GIARRE                          

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 INFO

Il comune di Giarre si trova a 81 metri sopra il livello del mare e sorge in una zona collinare litoranea. Il comune conta circa 27.000 abitanti (denominati garresi) e dista una trentina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

E’ un importante centro agricolo e commerciale, noto per le produzioni di ciliegie, per quelle orticole, la produzione di vino e il florovivaismo.

Nel mese di settembre si tiene ogni anno la Fiera agrumicola e ortofrutticola e quella dei fiori della riviera ionica – etnea.

Nel settore dell’artigianato locale spiccano gli oggetti lavorati in ferro battuto e in rame, che si possono ammirare nella mostra –mercato dell’artigianato siciliano che si tiene ogni anno nel mese di dicembre.

A Giarre sono assai gli artigiani che si dedicano alla costruzione e alla decorazione artistica dei carretti siciliani. Sono delle vere opere artistiche che nascono da questi maestri che raccontano dipingendo le famose imprese di personaggi storici e le storie dei santi.

Anche l’arte della costruzione dei pupi è antica e fa rivivere le gesta dei prodi cavalieri.

Tra i personaggi del paese da ricordare troviamo Alfio Russo, celebre giornalista che diresse “La Sicilia” di Catania, “La Nazione” diFirenze e il “Corriere della Sera” di Milano.

Comprende le frazioni di Altarello, Carruba, Macchia, San Giovanni, San Leonardello e Trepunti.

 

 STORIA

Il nome “Giarre” ricorda i famosi contenitori utilizzati per conservare le decime da consegnare al vescovo di Catania, Signore di Mascali e significa “giare, contenitori di terracotta” che erano fabbricati da abili artigiani locali.
Un’altra teoria fa pensare che il nome derivi dal fatto che Giarre nacque come “fondaco” ovvero come luogo di raccolta di merce. Questa era, infatti, la funzione originaria di Giarre. Le “giare” erano sia i recipienti siti nella stazione della posta (nelle vicinanze dell’attuale Piazza Arcoleo) che quelli siti nei magazzini. Avevano lo scopo di contenere vino, olio, cereali e legumi.

Pare che nel territorio dell’attuale Giarre sorgesse la città greca di Callipoli, fondata da coloni calcidesi nel VII secolo a.C. Le prime notizie del borgo risalgono al XVIII secolo, quando si formò il primo nucleo abitato alla dipendenza della Contea di Mascali, feudo ecclesiastico. Lo sviluppo appare legato alla sua felice posizione sulla via consolare che univa Catania con Messina.

La sua nascita si deve al Vescovo – Conte Nicola Maria Caracciolo che nella seconda metà del 1500 incominciò ad interessarsi attivamente alla zona concedendo in enfiteusi le sue terre per iniziare l’opera di bonifica nella zona.

Il 5 ottobre 1558 il vescovo convocò nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Mascali alcuni rappresentanti, appunto, per offrire queste terre.

Questa data segnò l’inizio del popolamento del territorio, anche perché le terre erano state concesse a censi molto bassi a chi voleva abitare nel territorio. A questi era donata anche la terra necessaria per la costruzione di un buon alloggio. Acesi e messinesi investirono in queste terre i loro capitali ed in un secolo i grandi possedimenti incolti furono trasformati in vigneti ricchi di vino e portatori di ingenti guadagni.

Giarre divenne anche un centro di benessere, anche perché dopo il terremoto del 1693, la vecchia strada consolare che la tagliava fuori del transito per Catania e Messina fu spostata verso il mare.

Nel 1784 avevano aperto una strada che da centro arriva alla Marina di Riposto, da dove tutte le merci del circondario partivano per i porti del Mediterraneo. I vescovi conti, in vista dell’aumento demografico di Giarre, nel 1681 concessero un vasto appezzamento di terreno per la costruzione di una chiesa sacramentale, mentre già nella seconda metà del settecento arrivarono nel centro del paese i Padri Filippini di Acireale per aprire un oratorio e una scuola per l’istruzione superiore dei giovani.

Giarre ottenne l’apertura della strada, nel 1784, che dalla piazza Duomo scende in linea retta verso il mare. Lo stradone fu aperto nel 1784 ma la deliberazione è del 1770. Si costruì un ponte per oltrepassare il letto del torrente “Rio Canalai”, che intersecava la strada, il quartiere del “ponte” fu successivamente “del Carmine” per la chiesa che nel 1857 era stata costruita in questo slargo.

