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CASTIGLIONE DI SICILIA                     

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 INFO

Castiglione di Sicilia sorge in una zona collinare interna a 621 metri sopra il livello del mare tra l’Etna e il fiume Alcantara. Il comune conta circa 4.100 abitanti, denominati “Castiglionesi” e dista circa una sessantina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

Il sindaco attuale (2005) è Salvatore Barbagallo.

Il paese oggi comprende sette frazioni: Rovittello, Solicchiata, Passopisciaro, Verzella, Gravà, Mitogio e Castrorao, anche se quest’ultima è quasi del tutto disabitata.

Nel settore dell’artigianato caratteristica è la realizzazione di splendidi arazzi, ricami a punto ago fra i più belli e preziosi realizzati in Sicilia.

Castiglione si distingue per la ricca produzione di uva da mosto, ortaggi, nocciole, agrumi e ottimo olio di oliva grazie alle numerose colture promiscue date da vigneti, uliveti, noccioleti, castagneti e diversi frutteti. 660 ettari sono coltivati a vigneti principalmente su terra lavica e la fertilità della terra stessa ha contribuito a rendere Castiglione la città del vino. I prodotti sono D.O.C. e nel contesto del vino si contano cinque case vinicole che occupano manodopera locale.

Castiglione di Sicilia, cittadina ecclesiastica, Regia ed Animosa, annovera millenni di storia per la vocazione di seguire la legge filosofica di Cristo, la Teologia e lo splendore del culto religioso, ebbe la sua massima espansione nei primi albori del XVII secolo. Nella prima metà del 1600 il paese contava 2400 abitanti, esistevano erette 36 chiese e prelati di ogni genere ed ordine sceglievano la cittadina per il suo dolce salutare clima.

 

 STORIA

Il nome Castiglione deriva dal latino Castrum Leonis che significa “Castello del Leone” poiché nella zona più alta del paese vi è una rupe detta leone.

Secondo altre fonti deriverebbe da “Kastallum” che nell’epica normanna si sarebbe trasformato in “Kastillium”. Secondo altre letture il nome avrebbe origini greche in “Kastalion” da Kastalia, la Ninfa mutata in fonte perenne di Apollo.

Il territorio di Castiglione fu abitato fin dall’Età Preistorica, come documentato dal rinvenimento in Contrada Marca di reperti archeologici risalenti all’ultima Età del Rame inizio del Bronzo Antico. Già 730 anni prima di Cristo, i greci avevano costruito sulla grande macina di pietra della roccia un punto d’avvistamento fortificato per controllare quello che rappresentava l’unica via d’accesso per l’interno della Sicilia. La cittadina ricevette i suoi primi veri insediamenti nel 496 a.C. dagli esuli Nassi della città di Naxos, che Ippocrate tiranno di Gela aveva occupato per assicurarsi il passaggio completo dello stretto di Messina. Nel 403 a.C. si dà la sua fondazione per certa, dopo la distruzione di Naxos ad opera di Dionigi il Vecchio Tiranno di Siracusa. Nella zona si avvicendarono i romani, che costruirono ponti, gli arabi che rivoluzionarono i sistemi di irrigazione e ne fecero una fortezza e giunsero ad allevare coccodrilli nell’Alcantara, normanni e svevi, sotto i quali Castiglione divenne città regia e Ruggero di Lauria del quale fu feudo.

Cinta da mura, nelle quali si aprivano nove porte, comprendeva sette quartieri e quattro borghi. Vi erano due fortezze : “torrione” e “cannizzu”.

Il suo splendore ebbe inizio nel XIV secolo con gli Aragonesi, fu città davvero importante, tanto che Federico IV con la sorella Eufemia dal 6 al 13 settembre del 1356, soggiornarono nel Castello di Castiglione e spedirono lettere ai loro sudditi. Dopo la morte di Federico avvenuta il 13 luglio 1377 la Sicilia cadde in una profonda anarchia e nel 1394 sotto la reggenza di Re Martino, Castiglione fu ceduta in perpetuo a Bartolomeo Gioeni primo barone di Castiglione e tale casato rimase fino al 1655, anno dell’abolizione del regime feudale. Iniziò così per la cittadina una lenta decadenza.

Il settecento invece fu un periodo di grande ricchezza, che vide la costruzione di importanti edifici.

