TURISMO
Militello è ricco di chiese e palazzi, soprattutto di matrice
barocca, che ne fanno uno dei più importanti centri dellex Val di Noto.
In Piazza Municipio spicca lex Abbazia di San Benedetto.
Venne fondata nel 1614 dal principe Don Francesco Branciforte e dalla moglie Giovanna
DAustria e venne ultimata nel 1649. La sua struttura si presenta a croce latina, con
navata unica e cappelle laterali.
Linterno conserva tutti gli arredi originali, costituiti
da opere di grande valore, tra cui una tela raffigurante Santa Rosalia che libera
dalla peste Palermo, un dipinto in cui sono riprodotti I Misteri della vita di
Gesù e della Vergine, una tela raffigurante San Gertrude, una statua
lignea raffigurante la Madonna del Rosario, un altare in legno dorato in cui è contenuto
un piccolo dipinto raffigurante Gesù Bambino. Adiacente alla cappella si
trovano le lapidi del fondatore, dei suoi tre figli e del fratello.
Il presbiterio fu ricostruito nel 1725 e presenta dietro
laltare maggiore un pregiato coro ligneo del 1735, sul quale risultano le opere
raffiguranti Scene della vita di San Benedetto, I misteri dolorosi e
gloriosi e I quattro Evangelisti.
Nella stessa piazza si può ammirare il settecentesco Palazzo
Baldanza Denaro, con pregevoli balconi settecenteschi e balconi decorati con ampie
ringhiere a petto doca. Nella via Umberto I si affacciano la Chiesa Madre dedicata a
San Nicolò Santissimo Salvatore, il palazzo Liggieri (ex Reforgiato), la Chiesa
del Santissimo Sacramento al Circolo e nella vicina Via Baldanza, i settecenteschi palazzi
Niceforo e Baldanza.
La Chiesa Madre fu edificata nel XVIII secolo più a nord
rispetto alla vecchia matrice, danneggiata notevolmente dal terremoto del 1693 e poi
distrutta da un incendio nel 1725. Della vecchia chiesa si custodisce lantica
macchina lignea dellaltare maggiore, sormontata dalla stupenda pala
raffigurante La Predicazione di San Nicolò.
Inizialmente fu costruita di piccole dimensioni; nel 1450 circa
fu ampliata. Nel 1693 il terremoto distrusse completamente la chiesa e il campanile. Anni
dopo venne iniziata la ricostruzione della chiesa e fu aperta al culto nel 1740. La pianta
della chiesa è a croce latina, la vasta scalinata del prospetto conduce a tre porte
dingresso : quello centrale riccamente decorato nelle due coppie di colonne che
laffiancano e nel fregio, sostiene una cornice con frontone curvilineo spezzato,
recante nella parte centrale una statua. Le due porte laterali sono dette del
Sole e della Luna e sono sormontate da finestre circolari.
Annesso alla Chiesa Madre cè il Museo San Nicolò, che
accoglie una ricca esposizione di argenti, gioielli, paramenti, tele, sculture, ex voto di
pregiatissima fattura, provenienti dalla scomparsa chiesa madre e da altre chiese.
Il Palazzo Liggieri è dotato di bellissimi balconi decorati con
un stemma gentilizio. Fu costruito dai Corbino, baroni della Sansà, che giunti da Lentini
a Militello nel 1650, vi rimasero sino al 1820, anno in cui fecero ritorno nella loro
terra dorigine.
Notevole è il portale principale, caratterizzato da larghe
bugne ed intagliato a rosoni.
La Chiesa del Santissimo Circolo fu lultima ad essere
ricostruita dopo il terremoto del 1693. La costruzione ebbe inizio nel 1724. La pianta è
a tre navate, separate da pilastri al posto delle colonne. Lingresso della chiesa è
rialzato rispetto al piano stradale da una scalinata. Allinterno della chiesa si
trovava una statua di SantAntonio Abate.
Il prospetto di Palazzo Niceforo è scandito da tre assi, lungo
i quali sono allineate verticalmente, su tre livelli, le bucature. Lingresso
principale è composto da un portale ad arco. Ai fianchi del portale dingresso, due
telamoni che si raccordano alle lesene tramite motivi floreali.
Il Palazzo Baldanza è uno degli esempi più tipici del barocco
applicato alle costruzioni civili. E legato al nome di Don Francesco Branciforti ma
nel 1923 fu venduto a Francesco Baldanza. E un edificio quadrangolare con corte
interna di particolare interesse artistico, il prospetto è scandito con una serie di
lesene con alto basamento in pietra di Santa Barbara, consta di due livelli fuori terra,
con piano ammezzato interposto tra il piano terra e il piano nobile.