Sono stati proprio i Padri Filippini quando si resero conto che la piccola chiesa costruita un secolo prima, dedicata a Sant’Agata e Sant’Isidoro, non era più sufficiente per la popolazione del paese, che nel 1794 progettarono e fecero edificare la Chiesa Madre, dedicata a Sant’Isidoro, patrono del paese. Nello stesso periodo arrivarono in città i Padri Agostiniani Scalzi, che si stabilirono nella zona del Convento.

Agli inizi dell’Ottocento si concluse la lotta secolare tra Mascali e Giarre per il controllo del territorio. Nel 1815 il Parlamento siciliano si pronunciò per l’autonomia amministrativa di Giarre, che di fatto a partire dal 1818 elesse un proprio decurionato con amministrazione autonoma. Tutti i quartieri, ad eccezione di Nunziata, chiesero di restare uniti a Giarre.

Nel 1819 sorse la prima scuola presso l’oratorio dei Padri Filippini, diretta dal fondatore della nuova chiesa di Giarre, Sac. Domenico Spina, le cui ossa riposano nella chiesa madre.

Cominciò in questo modo il lento decadere di Mascali, Giarre dovette affrontare la questione dell’autonomia commerciale rivendicata dalla classe dirigente di Riposto. Dopo alcune lotte, nel 1841 Riposto riuscì a staccarsi assieme a Torre di Giarre.

Da quella data le strade dei due paesi si divisero : a Riposto rimase dominante il ceto dei commercianti, dei negozianti e dei trafficanti mentre a Giarre la classe più importante fu quella della libere professioni.

Durante il periodo fascista i due paesi furono uniti sotto il nome di Giarre – Riposto con un decreto del 1939. Nel 1942 un altro decreto autorizzò i due comuni ad assumere la denominazione di “Ionia”. Nel 1945, con un nuovo decreto, Giarre e Riposto furono dichiarati nuovamente divisi.

 

TURISMO

Il centro di Giarre è costituito da Via Callipoli e Via Archimede, oggi Corso Italia.  Sulle due vie si affacciano molti palazzi costruiti dalla ricca borghesia di fine ottocento e inizi del novecento, in gran parte provenienti da Acireale.

I monumenti più importanti e più ricchi di storia sono senz’altro le chiese costruite tra la fine del 1700 e la prima metà dell’ottocento.

Esse costituiscono, assieme ad alcuni palazzi della stessa epoca, le uniche testimonianze della produzione architettonica e decorativa di quel periodo in questa cittadina che, sviluppatasi lungo l’asse della Via Consolare, raggiunse traguardi di rimarcata notorietà ed importanza.

Tra i monumenti da visitare ci sono la Chiesa Madre o di Sant’Isidoro Agricola, la Chiesa dei P.P. Filippini o dell’Oratorio, la Chiesa del Convento, la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa di Santa Maria La Strada, la Chiesa del Calvario, la Chiesa della Madonna “Regina Pacis”, la Chiesa di Gesù Lavoratore, la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa della Badia, la Chiesa di Altarello, la Chiesa Arcipretale di Maria Santissima della Provvidenza (a Macchia), la Chiesa del Calvario (a Macchia), la Chiesa di Maria Santissima dell’Addolorata (a Macchia), la Chiesa di San Matteo (a Trepunti).

Nella piazza principale (piazza Duomo) si trova la Chiesa Madre, splendida costruzione neoclassica dedicata a Sant’Isidoro Agricola. La piccola chiesa che sorgeva nell’area dell’attuale chiesa madre ed esattamente nella parte della navata destra, venne abbattuta definitivamente nel 1818, perché in quell’anno venne aperta al culto l’attuale Matrice.

I lavori di costruzione della nuova chiesa iniziarono nel 1794 e la sua facciata è sormontata da due campanili a base quadrata con quattro orologi. Il progetto della facciata è dell’architetto Pietro Valente, noto per aver realizzato altre importanti opere del genere e, in particolare, il teatro di Messina. La costruzione del Duomo durò parecchi anni e fu completata dall’architetto Carlo Sada nel 1888. La chiesa, a croce latina, ha tre porte d’ingresso principali e due laterali;  è a tre navate con una bella cupola e si affaccia sulla piazza Duomo verso nord.

