MOTTA S.ANASTASIA

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 INFO

Il comune di Motta Sant’Anastasia sorge in una zona pianeggiante a 275 metri sopra il livello del mare. Conta circa 10.000 abitanti, detti mottesi, e si trova a circa quindici chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

Centro agricolo, il paese di Motta Sant’Anastasia vanta una buona produzione di uva, olive, grano e mandorle che si possono gustare nella fiera che si tiene ogni anno nel mese di agosto.  Fiorente è l’allevamento dei bovini, ovini e caprini grazie alle numerose aree adibite a pascolo.

Caratteristici sono gli oggetti dell’artigianato locale lavorati in ferro.

 

 STORIA

La parte più antica dell’insediamento urbanistico di Motta Sant’Anastasia sorge su un’isolata rupe di origine vulcanica, che venne identificata da una leggenda come “L’ombelico dell’Etna”. Formatasi circa 600.000 anni fa, emerse in seguito ad una intensa attività vulcanica sottomarina, che interessò la grande insenatura pre-etnea, dove oggi si estende la piana di Catania.

L’attuale toponimo del comune non ha una chiara origine : sia il nome greco che quello arabo hanno il significato di “luogo isolato, prominente e rovinoso” senza alcun riferimento alla Martire Sant’Anastasia, dalle quale deriva il nome del borgo. Dal XIV° secolo emerse il nome “Mocta” che riprese il significato del nome greco e arabo, definitavamente legato a quello della Santa.

Piccolo borgo durante il periodo ellenico, Motta, grazie alla sua posizione geografica di dominio sulla piana di Catania, si consolidò nei secoli per le continue e ripetute invasioni che iniziarono fin dal periodo di Dionisio tiranno di Siracusa.

Continuò nel suo ruolo durante le invasioni romana, bizantina, araba, normanna ed infine quella sveva. Durante il periodo normanno Motta ebbe un ruolo importante per la difesa della città di Catania e della valle del Simeto.

Fu Ruggero d’Altavilla, Conte di Sicilia, nel XI secolo, ad ordinare la riedificazione dell’antico castello esistente sulla rupe di Motta. La sua funzione principale era quella di postazione d’avvistamento e prima di roccaforte di difesa. Fu donato poi al vescovo di Catania. Nel tempo esso appartenne a diversi signori feudali quali i Russo, Perolo, Ruiz de Lihari e infine i Moncada, alla cui famiglia rimase sino all’abolizione dei diritti feudali.

In un documento del 1267 Motta era ancora sotto la signoria della chiesa catanese.

Alla fine del XIX° secolo il borgo divenne vero e proprio comune autonomo.

 

TURISMO

Dal punto di vista architettonico interessanti da visitare sono il Castello Normanno, la Chiesa Madre, la Chiesa dell’Immacolata.

Il castello fu eretto nel XI secolo su una rupe da dove sovrasta l’ingresso dal mare e la piana di Catania. L’edificio ha una pianta rettangolare e s’innalza su tre livelli.

Gli ingressi alla torre sono due e furono realizzati in epoche diverse: dai recenti restauri hanno portato alla scoperta di un’altra entrata. Il portale ovest e le due finestre ad esso adiacenti sono stanti aggiunti quando la costruzione fu modificata in abitazione per i nobili del tempo. Al piano terra troviamo sparse lungo l’area dell’edificio numerose feritoie per la difesa e gli alloggi militari. Al primo piano troviamo sedili ricavati nei muri, piccoli stipiti a muro, cavità dove erano posti i lumi per l’illuminazione notturna, ampie finestre e i locali destinati all’alloggio del comandante della guarnigione. Al secondo piano finestre più piccole, un arco ogivale con arcata mediana che sovrasta sulla terrazza finemente decorata con dei merli attraversati da sottili feritoie centrali. I tre livelli sono collegati tra loro da una serie di scale a pioli retrattili di legno.

Il castello normanno di Motta Sant’Anastasia, detto anche Dongione, è legato all’amore non corrisposto del duca di Modica, Bernardo Cabrera verso la regina Bianca di Navarra, vedova del Re Martino I. Bianca nel 1408 aveva assunto il vicariato del regno ma non ne volle sapere delle insistenze del Duca, che la riempiva di regali appariscenti. A quel tempo signore di Motta era un amico fedele della regina, l’ammiraglio Rancho Ruiz de Livori che catturò il duca di Modica e lo fece rinchiudere nel castello di Motta Sant’Anastasia in una stanza da letto che non era altro che una cisterna. Durante la stessa notte in cui fu rinchiuso il duca, la stanza fu fatta invadere dalle acque. Fu salvato e nel frattempo da un’ancella della regina, che si era intrufolata nel castello per farlo fuggire ma in realtà aveva architettato il tutto per farlo catturare dai paesani che lo portarono in catene al castello Ursino di Catania.