Alla fine di Via Umberto I si arriva al Largo Santa Maria della
Stella, sul quale si affaccia la chiesa omonima.
La Chiesa di Santa Maria La Stella fu riedificata nel 1722, dopo
la parziale caduta in rovina nel 1693. Lìnterno è a tre navate, nel quale si
trovano numerosi capolavori darte, tra i quali la terracotta policroma invetriata
raffigurante La Natività, il sepolcro di Blasco Il Barresi in stile gotico,
una macchina lignea che arricchisce laltare maggiore, una pala raffigurante La
natività di Maria, una statua di SantAgata, una statua della Madonna con il
Bambino. Alla Chiesa di Santa Maria della Stella fa capo il Tesoro omonimo, che comprende
oltre agli arredi sacri, gli ex voto e gli ori, il grande retablo raffigurante San Pietro,
scene della sua vita, il bassorilievo con il ritratto di Pietro Speciale.
Di fronte alla chiesa si erge il Palazzo Majorana della
Nicchiara (o dei Leoni), che domina il tratto iniziale della Via Porta della
Terra.
Palazzo Majorana in origine era di proprietà della famiglia
Renda. Fu acquistato dai Tineo, poi passò, alla fine del settecento, per atto dotale, ai
Majorana, baroni della Nicchiara. E detto dei Leoni per via delle due
belve che si trovano infisse agli angoli principali. Ledificio occupa un intero
isolato.
La Biblioteca Comunale Angelo Majorana si trova
allinterno del Palazzo Municipale. Contiene oltre 41.000 testi con un prezioso Fondo
Antico ed alcune cinquecentine. Notevole lArchivio Storico con documenti riguardanti
cinque secoli di storia del paese.
Sulla stessa strada, poco più avanti, si può ammirare la
Chiesa di San Sebastiano.
La Chiesa di San Sebastiano fu edificata intorno al 1504.
Allinterno della chiesa fu eretto un altare a San Rocco, protettore degli appestati,
e poi San Paolo Apostolo.
Anticamente la chiesa era la sede della confraternita dei
Pacieri, formata da nobili e sacerdoti, successivamente soppressa essendo deviata dagli
scopi religiosi per i quali era stata fondata. La chiesa è a pianta quadrata, sulla
facciata è lunica porta dingresso rialzata da pochi gradini per superare il
dislivello della strada. Sopra la porta vi è una finestra ottagonale riccamente decorata,
sormontata da un fregio con lapide e da un frontone in cui lo stemma centrale fa da fulcro
allintera composizione decorativa.
Sul lato sinistra della chiesa di trova il campanile, sormontato
da una cupoletta a pianta ottagonale.
Nel quartiere San Giovanni si trovano il Palazzo Iatrini, la
Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa dei Santissimi Angeli Custodi.
Palazzo Iatrini appartenne prima ai nobili Bordone, poi fu
proprietà del barone Tutino, successivamente fu ereditata dal barone Iaci di Piazza
Armerina, oggi è proprietà della famiglia Iatrini. Si affaccia sul largo omonimo, nel
quartiere di San Giovanni. La facciata è caratterizzata da un blocco centrale, arricchito
da un portale a larghe bugne lisce alternate a finitura rustica, inscritto in una coppia
di lesene scanalate, che si raccordano ad un acrco a tutto sesto e sorreggono una mensola
fregiata con figure grottesche.
La Chiesa di San Giovanni Battista faceva parte del complesso
monastico di San Giovanni Battista dellordine femminile delle Benedettine, sorto
nella prima metà del quattrocento. Con il terremoto del 1693 il convento fu abbandonato e
le monache furono accolte nel convento di San Leonardo. Successivamente le suore vennero
ospitate nella chiesa di SantAgata. Il monastero fu riscattato nel 1887 e in seguito
venduto a privati. La chiesa si trova tra i quartieri storici del più antico insediamento
di Militello e versa oggi in uno stato di completo abbandono. La facciata è semplice, la
pianta rettangolare a navata unica con piccole cappelle laterali. Sulla destra si erge il
campanile, rustico nella rifinitura e di forma quadrata, incompleto.
La Chiesa degli Angeli Custodi è sicuramente antecedente al
terremoto del 1693. La pianta della chiesa è rettangolare, semplice, coperta da una volta
a botte non finestrata. Nel 1754 furono aggiunti alluni altare maggiore due altarini
laterali, dedicati a San Michele e a San Raffaele. Il prospetto presenta due porte
gemelle, incorniciate da bugne piramidali e sormontate da frontini triangolari spezzati
che includono gli stemmi. Allinterno della chiesa il pavimento nei tipici colori
della ceramica di Caltagirone, racchiude al centro uno scudo rotondo in cui è raffigurato
un teschio poggiato sulla Bibbia con stola e tibie incrociate.