Al suo interno opere pregevoli, tra le quali un quadro attribuito alla scuola di Paolo Vasta, raffigurante la Vergine e i Santi e un altro del 1849, opera dei calatini Giuseppe e Francesco Vaccaio. Altri dipinti ad olio sono quelli del martirio di San Sebastiano, ad opera di uno dei maestri locali, il martirio di Sant’Agata, realizzato dai fratelli Vaccaio e due tele di Giuseppe Rapisarda raffiguranti la Vergine Santissima del Rosario e l’agonia di San Giuseppe. Il Duomo conserva anche un arazzo rosso con al centro un’aquila con una croce sul petto. Sull’arazzo si nota anche uno stemma dei Borboni e le iniziali C.G. (città di Giarre) e sette torri. Altro affresco di notevole valore, attribuito a Paolo Vasta, è quello dell’Arcangelo Raffaele con Tobiolo, che si trova nella prima cappella della navatella sinistra. Sulla porta d’ingresso alla sacrestia il dipinto, anche questo attribuito a Paolo Vasta, proviene dalla vecchia chiesa di Sant’Agata e Sant’Isidoro, esistente dalla fine del 1600.

Altri beni artistici di notevole pregio sono il Battistero in marmo bianco, le due fonti per l’acqua benedetta anch’esse in marmo bianco, le fonti battesimali, poste vicino alle porte laterali d’ingresso che provengono dalla vecchia chiesa, l’organo polifonico comprato a Bergamo nel 1865, la plancia (medaglione d’argento) con la figura a rilievo del Santo Patrono del 1757. Notevole il pulpito in marmo a vari colori e con fregi in stucco.

La Chiesa dell’Oratorio è strettamente legata alla venuta dei Padri Filippini a Giarre. La loro presenza determina l’istituzione e l’organizzazione della scuola secondaria con le cattedre di Umanità e Retorica, Grammatica e Filosofia, già sin dal 1763.

L’interno della chiesa presenta una notevole produzione artistica degna di nota : un dipinto ad olio su tela rappresentante “Un miracolo di San Biagio” sull’arco che precede la prima cappella, la balaustra in ferro battuto laminato con trabeazioni, fregi e fori ricorrenti con colonnine angolari e foroni, un dipinto ad olio su tela che raffigura l’Arcangelo Raffaele che guida Tobiolo alla ricerca del pesce, un dipinto ad olio su tela che raffigura la Vergine con il divino figlio (sull’altare Maggiore) e ad i lati dell’altare maggiore, nella calotta absidale coppia di cornici barocche di grand’effetto.

La Chiesa del convento risale alla seconda metà del XVIII secolo, periodo in cui giunsero a Giarre gli Agostiniani Scalzi, che la fecero costruire insieme all’annesso convento. Oggi purtroppo è in stato di abbandono ed è chiusa al culto. Il convento e l’orticello annesso, a seguito delle leggi eversive del 1866 relative alla soppressione dei diritti ecclesiastici, era dove oggi c’è il Palazzo di Sant’Agostino, già sede del Ginnasio, dell’Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi” nonché delle scuole elementari.

Il luogo dove oggi sorge la Chiesa della Madonna del Carmine veniva chiamato, come detto prima, “quartiere Ponte” per la circostanza che la strada rettilinea che da Giarre centro conduce a Riposto (attuale corso Italia) aperta alla fine del 1700, all’altezza della Chiesa del Carmine, era interrotta dal torrente e, un piccolo ponte, assicurava il passaggio ai pedoni da una parte all’altra.

La chiesa fu completata in diversi tempi. In origine non fu allestita, ma costruita solo nella parte del prospetto e tre ordini di archi; dietro a nord, un vano provvisorio fungente da sagrestia e lateralmente nella parte ovest una stanza grande per il cappellano. Inoltre, di diritto della chiesa vi erano ad est e ad ovest della stessa due appezzamenti di terreno, più un terzo a nord per l’eventuale futuro prolungamento.

Dalla data della sua costruzione, la Chiesa non era mai stata rinnovata Padre Ambrogio concepì l’ambizioso sogno del totale riammodernamento del tempio. Nello spazio di un ventennio riuscì a programmare e a realizzare una serie di opere e a gettare le basi per una comunità francescana altamente qualificata.

Il Santuario di Santa Maria La Strada dista circa due chilometri dal centro di Giarre e si trova sulla nazionale Catania – Messina nella frazione omonima.

La tradizione vuole che in questo piccolo centro Ruggero il Normanno fece costruire un luogo di culto in ringraziamento per la vittoria sugli arabi. L’attuale chiesa è una tipica costruzione dell’architettura settecentesca siciliana. Il santuario è meta di numerosi pellegrini che ogni anno anche da centri del messinese vengono a venerare questa graziosa Madonna. Il “pozzo di Ruggero”, chiamato così perché sempre sull’onda della tradizione venne fatto costruire da Ruggero il Normanno, si trova di fronte al santuario e una lapide in marmo ne richiama il ricordo storico.

