PALAGONIA                        

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 INFO

Il comune di Palagonia sorge a 200 metri sul livello del mare e conta quasi 16.000 abitanti, detti palagonesi, e dista una cinquantina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene. 

 

 STORIA

Il nome Palagonia deriva dal siciliano Paliken Nea che significa “Nuova Palike” poiché il paese è stato identificato con l’antica Palica fondata nel V secolo a.C. dal re siculo Ducezio nei pressi del lago di Palici. Fu probabilmente un importante centro politico e religioso e si dice che gli Dei Palici venerati dai Siculi fossero nati dalle acque sulfuree ribollenti del laghetto di Naftia, sulle sponde del quale sembra si trovasse un tempio a loro dedicato.

L’esistenza del tempio è provata dal rinvenimento, in luogo, di testine fittili di uso votivo del V e VI secolo a.C., dai resti di decorazioni tipiche del tempio arcaico e dal ritrovamento di un cinturone in lamina di bronzo con descrizione dedicatoria datato del IV secolo a.C.

Inoltre gli scavi effettuati hanno portato alla luce il basamento del tempio. Questo è ciò che resta di quel periodo, e quanto hanno scritto Diodoro, Polmone, Microbio e Teodosio, nonché le citazioni storiche e mitologiche di Aristotele e Ovidio che menzionano il lago di Palici. Palika fu distrutta, forse a causa della seconda guerra servile, intorno agli anni 103-100 a.C. Fu ricostruita, poco dopo, in una zona diversa e naturalmente più fortificata, con il nome di Palika-nea cioè Nuova Palika. Nel 1073 Palagonia appartenne al Vescovo di Siracusa, concessagli con bolla di Urbano II.  Durante la guerra del Vespro nel 1282 appartenne a Ruggero di Lauria e fu ceduta poi agli Angioini. Nel 1301 fu concessa in feudo a Blasco Alagona. Nel 1497 venne in mano a Girolamo Gravina. Da allora rimase sempre in possesso della famiglia Gravina sino all’ultimo principe di Palagonia Francesco Paolo Gravina, morto a Palermo nel 1854.

Dopo la morte dell’ultimo discendente dei Gravina, le terre di Palagonia furono lasciate in eredità dell’Ospedale Civico di Palermo “Fatebenefratelli”, che ne assunse l’amministrazione. Questo portò a lotte sociali, che culminarono con una sollevazione popolare, risolta nel 1923 con la stipula del contratto definitivo di cessione delle terre direttamente ai contadini.

 

TURISMO

Da visitare c’è l’Eremo di Santa Febronia, la Chiesa Madre, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la chiesa del Convento che conserva un monumento ligneo del 1721 e la Basilica Paleocristiana dedicata a San Giovanni costruita nel IV secolo d.C.

L’eremo di Santa Febronia è una chiesetta  rupestre risalente al VI-VII secolo D.C. e sorge fuori città. Andando da Palagonia verso Catania sulla destra c’è un bivio per Contrada Croce. Dopo circa 5 km c’è una mulattiera chiusa, percorrendola dopo 15 minuti si arriva all’eremo. La basilica è dedicata alla Santa Patrona della città. Santa Febronia fu soprannominata “a’ Santuzza”e le sue reliquie vengono portate ogni anno in processione da Palagonia.  La parete di fondo ospita l’abside che raccoglie i resti di affreschi dedicati al Cristo Pantocratore, al Martirio di Santa Febronia, a Sant’Agata ed al Peccato Originale. L’affresco principale è quello trecentesco che rappresenta il Cristo tra la Madonna e un Angelo. Nella chiesa troviamo anche un fosso a “T” che contiene i colatoi usati per prosciugare le salme dei monaci, procedimento usato per effettuare una loro mummificazione.

