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TURISMO
Misterbianco possiede delle
interessanti aree archeologiche dove è stato possibile ritrovare
vari reperti relativi all’Età Neolitica. Esempi gli insediamenti
greco-romani e bizantini rinvenuti nella contrada Erbe Bianche.
infine, occorre ricordare l’antica presenza di un acquedotto d’età
greco romana che attraversa la città e portava l’acqua da Santa
Maria di Licodia fino a Catania.
Nella Piazza della Resistenza
compaiono i resti delle splendide terme risalenti al periodo romano
e che sorgevano sull’antica strada consolare che collegava la
potente Catania alle belle Ibla, Centuripe, Enna e Imera.
La struttura muraria era composta
di grandi pietre squadrate, unite in modo da incastrarsi esattamente
tra loro, poggiate su piani uniformi e ricoperte da marmi.
I grandi bagni, sormontati da volte
e da pietre quadrate, erano alimentati dall’acquedotto di Santa
Maria di Licodia, che come già detto, attraverso condotte
sopraelevate e interrate portavano l’acqua sino a Catania.
Le terme comprendevano lo
spogliatoio (apoditerio) dal quale si passava negli ambienti
destinati al bagno in acqua fredda (frigidario) al bagno in acqua
tiepida (tepidario), al bagno in acqua calda (calidario) e alle
cuccette per la reazione sudorifera (sudationes).
Le sale erano riscaldate per mezzo
di aria calda proveniente da una gran fornace e fatta circolare
attraverso il doppio pavimento, sospeso sopra piccole colonne
rotonde in ferro, e lungo le pareti.
Le terrazze erano tutte fornite di
tende per proteggere i frequentatori dei bagni dai raggi solari.
Le terme erano probabilmente
circondate da botteghe, locali dove erano servite bevande calde e
fredde, stalle per il ricovero degli animali e alberghi per coloro
che, nei loro viaggi di trasferimento, sostavano in quei luoghi.
Dal punto di vista architettonico la visita di
Misterbianco può partire dalla Chiesa Madre, dedicata alla Madonna
delle Grazie come l’antica Matrice del vecchio paese distrutto dalla
lava nel 1669. Durante l’eruzione gli antichi abitanti di
Misterbianco riuscirono a salvare diverse opere d’arte che oggi
possiamo ammirare nell’attuale edificio sacro.
La Chiesa fu iniziata nei
primissimi anni del settecento. E’ situata su un antico costone
lavico, con pianta a croce latina.
La Chiesa presenta una facciata in
stile romanico, realizzata usando la caratteristica pietra di Priolo.
La struttura esterna comprende tre porte sovrastate da lunette che
accolgono i bassorilievi dedicati al Cristo Re, San Pietro e San
Paolo.
All’interno la Chiesa Madre è arricchita dalla
presenza di capitelli, colonne, rosoni, splendidi affreschi che
abbelliscono il soffitto della navata centrale, le pareti degli
absidi ed una loggia centrale contenente una statua che raffigura la
Madonna delle Grazie opera di Francesco Mendola della scuola del
Gagini. Possono essere ammirati due grandi quadri che raffigurano
San Francesco d’Assisi che prega per le anime del Purgatorio e San
Gaetano orante ai piedi della Vergine. Sul lato sinistro del
transetto troviamo il simulacro di Sant’Antonio Abate, patrono della
città, custodito in una “cammaredda” o nicchia.
Sulla porta centrale è situato un
organo ottocentesco della ditta Giudici di Bergamo.
La maestosa cupola fu ultimata nel
1835, mentre la facciata in stile romanico, come già detto, è stata
realizzata usando la pietra bianca su disegno dell’architetto Santi
Bandieramonte e terminata nel 1905.
Tra le testimonianze storiche
possiamo vedere ciò che rimane dell’antica Chiesa Madre cittadina
dedicata a Santa Maria de Monastero Albo, situata nell’omonima
contrada comprendente un bosco di querce secolari. Le poche notizie
riguardano la sua annessione alla Collegiata di Santa Maria
dell’Elemosina di Catania. Della vecchia costruzione oggi rimane
solo parte dell’antico campanile, poiché essa fu distrutta
dall’eruzione del 1669.
Altri edifici sacri sono la Chiesa
dedicata a San Nicolò e alla Madonna del Rosario. La prima
costruzione fu dedicata a Maria Santissima delle Grazie e crollò in
parte verso la fine del 1700. Successivamente fu riedificata e
dedicata inizialmente a San Domenico e poi ottenne il suo nome
attuale. Al suo interno possiamo ammirare pregiate tele del
seicento, una pala d’altare del cinquecento che raffigura la Madonna
del Rosario ed un quadro che rappresenta San Pietro Martire
circondato da San Lorenzo e San Placido.
Tra le altre chiese minori di
Misterbianco occorre ricordare quella dedicata a San Giuseppe, nella
cui facciata possiamo ammirare le statue di gesso che raffigurano la
Madonna e San Giuseppe. Al suo interno possiamo ammirare gli
affreschi riguardanti la vita di San Giuseppe.
Altri edifici sono la Chiesa del
Carmine e la Chiesa di Sant’Orsola, che conserva il quadro
rappresentante Santa Maria della Consolazione del seicento, il
quadro che rappresenta Santa Lucia e il quadro che raffigura Sant’Agostino
entrambi del settecento.
Tra le strutture civili occorre
citare la Piazza Mazzini e la Piazza Dante, una biblioteca
costituita grazie ad una miriade di donazioni e la Galleria Civica
d’Arte, che si trova sul lato ovest della Piazza Mazzini ed
edificata utilizzando una vecchia costruzione del 1914, la nominata
“a casa di l’acqua”.
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