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TURISMO
Dal punto di vista architettonico e
culturale sono interessanti da visitare il Museo Luigi Capuana, la
collegiata di Sant’Agrippina, la Chiesa di San Tommaso, la Chiesa di
San Pietro, la chiesa di San Francesco, la Chiesa di Santa Maria
Maggiore e numerosi edifici civili.
La Chiesa del Collegio, oggi
dedicata a San Tommaso, fu costruita insieme all’attiguo Collegio
del Gesù (oggi palazzo comunale) nel 1581 grazie alle ingenti somme
di denaro devolute dai coniugi De Guerriero. Fu terminata nel 1588 e
l’anno successivo vi si trasferirono i Gesuiti che per moltissimo
tempo ressero il collegio. L’esistenza di un portale murato fa
supporre che inizialmente la chiesa fosse separata dal collegio.
La Chiesa di San Tommaso si presenta
con un impianto a croce latina ad unica navata. Al suo interno
possiamo ammirare una tela che raffigura la Deposizione, una tela
che raffigura “Sant’Agata in carcere”, un pulpito in legno, una
balaustra in ferro battuto dell’antica chiesa di San Benedetto e
svariati stucchi del settecento.
Oggi è sede degli uffici comunali,
della biblioteca con annesso il museo dedicato a Luigi Capuana e
dell’archivio storico.
Luigi Capuana nacque proprio a Mineo
e il Museo – Biblioteca permette di ammirare la ricostruzione dello
studio che lo scrittore aveva a Milano, tutti i suoi manoscritti, la
biblioteca personale, le varie carte personali e materiale che
testimonia la sua attività di fotografo. Pregevole il chiostro che
appare in tutta la sua bellezza dopo la scalinata tramite la quale
si accede all’edificio, con il loggiato che abbelliva l’interno.
La Collegiata di Sant’Agrippina fu
ricostruita nel 1693 dopo il terremoto, sul precedente edificio
medioevale, del quale conserva le tre absidi semicircolari in pietra
calcarea e la suggestiva cripta di origine medioevale, detta anche
“Cava”, costituita da tufo arenario dal quale si ricava un’argilla
che è ritenuta miracolosa. All’interno possiamo ammirare stucchi del
settecento che raffigurano scene dell’Antico Testamento, un bel
Presepe della Natività, costituito da varie statuette del
settecento, una statua lignea del cinquecento che rappresenta Sant’Agrippina,
il coro presbiteriale, il mobilio della sacrestia, il candelabro del
settecento.
In direzione del transetto sinistro
si trova il sarcofago di Angela De Guerriero, decorato sul coperchio
con l’immagine di un cavaliere e sulla parte frontale con un rilievo
con arpie.
La Chiesa di San Pietro e Paolo fu
ricostruita nel 1693 dopo il terremoto, presenta una facciata
barocca con le statue degli Apostoli. E’ l’unica chiesa dotata di
una facciata barocca, mossa da due anse laterali, alle cui sommità
si stagliano le statue degli Apostoli. Il suo interno è a croce
latina ed è suddiviso in tre navate. Si possono ammirare svariate
opere d’arte, tra le quali una pala del seicento che raffigura la
Flagellazione di Cristo, la settecentesca cantoria a fastigio
d’organo di legno intagliato, la statua del settecento decorata in
oro zecchino che rappresenta Santa Lucia e una statua lignea che
raffigura il Cristo alla Colonna.
La Chiesa di San Francesco e
l’annesso convento dei Frati Minori Conventuali furono costruiti
intorno al XV secolo. Già allora la chiesa occupava la posizione
attuale.
I resti della prima costruzione,
quasi certamente andata distrutta con il terremoto del 1693,
rimangono visibili nella muratura dal lato della Via Roma, che fino
ad una certa altezza è realizzata con pietra grossa lavorata mentre
più in alto è realizzata con pietra calcarea squadrata. La Chiesa è
attualmente retta dai Padri Cappuccini mentre il convento è stato
adibito a scuola. L’interno è composto da un grande vano
rettangolare, il presbiterio è sopraelevato rispetto al pavimento
mediante tre gradini e vi possiamo ammirare la statua in legno della
Vergine Immacolata e la statua di San Giovanni Battista.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore è
forse la prima chiesa edificata a Mineo.