Ritornando sulla Via Porta della Terra, dopo aver attraversato
un arco sormontato da una torre, si entra nellatrio del Castello dei Barresi e
Branciforte.
Di origine normanna, le origini risalgono a quando vennero in
Sicilia i Barresi, discendenti del Ducato di Barry in Francia. Era costituito da un
fabbricato a pianta quadrata con corte centrale e torrette cilindriche ai vertici di ogni
angolo ed un grande torrione posto al centro del prospetto di ponente. Nel corso dei
secoli fu ampliato e arricchito dai Branciforte, fu dotato di una distilleria e di una
biblioteca. Si accedeva ai vani superiori con una scala a chiocciola, mentre in basso
erano le carceri munite di grosse inferriate alle porte e alle finestre. Al piano terreno
erano ubicati i vasti magazzini per le derrate alimentari. Alla morte di Francesco, la
signoria passò a Giuseppe BRanciforte, conte di Mazzarino e successivamente il marchesato
passò al principe Carlo Maria Carafa che provvide alla ricostruzione delle parti crollate
a causa del terremoto del 1693. Per le demolizioni, i restauri continui, le varie
trasformazioni del castello rimangono solo poche mura, un bastione ed una torre.
La fontana Zizza fu eretta nel 1607, dopo anni di intensi lavori
voluti da Don Francesco Branciforti, quando lacqua potabile trovata in contrada
Zizza due anni prima, fu incanalata verso il paese. La fontana che sorge nello spazio
antistante il castello di Branciforte, si erge su una vasca ottagonale, costituita da una
parete adorna di nicchioni e maschere di satiri, con orlo a gradoni sormontati da vasi
decorativi. Essa include unedicola racchiusa da pilastri ionici, che presenta al
centro un bassorilievo in marmo. Allinterno di questedicola è racchiusa
dentro una nicchia la scultura in alabastro della ninfa.
La statua ricorda la leggenda della pastorella Zizza, innamorata
del pastore Lembasi, che per sfuggire alla prepotenza di essere sposata al ricco Meliteio,
si tramutò per il dolore in fonte. Lembasi, a sua volta, avendola perduta si tramutò in
fiume.
Poco più oltre la Via Purgatorio porta alla chiesa omonima del
1699.
Anticamente la chiesa e la Congregazione del Purgatorio erano
sotto il titolo di San Vito, nel 1613 si trasferirono nelle vicinanze del castello di
fronte alla chiesetta greca di Santa Sofia. La prima chiesa di San Vito con lannessa
confraternita, sorgeva sulle rive del fiume Lembasi nellantico quartiere di Barabuca
presso la fonte di San Vito.
La chiesa si affaccia mediante uno spiazzo pavimentato. La
pianta è ad unica navata, con due altari laterali : uno dedicato a San Vito e
laltro a San Gregorio Magno. Larco maggiore riccamente decorato con stucchi e
statue e laltare maggiore sono ciò che rimane dopo il terremoto del 1693.
Abbandonata larea del castello, risalendo verso le zone
nord orientali del paese, si incontra il Palazzo Tineo e lantica Chiesa di
Santa Maria La Vetere, i Palazzi Reburdone e Rejna, la Chiesa di SantAntonio da
Padova.
La Chiesa di Santa Maria La Vetere è la più importante
testimonianza storica di Militello. Sorge nellestrema periferia dellabitato,
in prossimità di un insediamento rupestre di estrema suggestione paesistica e di
straordinario interesse archeologico. Fu ampliata nel XV secolo. Nel 1506 fu arricchita
del pregevole portale dingresso. Al suo interno, con una sola navata, possiamo
ammirare un decoratissimo altare maggiore. Accanto alla chiesa la Cripta dello Spirito
Santo, dove si trovano intagliati nella roccia loculi, un altare bizantino e numerosi
affreschi.
Il Palazzo Reburdone fu fatto costruire nel 1625 da Scipione La
Russa per la figlia minore, andata in sposa, al giovane Reburdone. Il piano stradale è
raccordato al portone dingresso tramite una rampa di scale. Lingresso
principale conserva un portale a blocchi che include due lesene modellate con arco a tutto
sesto. Le mensole dei balconi presentano una ricca decorazione ad elementi floreali
abbastanza ben conservati.