La Chiesa Madre, dedicata a San Pietro Apostolo, è ubicata nella parte più alta del paese e domina l’intero centro abitato. Risale alla fine dell’XI secolo. Originariamente era più piccola delle attuali dimensioni e subì numerosi cambiamenti nel corso dei secoli, anche a causa dei fenomeni sismici del 1542 e del 1693. Dopo il terremoto del 1542, fu ingrandita, l’impianto diviso in tre navate e risale a questo periodo la costruzione della massiccia torre campanaria.

La chiesa presenta attualmente un impianto a croce latina, il prospetto principale è caratterizzato da un portale centrale in pietra intagliata e da due portali secondari sui quali si trovano gli stemma dei Principi Gravina e due epigrafe latine ad indicare la ricostruzione della chiesa dopo il terremoto del 1693. All’interno si possono ammirare tele e pale d’altare raffiguranti il martirio di Santa Febronia.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata costruita nei pressi del centro storico.

E’ fra le più antiche di Palagonia. Rispetto alla sua costruzione originaria è stata più volte rimaneggiata. La sua facciata è decorata da un affresco rappresentante la Madonna, arricchita dalla presenza di due campanili. Dipinti dell’ottocento sono conservati al suo interno. Il precedente edificio è del 1682.

La Basilica di San Giovanni è situata nell’omonima contrada. Di questa si conservano l’abside ed alcune colonne. Piccola nelle dimensioni, era priva di vere pareti, la struttura era composta da una serie di archeggiati entro i quali vi erano inserite delle porte, aperte ai fedeli che potevano assistere dall’esterno solo durante le funzioni. Particolare è la fonte battesimale scavata nel pavimento.

La Chiesa di Sant’Antonio era la chiesa del convento dei Frati Domenicani. Edificata nel 1592, fu abbattuta nel 1956 per pericolo di crolli. Venne in seguito ricostruita seguendo canoni architettonici moderni. Al suo interno custodisce un Cristo alla Colonna del XIX secolo e una statua settecentesca di Santa Febronia.

La Chiesa di San Nicola fu edificata nel 1506 per volere di Carlo Gravino, si presenta però attualmente in cattivo stato di conservazione. All’interno il pavimento è in ceramica di Caltagirone.

La Chiesa del Santissimo Crocifisso fu distrutta dal terremoto del 1693 e venne ricostruita nel 1707. Particolare il campanile sul quale spiccano le statue dei quattro evangelisti. Al suo interno possiamo ammirare un Crocifisso ligneo, una statua dell’Addolorata, una fonte battesimale del settecento e sulle cantorie un organo dell’Ottocento. Presenta una pianta longitudinale ad unica navata con una cappella, una facciata semplice caratterizzata da un portone centrale con arco. Il prospetto è caratterizzato dal campanile in pietra, a base quadrata, che ospita la cella campanaria, costituita da finestre ad arco a tutto sesto e sormontata da un grosso cornicione.

Nella Piazza Umberto si trova la stele di Santa Febronia.

La Chiesa del , o dell’Immacolata, fu costruita inizialmente come chiesa del Convento dei Minori Riformati di San Francesco, tra il 1707 e il 1720. L’impianto è ad unica navata, il prospetto presenta un monumentale portale d’ingresso, sormontato da un fronte in pietra. Al lato di questo portone due nicchie nelle quali alloggiano le statue dei frati francescani. Affiancato alla chiesa il campanile in pietra, a base quadrata, che ospita la cella campanaria. All’interno custodisce un altare ligneo del 1721, svariate tele del settecento e un organo del XVII secolo.

Il Palazzo delle Orsoline sorge nel centro storico di Palagonia. I prospetti laterali presentano una serie di aperture posizionate in modo disomogeneo. L’impianto planimetrico è irregolare.

Il laghetto di Naftia non è visibile oggi in quanto i suoi gas sono sfruttati industrialmente.

Ubicate ad oriente dell’attuale abitato di Palagonia sono le coste di Santa Febronia, che rappresentano uno dei siti archeologici di maggiore interesse di tutto il Calatino.