Risalente al III secolo, fu
ricostruita nel settecento dall’architetto Caruso, nel luogo in cui
sorgeva l’antico tempio pagano dedicato al dio Sole. La facciata è
suddivisa in tre navate e sulle celle campanarie e sulla cornice
possiamo ammirare un medaglione con il disco solare. Tra le opere
conservate possiamo ammirare una tela del seicento che raffigura San
Pietro, una statua che rappresenta la Regina degli Angeli, un coro
ligneo, un lavabo marmoreo risalente al XVI secolo, numerose altre
tele del seicento e del settecento, l’antico fonte battesimale in
pietra posto all’ingresso della porta centrale, un maestoso altare
costituito da marmi policromi, un crocifisso in avorio che sormonta
l’altare di San Sebastiano, due tovaglie d’altare in tutte ricamate
in oro zecchino.
Tra gli edifici civili occorre
menzionare il Palazzo Ballarò, Palazzo Blandini, Palazzo Damigella,
Palazzo Sturzo Cocuzza Curti, Palazzo Tamburino e il Palazzo
Morgana.
L’origine del Palazzo Ballarò si fa
risalire al XVIII secolo. Il suo stato di conservazione è discreto,
occupa un intero isolato e prospetta sul largo Santa Maria Maggiore.
Si presenta su due livelli, quello inferiore a piano terra, adibito
a magazzini e quello superiore, che ospita le abitazioni. Il
prospetto principale è suddiviso in tre sezioni : quella centrale è
caratterizzata dal portone principale, che è costituito da un arco a
tutto sesto, sormontato dal balcone centrale, le facciate laterali
comprendono quattro aperture uguali tra loro, che a piano terra sono
semplici ingressi mentre al primo piano sono aperture architravate
con cornicione.
Il palazzo Sturzo Cocuzza Curti
risale alla seconda metà del XVIII secolo. All’interno vi è un atrio
su due livelli, con un pozzo luce che lo illumina dall’alto. Perno
centrale è un arco a tutto sesto affiancato da sei colonne, tre per
ogni lato, che fanno da sfondo all’atrio stesso.
Il Palazzo Tamburino fu costruito
intorno alla seconda metà del XVIII secolo. E’ appartenuto per
parecchi secoli alla famiglia Tamburino. Presenta due livelli fuori
terra. All’interno di ogni facciata, al piano superiore c’è un
balcone con ballatoio sorretto da mensole e sormontato da un
cornicione mistilineo, mentre al piano inferiore le aperture sono
tutte ad arco a tutto sesto. Il piano terra è caratterizzato dal
portone d’ingresso principale, sopraelevato rispetto alla strada,
affiancato da altri quattro ingressi da cui si accede ai locali
accessori.
La porta “Adinolfo” è ubicata tra il
largo omonimo e la piazza dei Vespri e costituisce l’accesso
principale al centro storico. La struttura presenta, nella parte
superiore, una torre su ciascun lato, sovrastata da un sole. La
torre e il sole stanno ad indicare il Castello Ducezio e il Tempio
del dio Sole.
Dal lato interno al paese appoggia
sul Collegio dei Gesuiti, ora Palazzo Municipale e l’ex Chiesa di
Santa Maria della Porta, oggi abitazione privata.
Addossato alle strutture del
convento di San Vito è l’edificio della “Cuba”, adiacente al
cimitero nella zona chiamata “Rabato”. Subì varie modifiche, come la
demolizione del quarto lato per l’innesto al convento. Fu
probabilmente destinato a monumento funerario, dal momento che fu
collocato fuori le mura nell’ambito di un’area cimiteriale.
La struttura riporta alla tipologia
propria del mondo islamico. Ha la forma di un parallelepipedo,
pressoché cubico, e sporge dal fianco del convento.
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