Lo stato attuale del tempio presenta una chiara struttura neoclassica con elementi barocchi. La sua costruzione si attribuisce alla metà del XVIII secolo, confermata anche dalla data del 1783 apposta nell’organo. L’abside  è riccamente adornata di motivi floreali di stile liberty. La chiesa presenta a destra e a sinistra otto archi con quattro altari e altrettante cappelle. Sull’altare maggiore i coniugi De Salvo fecero costruire una graziosa cappella in marmi di levante, giallo antico, rosso macchiettato di bianco. In questa cappella era collocata un tempo l’immagine della Madonna con il Bambino. Senz’altro la cosa più pregevole in questo Santuario è il quadro della Madonna della Strada.

La chiesa parrocchiale della Regina Pacis sorge sul prolungamento del Viale Don Minzioni, su un’estensione di circa 4.400 metri quadrati. Lo stile è moderno, un corpo a tre navate con una torre campanaria a parte, su cui sono installate due campane.

La chiesa, ultimata nel 1960, fu aperta al culto nel 1965 mentre venne elevata a parrocchia autonomia con un territorio dismembrato dalle parrocchie di Giarre, Macchia e San Camillo con bolla vescovile del 1965. L’interno della chiesa raccoglie alcune opere di valore artistico, una statua lignea di pregevole fattura raffigurante la Madonna di Regina Pacis, la cui festa si celebra ogni anno la terza domenica di giugno. Tra le altre opere, una statua del Sacro Cuore, di San Giuseppe e di Santa Rita, tutte di legno. Un bel crocifisso di legno si trova in fondo all’abside.

La Chiesa del Gesù Lavoratore, di stile moderno, fu aperta al pubblico nel 1979. Il fonte battesimale è in pietra lavica e in unico pezzo contenente 270 litri d’acqua. I vetri stampati colorati a mano sono una caratteristica ornamentale di notevole pregio.

La Chiesa è dedicata a Gesù Lavoratore, ma si venerano anche Santa Rita e San Giuseppe. Interessante è la Via Crucis in bronzo, come anche i vetri stampati realizzati a Milano.

Originale il globo in pietra lavica che sta sul sagrato della Chiesa e che contiene la Madonna di Lourdes.

La costruzione della Chiesa o Cappella della Madonna delle Grazie, che nel 1900 venne ristrutturata ed ampliata, risale certamente alla fine del 1800. Doveva essere una piccola cappella o forse un’icona grande lungo la strada Gentile, una delle più antiche del centro storico di Giarre.

Pregevole l’altare in marmo lavorato dal signor De Francesco di Giarre.

Sopra la porta centrale c’è un olio della Madonna del Carmine.

La Chiesa della Badia o di Sant’Antonio da Padova è una piccola chiesa della seconda metà dell’ottocento. Essa era la cappella delle suore addette alla ruota dei proietti (figli illegittimi). Di notevole interesse la torre campanaria e una pittura ad olio che raffigura “La presentazione al Tempio”. Nei locali annessi alla chiesa sin dal 1900  c’era l’associazione delle Figlie di Maria, che raccoglieva ragazze della borghesia che sotto la guida spirituale delle suore addette all’orfanotrofio insegnavano ricamo e dottrina cristiana.

Altarello, che prende il nome da una grande icona posta nel luogo dove oggi sorge la chiesa, si trovava nel centro di un vasto territorio anche perché grossi proprietari acesi avevano, in quest’angolo della fertile piana di Mascali, ottime proprietà. Era evidente che questo luogo fosse anche meta dei Cappuccini, i quali trovavano abbondante questua per i loro conventi. Essi si stabilirono nell’Ospizietto, dopo la loro definitiva sistemazione ad Acireale. L’Ospizietto che ancora oggi si può osservare lungo la Via Altarello serviva come centro di raccolta di tutti i prodotti della terra e poiché la presenza dei Cappuccini si fece sempre più consistente per la fertilità della terra e la prodigalità dei proprietari, verso la metà dell’ottocento pensarono di aprire una chiesetta attaccata al loro ospizio per consentire ai massari e alla popolazione agricola tutta l’osservanza dei precetti della chiesa. Col passare degli anni la chiesetta dell’ospizietto non fu più idonea e i “naturali” di Altarello a quattro facce si rivolsero alla municipalità garrese per avere l’autorizzazione per costruire una chiesa più grande nel punto dove sorgeva l’Altarello.