Il sito risulta sede di insediamenti umani già in età preistorica, a partire dall’età del bronzo sino a quella del Ferro.

Situato sull’altopiano delle Coste di Santa Febronia, dopo una faticosa salita lungo una ripida mulattiera, si trova l’oratorio dedicato al culto della Santa ed è certamente una delle testimonianze più interessanti per la storia religiosa di Palagonia.

Di notevole interesse sono gli affreschi che decorano le pareti dell’oratorio. Al centro dell’abside si può ammirare un Cristo Pantocratore tra due figure che rappresentano un’Annunciazione.

 

NUMERI UTILI

Municipio

P.za Municipio n. 1

095 / 7950111

Farmacia Arco Guttadauro

Via Isonzo n. 5

095 / 7951384

Farmacia Dr Calanducci Carmelo

P.za Municipio n. 7

095 / 7951560

Farmacia Moderna Dr Scichilone Lucia

Via Umberto n. 18

095 / 7951170

 

FOTO

CHIESA MADRE DI PALAGONIA

 

FESTE ED EVENTI

Tra le manifestazioni di Palagonia, da ricordare quella del Carnevale, la festa di San Giuseppe, la sagra delle arance e la festa di Santa Febronia.

Il carnevale inizia con “u iuovi e cummari”, tradizionale banchetto di sole donne, durante il quale le commensali si scambiano doni. La manifestazione è rallegrata con le sfilate dei gruppi in maschera e dei carri allegorici.

La Festa di San Giuseppe si tiene il 19 marzo. Tre persone impersonano la Sacra Famiglia. Consumano il tradizionale pranzo e ricevono poi doni. Nel corso del pomeriggio quanto ricevuto è messo all’asta e il ricavato va a loro beneficio.

Durante la sagra delle arance si mostrano i prodotti tipici derivati dalle arance e i prodotti dell’artigianato locale.

Le celebrazioni pasquali iniziano il Venerdì Santo davanti alla chiesa di Sant’Antonio, quando a mezzogiorno la banda intona una serie di marce funebri “u lamientu” che si concludono con “u maroriu” ossia con lo scoppio di 101 mortaretti.

Il pomeriggio del giorno successivo inizia la processione. Cleo, confrati, autorità e fedeli accompagnano il Cristo alla Colonna con un movimento ritmico di due passi avanti e uno indietro. Dinanzi il fercolo, gli anziani cantori intonano “Il Populo Meo”, cantilena intrisa di sonorità arabe. La processione continua con una sosta davanti alla Chiesa del Santissimo Crocofisso e poi davanti alla Chiesa della Madonna delle Grazie. Uscendo da questa, è pittoresca la discesa della ripida gradinata dove il Cristo viene portato a tratti in orizzontale. Venerdì, dopo il percorso inverso, il fercolo è sostituito con quello del Cristo Morto. Al crepuscolo riprende la processione e dopo la predica fatta dal prete dal balcone di una famiglia patrizia, tutti raggiungono la Chiesa Matrice. La domenica di Pasqua, con l’incontro del Cristo Risorto e della Madonna, avvisata da San Pietro, si concludono le celebrazioni.

I festeggiamenti di Santa Febronia si celebrano il 24 e il 25 giugno.

La Santa visse a Nibisi nel III secolo d.C. Venne martirizzata al tempo delle persecuzioni ordinate da Dioclesiano. Il giorno 24 di sera la reliquia di Santa Febronia è portata dalle confraternite alla Chiesa Madre, dove si celebra un rito, di origini pagane, detto “spaccata ‘o pignu”, poiché la rappresentazione della posa della corona per opera di due angeli sul capo della Santa, si svolge sull’altare centrale, dove inizialmente si trovava una pigna con l’immagine di Santa Febronia. Dopo l’incoronazione, la Santa è portata fuori la Chiesa e fatta danzare dai fedeli al ritmo di musiche gioiose.

 

      

                                            

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