggiano la chiesa, testimonianza del passaggio di questo grande popolo in Sicilia.

Oltre ad avere un notevole interesse naturalistico e paesaggistico, Castel di Judica riveste una grande importanza dal punto di vista archeologico in quanto sede di un centro indigeno con resti di abitazioni che superano i due metri di altezza.

Collegata a questo abitato è la necropoli individuata ai piedi del versante sud – est del monte con numerose tombe di varia tipologia. Le più comuni sembrano quelle del tipo a cappuccina e le semplici fosse rivestite di blocchetti e lastre in pietra. Già nei primi anni del novecento il sito fu oggetto di alcuni sopralluoghi da parte del grande archeologo Paolo Orsi, che pur rilevando la presenza di una necropoli e di un abitato composto da “casette rettangolari a pochi vani” avendo raccolto pochi materiali databili tra l’VIII e il III secolo a.C., viste anche le difficoltà logistiche e la scarsità dei rinvenimenti, decise di non condurre più nessun’altra indagine.

Alcuni saggi effettuati sulla sommità del monte hanno portato alla scoperta, in seguito, di alcune porzioni di un abitato indigeno di età arcaica organizzato secondo un impianto urbano irregolare, ma adattato ben alle condizioni geomorfologiche del sito.

Fra le strutture messe in luce vi è un edificio, formato da tre vani con piano di calpestio costituito da un battuto di argilla e muri ben conservati, che ha restituito statuette e ceramiche databili alla fine del VI° secolo a.C.

Altre due abitazioni appaiono invece allineate lungo la strada e sono dotate di cortile e cisterna.

I resti delle abitazioni, protetti da recinzioni, sono ben visibili e meritano la scalata sulla sommità del monte.

A circa cinque chilometri da Sferro (frazione di Paternò) e ben visibile dalla strada provinciale, rilevante è il monte Turcisi (alto circa 303 metri) . Tracce di frequentazione umana sembrano risalire al paleolitico anche se documenti certi appartengono all’età del rame e del bronzo antico.

In ogni modo, Monte Turcisi è noto per la presenza di un “phourion” greco, un insediamento fortificato con poderosa mura, conservate per la lunghezza di 140 metri e in alcuni punti alte circa 4 metri, realizzate con enormi blocchi di pietra calcarea.

Cinque cisterne per la raccolta dell’acqua assicuravano una riserva idrica sufficiente al fortilizio, mentre una porta di tipo “sceo” contribuiva a rendere più sicura la costruzione.

La costruzione del “phourion” è databile all’età arcaica (tra il 550 e il 500 a.C.) e può essere considerata come un avamposto greco, atto a controllare il territorio tra il Simeto e il Dittaino, abitato da popolazioni indigene.

Nel seicento l’area della fortezza venne occupata da un edificio religioso oggi completamente in rovina.

 

NUMERI UTILI

  • Municipio - P.za Marconi - tel. 095 / 661394

  • Farmacia Dr Gavini Ugo Cesare – Via Montenero n. 7 – tel. 095 / 664191

  • Farmacia Dr Impelluso Vincenzo – Via Garibaldi n. 2 – tel. 095 / 661015

 

FOTO

 

 

CHIESA MADRE

MONTE JUDICA

 

FESTE ED EVENTI

La terza domenica di maggio si celebra la festa della Madonna delle Grazie.

      

                                              

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