Il Palazzo Rejna presenta, come gran parte dei palazzi del
settecento, unordinata configurazione compositiva, definita verticalmente
dallasse di simmetria dellarco del portone centrale, che conduce ad un ampio
atrio, e orizzontalmente dai marcapiani, dalle cornici e dalle mensole.
La Chiesa di SantAntonio da Padova fu edificata nel 1503.
Secondo unantica tradizione i fedeli avrebbero innalzato unedicola a
SantAntonio da Padova, che stanco si sarebbe fermato in quel luogo durante il suo
viaggio da Siracusa a Vizzini. A pianta rettangolare, presenta ununica navata
sormontata da una volta a botte con lunette in corrispondenza delle finestre. Lungo la
navata si aprono sei piccole cappelle, di cui la più importante conteneva tele
rappresentanti San Biagio e la Santissima Vergine con il Bambino. Di particolare pregio è
il campanile a fasce alterne.
Proseguendo si trovano la Chiesa dellImmacolata e il
complesso dei Cappuccini, con lannessa Basilica di Santa Maria degli Angeli.
La costruzione del Convento dei Cappuccini iniziò nel 1575. La
costruzione della chiesa inserita nel contesto cimiteriale di Militello, si trova fuori
dal paese, è di piccole dimensioni ma acquista maggior rilievo grazie alla prospettiva
creata dal lungo viale. Il prospetto al centro presenta un portale a vano rettangolare,
sul quale si imposta una finestra rettangolare.
Altre chiese cittadine sono quelle di San Francesco di Paola,
della Madonna della Catena, del Calvario, di SantAgata, di San Domenico, di Santa
Maria dello Spasimo e di San Leonardo.
La Chiesa della Madonna della Catena è stata una delle poche
chiese che non subirono gravi danni con il forte terremoto del 1693. In stile barocco,
accoglie al suo interno numerose statue di sante siciliane e scene di vita di Maria.
E a pianta rettangolare a unica navata, di piccole dimensioni e serviva sia per le
funzioni sacre che per le assemblee dei confrati. Il prospetto ha due portali gemelli
simmetrici, che si compongono con il finestrone superiore in uno schema triangolare.
La Chiesa del Calvario esisteva ancor prima del terremoto del
1693 e sorgeva a ponente del paese, a circa 500 metri dallantica Militello. Il colle
su cui era costruita era lantico Monte Caruso, sul quale nel 1610, venne piantata
una croce. Da quel momento venne denominato Monte Calvario. La chiesa, con tre
absidi, ha muri rustici allesterno, la pianta a croce latina, nella cappella
centrale si venera limmagine del Crocifisso.
La Chiesa di SangAgata si affaccia sulla piazza omonima.
Il tempio del XVI secolo fu dapprima inglobato in un complesso monastico, fondato nel 1578
dai Signori della Terra con lo scopo di essere adibito a collegio. Con la soppressione dei
beni, passò tutto al demanio, ma una novizia nel 1912 riscattò la chiesa e la cedette
allarciprete della Matrice che la riaprì al culto. Il monastero fu venduto dal
demanio a privati che lo hanno trasformato in abitazioni. La facciata è molto semplice,
si accede allinterno da una porta centrale sormontata da una finestra a vano
rettangolare. Affiancano la porta due coppie di colonne con capitello ionico, che si
innalzano fino alla trabeazione. Linterno della chiesa, a pianta rettangolare, è
dotato di una sola navata. La chiesa conserva antichi paramenti ricamati e argenterie, tra
cui un ostensorio e un calice con piede traforato del settecento. Nella sagrestia si può
ammirare un quadro raffigurante il Martirio di SantAgata.
La Chiesa di Santa Maria dello Spasimo è situata nella parte
più alta della cittadina e fu fondata intorno al 1517. Lateralmente vi passava
lantica mulattiera che collegava Vizzini, Mineo e Caltagirone. Fu una delle chiese
importanti per il paese, in quanto il vescovo utilizzava la chiesa per vestire gli abiti
pontificali in occasione di visite pastorali.
La planimetria è semplice, una sola navata, si possono ammirare
piccoli quadri del Settecento, rappresentanti i Misteri della Vita della Vergine.
Lontano circa duecento metri dalla chiesa cè una grotta
dove si trova lantica chiesetta dello stesso titolo, con affreschi riguardanti la
Passione di Gesù.
A queste si devono aggiungere alcune chiese di campagna come la
Chiesa di Santa Maria della Grazia, la Chiesa di Santa Croce e la Chiesa del Santissimo
Crocifisso al Franco.
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