La chiesa Madre, originariamente quando venne edificata nel XIII secolo, presentava una struttura a pianta centrale, secondo la tipica liturgia bizantina. Successivamente fu ampliata nel XV° secolo, la sua forma divenne a croce latina, simile allo schema della basilica romana..

La Chiesa si trova nel borgo, nei pressi della Torre, ed è raggiungibile camminando per Via Castello. Fu dedicata a Maria Santissima del Rosario. Al suo interno sono custoditi una pregevole pala d’altare e il quadro della Madonna del Rosario, il quadro della Madonna del Carmelo, un crocifisso del 1500, il simulacro in cartapesta di San Giuseppe. La torre campanaria è di origine settecentesca. Nella parte alta sono visibili due martinelle del vecchio orologio meccanico ora non più esistente. La campana della torre porta incisa un’epigrafe latina che ricorda la sua collocazione nel 1835.

La Chiesa dell’Immacolata si trova presso la piazzetta omonima, sempre nei pressi del castello. Rappresenta la più antica struttura religiosa di cui si hanno notizie e tracce nel territorio mottese. Risale al periodo medioevale e fu ricostruita nel XVII secolo. E’ stato il primo edificio religioso a custodire le reliquie della Santa Patrona Anastasia.

All’intero possiamo ammirare, sopra l’altare maggiore, il simulacro dell’Immacolata Concezione, alcune tele raffiguranti “Santa Barbara, Sant’Agata e Santa Lucia”, “La Sacra Famiglia”, i “Santi Gioacchino, Anna, Giuseppe con Maria e Gesù e San Nicola di Bari”.

Una delle due campane reca impresso l’anno 1815 e un medaglione con l’immagine della Vergine Maria.

Molto interessante da vedere, per le sue particolari caratteristiche, è la “rupe isolata di lave prevalentemente colonnari”. Si stima che questa rupe sia di 550.000 anni e che possa essere un “neck” o un “diatrema”.

 

NUMERI UTILI

Municipio

P.za Umberto I

095 / 7554211

Farmacia Dr Bellassai Carmelo

Via Regina Elena n. 2

095 / 306408

Farmacia Dr Zappalà Antonino

Via V. Emanuele n. 292

095 / 306283

 

FOTO

 

CASTELLO NORMANNO   MUNICIPIO DI MOTTA SANT'ANASTASIA

 

FESTE ED EVENTI

 

La particolarità di questo comune è rappresentata dall’esistenza dei “Rioni”, nati nel XIX° secolo, quando le due classi sociali del paese, operai e artigiani da un lato e contadini dall’altro, costituirono due partiti, successivamente chiamati “Rioni”, che avevano la funzione di rendere omaggio alla Patrona del paese, Sant’Anastasia.

I tre rioni di Motta Sant’Anastasia sono “Campagnoli”, “Panzera” e “Maestri”.

Il rione “Campagnoli”  prese poi il nome di Rione “Vecchia Matrice” e occupa la parte del paese attorno al castello normanno, alla chiesa Madre, alla Chiesa dell’Immacolata e alla zona “Pozzo”. I colori sono il giallo e il verde. I costumi sono stati riprodotti seguendo antiche stampe del quattrocento.

Il rione “Panzera” è nato verso la fine dell’Ottocento per volontà di alcune persone che riunite nella “Petra sciddichenti” decisero di formare un nuovo partito. L’esigenza di costituire un nuovo partito fu avvertita in quanto voluta dai contadini benestanti (massara) che dimoravano nella zona a sud e volevano partecipare ai festeggiamenti per la Santa Patrona. I colori del rione sono il rosso e il bainco.

Il rione “Maestri” è nato nel XIX secolo con il nome di Partito Operaio perché ne facevano parte artigiani ed operai. I “Maestri” sono collocati a nord del paese ed occupano il quartiere “Un azza”, buona parte della Via Vittorio Emanuele, il quartiere “Calvario” e la Piazza Duca d’Aosta. I colori sono il bianco e l’azzurro.

La città di Motta è legata alla storia della propria baronia e questo rione la ricorda nei cortei storici e nelle feste in tema medioevale.

Nel mese di agosto, tra l’11 e il 19, a Motta Sant’Anastasia si tengono le feste medioevali dei tre rioni. Le feste fanno rivivere fra le vie, parate di drappi, fiori, vessilli e stendardi, esempi di vita svoltasi nel borgo negli ultimi decenni dell’undicesimo secolo e i primi del quindicesimo. Per le vie e nelle piazze scorrono gli usi e mestieri, riti e sortilegi, si incontrano personaggi arabi e normanni, svevi ed angioini, aragonesi e navarresi. Nell’ambito di questa festa c’è il Palio dei Martino, un torneo cavalleresco che racchiude le prove del colpo al saracino, tiro al cinghiale con giavellotto, colpo al bersaglio mobile e la gara degli anelli con la consegna del Palio al cavaliere vincitore.

 

      

                                              

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