Solo nel 1882 venne posta la prima pietra della Chiesa della Madonna di Porto Salvo, chiesa che venne benedetta nel 1880 da Monsignor Gerlando Genuardi primo vescovo di Acireale. Per la circostanza, il bellissimo quadro in ardesia della Madonna, che si trovava nella chiesetta dell’Ospizietto, venne posto sull’altare maggiore della nuova chiesa.

La Chiesa Arcipretale di Maria Santissima della Provvidenza si trova a Macchia di Giarre.

La Chiesa fu elevata a parrocchia nel 1911. Notevoli sono le opere d’arte e i tesori custoditi all’interno : la statua lignea di San Vito Martire, la tela raffigurante San Vito, una serie di dieci quadri rettangolari raffiguranti la Vita della Madonna, due tele raffiguranti la Deposizione e la Crocifissone, una serie di parati sacri, un grande ostensorio in argento, calici e pissidi finemente cesellati in oro.

La Chiesa del Calvario in Macchia di Giarre, con la sua caratteristica Grotta della Madonna di Lourdes con Bernadette, punto di riferimento ogni anno per la processione del Cristo Morto che parte da questa chiesa fino alla Chiesa Madre.

La Chiesa di Maria Santissima dell’Addolorata in Macchia di Giarre venne eretta per ricordare il prodigio della sudorazione del quadro dell’Addolorata avvenuta nel 1917. E’ sormontata da un piccolo campanile, nella cui cella si trovano due campane.

La Chiesa di San Matteo a Trapunti (sulla via Consolare) ha origini nella fine del seicento, fu per lungi anni, prima che fosse costruita l’attuale chiesa di Trapunti, adibita a cimitero e come Chiesa di San Matteo Apostolo.

La Chiesa del Santissimo Ritrovato di San Giovanni Montebello venne fatta costruire dal barone Papardo, nel suo fondo, nel 1821 dove un tempo era stata eretta una statua a ricordo delle ostie ritrovate in quel posto e rubate nella Chiesa dei Minoriti di Catania. La chiesa venne aperta al culto nel 1825. A pianta ottagonale, la chiesa al suo interno custodisce bei quadri e una riproduzione del miracolo.

Incerte le notizie sulla costruzione della chiesa arcipretale di San Giovanni Montebello. Il suo maestoso campanile, illuminato, è visibile a chi transita l’autostrada Catania – Messina e così San Giovanni, secondo il sogno del Mons. Giovanni Musumeci.

L’interno della chiesa si articola su tre navate. Il tema centrale di tutte le decorazioni è la vita del Giovanni Battista. Non mancano quadri preziosi che arricchiscono questo tempio che troneggia con la sua scalinata su tutto il comune di Giarre. Custodisce al suo interno le spoglie del Monsignor Giovanni Musmeci, nella navata destra della chiesa, che lo vide crescere ogni giorno nei grandi insegnamenti delle virtù cristiane. Interessati il pulpito in marmo, il coro ligneo di notevole gusto artistico, l’organo e gli antichi confessionali.

La Chiesa della Madonna della Libertà si trova nella frazione di San Leonardello.

La leggenda racconta che un pastore, fuggito all’attacco dei saraceni, salendo lungo il torrente dalla spiaggia , si era rifugiato in un grosso cespuglio vicino al luogo dove oggi sorge la chiesa.

I saraceni arrivati sul posto e non essendo riusciti a catturarlo, diedero di proposito fuoco al cespuglio per farlo morire così bruciato. Ma il pastore riuscì a sfuggire alla doppia insidia del nemico e del fuoco e così ebbe origine la dedica alla Madonna della Libertà.

L’interno della chiesa ha tre navate, custodisce una la bella statua lignea della Madonna della Libertà, tutta la Via Crucis su tele ad olio e nella navata sinistra si può ammirare un dipinto raffigurante San Giuseppe. Pregevoli il crocifisso sull’altare della navata destra e un dipinto raffigurante la Madonna della Libertà con ai due lati San Leonardo Abate e Sant’Antonio Abate, entrambi protettori degli animali.

Lo sviluppo di Trepunti è strettamente legato allo spostamento della vecchia Via Consolare. La vecchia chiesa di San Matteo era posta sulla Consolare, che dipendeva anticamente da Macchia. Nel 1866 venne definita solitaria e destinata a cimitero. Sono state riscoperte le cripte.