Grande fu il tributo di sangue offerto dai castiglionesi durante la grande guerra del 1915-1918, ma ancora più grande lo fu durante la seconda, quando un reparto tedesco che veniva da Randazzo in ritirata fu come preso da una furia cieca e provocò la morte di 16 civili e il saccheggio di numerose abitazioni.

Nel 2002, il Presidente della Repubblica ha conferito la Medaglia di Bronzo al merito civile a Castiglione.

 

TURISMO

Visitare Castiglione significa ammirare un ricchissimo patrimonio storico – culturale risalente ad epoche e denominazioni diverse, ognuna delle quali ha lasciato testimonianze di inestimabile valore.

Tutti lasciarono qualcosa della loro cultura facendo prosperare nello stesso tempo la città: il Castello si arricchiva di nuove fortificazioni e si costruivano chiese e palazzi grazie alla ricchezza proveniente dalla coltura e dalla lavorazione del lino e dalla coltivazione delle nocciole.

Pochissime sono le tracce del periodo romano, ad eccezione di quanto rinvenuto nella Chiesa di San Marco.

La parte più antica è la “Fontana Vecchia”, chiamata dai Romani “Fons Comenarum”, e che in epoca cristiana prese il nome di “Santa Barbara”.

La città conserva, infatti,  ancora le tracce del suo passato storico, a partire dai ruderi di un’acropoli greca, di un piccolo tempio rustico bizantino, di una torre saracena e di un castello normanno. Il fascino cittadino è sicuramente costituito anche dalle reminescenze medioevali che hanno saputo resistere al terremoto del 1693. Così possono essere ammirati l’impianto urbanistico, risalente all’epoca citata, costituito da strette vie che conducono alla piazza cittadina principale, Piazza Lauria ed il ponte medioevale che attraversa il fiume Alcantara.

Il giro turistico può iniziare dal Castello che domina questo borgo dall’alto dello sperone di roccia tufacea cui è retto e che è parte integrante dell’edificio stesso anche se ne restano solo pochi ruderi. La posizione del maniero come detto in precedenza è stata in passato punto di avvistamento sin dall’antichità. Fu ingrandito dai Normanni che costruirono tre roccaforti, che costituivano tutto quel complesso militare attorno al quale sorse di seguito il paese, poi circondato da alte mura difensive.

Il Castello nel Medioevo, collegato alla roccaforte del Castelluccio e ad un avamposto identificabile con la Chiesa di San Pietro era messo in comunicazione da passaggi sotterranei, che giungevano, si dice, sino al Canonizzo. I vari quartieri del castello assumevano funzioni diverse. Vi era la parte più nobile riservata al castellano, le scuderie, i fienili, le abitazioni per i servi e gli addetti alla manutenzione, le stalle, le carceri, le cisterne per conservare l’acqua piovana o per nascondervi vettovaglie e suppellettili durante gli assedi. C’era anche un locale, detta Solecchia, che si ritiene fosse la Zecca dove si coniavano le monete. 

Accanto al castello sorge una delle chiese di maggior pregio fra quelle di Castiglione: la basilica della Madonna della Catena.

La costruzione di questa chiesa ebbe inizio nel 1655, in seguito ad una frana che interessò l’antica chiesa e posta appena fuori il paese lungo il torrente San Giacomo, all’interno della quale era fiorita la devozione verso la Madonna della Catena, giunta a Castiglione quasi subito dopo il miracolo avvenuto a Palermo nel 1392.

La sua piccola costruzione venne ampliata ed abbellita, tra la fine del XVII secolo e la metà del XVIII con una monumentale facciata barocca, realizzata da Baldassarre Greco in pietra arenaria di Siracusa. Da notare il portale a colonne tortili e due nicchie che accolgono la statua di San Filippo (a destra, del 1744) e quella di San Giacomo (a sinistra, del 1709).

Tra il 1860 e il 1880 l’unica navata della chiesa è stata trasformata a croce latina e coronata di un’imponente cupola. Agli inizi del 1900 fu ancora modificata ed ingrandita, assumendo l’attuale forma a croce greca.  All’interno vi si trovano pregevoli opere d’arte, tra cui un crocifisso ligneo del XVIII secolo, Santa Margherita Maria Alacoque del 1890, San Marco Evangelista e una Pentecoste realizzata nel 1779, oltre a splendidi stucchi ad opera di Giovanni Pannucci realizzati tra il 1886 e il 1889.

Sull’altare maggiore si trova una statua della Madonna della Catena realizzata in marmo di Carrara e fu scolpita probabilmente da Giacomo Gagini nel 1453.

In onore della Madonna si svolge ogni anno una sontuosa festa, che è tra le più sentite nell’Alta Valle Alcantara. Nel XVII e XVIII secolo essa si svolgeva il giorno successivo a quello di San Giacomo, cioè il 26 luglio, mentre dal 1784 si celebra la seconda domenica d’agosto.

Altre chiese importanti sono senz’altro la Chiesa Madre dedicata a San Pietro.  La Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo sorse su basi già esistenti, su uno dei quattro castelli. Fu edificata nel 1105 e la tradizione vuole che sia stato il Gran Conte Ruggero d’Altavilla, autore della grande costruzione. Insieme alla Chiesa di San Benedetto e all’orfanotrofio Regina Margherita costituisce una grande triade ecclesiastica.

Molti benefattori si sono prodigati nel corso dei secoli per arricchire la Matrice di oggetti preziosi, arredi sacri, paramenti ed opere d’arte.

Entrando dalla porta principale si possono subito notare quattro grandi tele, poste sugli altari laterali.

La prima raffigura la madre di Zebedeo che chiede a Gesù di far sedere nel Regno dei Cieli i figli Giacomo e Giovanni. La seconda raffigura la Conversione di San Paolo, la terza il Vescovo San Biagio, la quarta l’Immacolata.

Sopra l’arcata della navata centrale è stato realizzato nel 1951 un affresco che raffigura Gesù nell’atto di consegnare le chiavi a San Pietro. Sono da ricordare, oltre al fonte battesimale, i pregevoli ritratti degli arcipreti e dei preti più illustri di Castiglione, collocati in sacrestia sopra un pregevole mobile settecentesco, nonché la meridiana, unica esistente nella valle dell’Alcantara, costruita dall’astronomo palermitano Temistocle Zona nel 1882.

Tra gli altri siti religiosi occorre visitare la Chiesa delle Benedettine, la chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate con una splendida cupola bizantina che conserva un altare in marmo policromo, la Chiesa di Santa Domenica di tipico stile bizantino, la chiesa cassinese di San Nicola.

La Chiesa di San Benedetto con l’annesso monastero venne fondata intorno al 1390 e dopo due secoli circa venne soppresso. L’attuale edificio, che per la sua ampiezza è tra le più importanti costruzioni di Castiglione, fu opera del sacerdote Giuseppe Coniglio, il quale contribuì ad ingrandire e migliorare l’impianto del convento che esisteva.

Custodisce all’interno una splendida tela che raffigura la Madonna col Bambino, un bolo in legno del 1750. Nella parte inferiore di esso sorse, dopo la soppressione delle corporazioni religiose, un orfanotrofio femminile affidato alle Suore di Sant’Anna.

La Chiesa di Sant’Antonio Abate si trova in quella che un tempo era denominata la “piazza dei Notai”.  La sua costruzione iniziò nel 1601 quando la vecchia chiesa, che sorgeva nei pressi del torrente San Giacomo ed era stata rovinata da una frana. Mancando i mezzi per realizzarla, i rettori pensarono di ricorrere ai contributi di persone devote e soprattutto dei componenti della confraternita delle Anime Sante del Purgatorio, costituita nel 1605, in breve sciolta e sostituita da quella di Sant’Antonio Abate.

Alla fine del 1600 la chiesa fu abbellita ed arricchita soprattutto con marmi a mosaico eseguiti da Tommaso Amato e da tele del Tuccari, pittore di Messina.

Il campanile spicca con la sua cupola a bulbo rispetto al resto della chiesa. L’interno della chiesa, ad una sola navata, con una cappella laterale, custodisci preziosi mosaici. Bello l’altare maggiore, dove spicca il medaglione del paliotto che raffigura Sant’Antonio Abate.

Pregevoli lo stupendo tabernacolo, le colonne tortili e le lesene laterali, oltre alle due piccole mensole ai lati che tratteggiano un pappagallo che mangia dei frutti e scene di caccia. Alcune tele rappresentano la vita del santo. Tra le altre opere d’arte da ammirare la statua in legno di Sant’Antonio e il pulpito – confessionale in legno ornato con molti fregi ed incisioni.