La prima pietra dell’attuale chiesa di Trepunti venne posta verso il 1865 con l’intervento delle forze dell’Ordine per garantire la sicurezza.

La Chiesa della madonna del Rosario in località Miscarello era un tempo chiesa patronale della famiglia dell’On.le Vigo. Questa frazione di Giarre è diventata negli anni meta di tanti turisti e villeggianti ed è stata definita “la terrazza di Giarre”. L’esterno della chiesa è in muratura a secco, il portale in pietra lavica e il campanile è dotato di due campane. All’interno custodisce un bel crocifisso in legno e una pittura raffigurante Santa Lucia. L’altare in marmo policromo è sovrastato da una nicchia che custodisce la statua della Madonna del Rosario.

La Chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo di Sciara è di recente ristrutturazione e ha perduto la sua caratteristica originale.

Una visita meritano pure la Mostra permanente del Presepe, l’Acquario Mediterraneo e il Museo Comunale degli Usi e Costumi delle Genti dell’Etna.

Il Museo del Presepio è ubicato in un nobile palazzo ottocentesco, a pochi metri dal centralissimo Monumento ai Caduti. Ospita circa cento pezzi presepiali : eccellenti lavori di soci della locale sezione di A.I.A.P. di Giarre, unitamente a vere e proprie opere d’arte di insigni presepisti italiani.

Nell’androne d’ingresso si trova la rappresentazione della Sacra Famiglia in terracotta, opera di Enrico Salemi Scarcella di Savoca. Il pianerottolo d’ingresso alle sale ospita un originale  presepio in una giara rotta.

Nella prima sala sono esposti una ventina di presepi provenienti da diverse tradizioni culturali presepistiche italiane : si possono ammirare presepi in cartapesta leccese, in terracotta siciliana e pugliese, magnifiche figure napoletane e persino presepiin legno di cirmolo provenienti dal Trentino.

Dalla seconda sala in poi si entra nel magico mondo dei diorami presepistici.

L’Acquario di Giarre è stato aperto grazie al contributo scientifico del Cutgana (il Centro Universitario per la tutela e la gestione degli ambienti naturali). Esso è sito nei pressi della stazione ferroviaria, nei locali dell’ex albergo Terminus in Piazza Mazzini.

Quattordici vasche dislocate su due piani. L’acquario si presenta singolare sia per le sue caratteristiche architettoniche curate dall’architetto Ivo Celeschi, sia per la realizzazione delle vasche affidata al biologo marino Danilo Scuderi. Agevole anche la consultazione dei cartelloni che accompagnano le vasche.

Il Museo etnostorico “Usi e Costumi delle genti dell’Etna”, sito in Macchia di Giarre, è stato aperto nel 1995, su iniziativa del prof. Mario Strano, che ne assunse la direzione fino al 1997. Il museo è una ricostruzione di un’antica masseria e di un’abitazione contadina, con annessi stalla e pozzo, tipici della realtà contadina etnea del XIX° secolo. Le sale del Museo ospitano circa 450 oggetti demo – antropologici, per la maggior parte donati da privati. Particolarmente interessanti sono degli attrezzi agricoli, utilizzati nella raccolta delle olvie o per la vendemmia, a testimonianza della fatica e laboriosità dei contadini dell’epoca.

La bellezza cittadina è arricchita dai numerosi belvedere riposto sul famoso vulcano ed il torrente Macchia.

Da nominare un parco, il Chico Mendes, che offre la possibilità di ammirare una buona presenza di macchia mediterranea e resti di antiche colate laviche e insediamenti umani preistorici.

 

NUMERI UTILI

MUNICIPIO

VIA CALLIPOLI N. 8

095 / 963111

ASSESSORATO SPORT TUR.

 

095 / 963516

PRO LOCO

VIA TURATI 5

 

BIBLIOTECA COMUNALE

P.ZA PRINC. IOLANDA 13

095 / 931322

Farmacia Dr Buda Di Mauro Giuseppina

Via Callipoli n. 171

095 / 931069

Farmacia Dr Carbonaro Salvatore

V.le Libertà n. 68

095 / 931803

Farmacia Dr Grasso Maria

C.so Italia n. 196

095 / 932168

Farmacia Iannaci Dr Rosaria

Via L. Pirandello n. 11

095 / 931543

Farmacia Dr Rapisarda Vito

Via Callipoli n. 240

095 / 931645

Farmacia Tropea Dr Maria

Via E. Filiberto n. 198

095 / 934222

 

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Il 10 maggio si festeggia Sant’Isidoro, patrono di Giarre.

 

      

 

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