La Chiesa di Santa Domenica” è un’antichissima chiesa basiliana di stile e costruzione bizantina. Fu eretta tra il 775 e i primi dell’ottocento. La struttura è a croce greca con pianta quadrata, ma divisa da quattro pilastri in tre navate. La copertura è fatta con tre sistemi diversi. E’ detta “Cubola” o “Cuba” per la particolare forma della copertura.

L’edificio presenta attualmente due ingressi sul lato occidentale : uno centrale, l’altro in corrispondenza della navata sinistra. All’interno, nelle pareti del presbiterio rimangono avanzi di affreschi.

La Chiesa di San Nicola, oggi ancora esistente sulle rive del fiume Alcantara, già nel 1338 fu oggetto di visita per mille cittadini provenienti da Agira. Sorse in epoca normanna, fu cappella del monastero dei monaci cassinesi che vi si erano stabiliti. Al suo interno custodisce affreschi appartenenti all’arte iconografica bizantina.

La Chiesa di San Marco un tempo era una delle tre parrocchie di Castiglione insieme a quelle di Santa Maria e San Pietro.

All’interno custodisce alcune preziose tele, un pregevole confessionale, alcuni affreschi, stucchi barocchi. Di un certo rilievo è la notizia che questa chiesa possieda un’urna mortuaria, poi trasformata in fonte d’acqua benedetta.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore un tempo ebbe il ruolo di chiesa matrice di Castiglione. Il suo interno custodisce il pregevole altare di Maria Santissima del Rosario, diverse pitture tra le quali “La Vergine che porge il Bambino a San Gaetano” e “Il Transetto di Maria Santissima”.

La Chiesa di San Vincenzo è ciò che rimane dell’edificio che formò l’Abbazia della Trinità, ultima abitazione dei Cassinesi in Castiglione.

Attualmente è proprietà privata insieme al fondo su cui sorge.

La chiesa della Madonna di Lourdes si trova alle porte della città.

La Chiesetta di Maria Santissima del Carmine era dedicata in passato a San Martino. In epoca bizantina fu la chiesa matrice di Castiglione. Nel 1569 col sorgere del Convento dei Carmelitani appoggiato a questa chiesa, venne rifatta totalmente e dedicata a Maria Santissima del Carmelo. Gli affreschi della volta raffigura l’apoteosi della Vergine del Carmine e figure del Vecchio Testamento. 

Da non dimenticare la Torre, chiamata “U Cannizzu” di forma cilindrica e simbolo di Castiglione. Una parete a strapiombo e frammezzata da stretti passaggi tra blocchi d’arenaria, diverse grotte di origine eolica, che un tempio ospitavano uomini e ora solo animali. La torre appare imponente ed è leggermente più larga alla base. La sua origine risale tra il XII e il XIV secolo. Si trovava fuori le mura di cinta della città e fu la prima roccaforte ad essere espugnata da Federico II re di Sicilia, quando nel 1301 conquistò il feudo, togliendono a Ruggero Di Lauria. Essa faceva parte di una fortificazione più complessa ed aveva la funzione di posto vedetta. Da quella posizione, si domina l’intera valle dell’Alcantara.

Un aspetto naturalistico di notevole importanza è costituito nel territorio dalle Gole dell’Alcantara, lunghe circa mezzo chilometro e presentano delle belle pareti di basalto alte anche 50 metri scavate dall’acqua che sembrano formare un canyon. Le colate laviche uscite dalle bocche del vulcano un milione di anni fa, le creste dentellate che formano le pareti rocciose a forte pendenza e le acque freddissime del vecchio fiume hanno reso famose le Gole in tutto il mondo.

Su una grande distesa di verde vicinissima ai piedi dell’Etna sorge “Il Picciolo”, un superbo campo da golf a 18 buche, unico complesso sportivo esistente nel suo genere sull’isola, attrezzato con ogni possibile comfort.

 

NUMERI UTILI

  • Municipio - P.za Lauria n. 1 - tel. 0942 / 980211

 

FOTO

BASILICA MADONNA DELLA CATENA   PALAZZO COMUNALE

 

FESTE ED EVENTI

La prima domenica di maggio si celebra la festa della Madonna della Catena, patrona del paese.

      

                                              

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