PATERNO'                   

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 INFO

La cittadina di Paternò si trova su 225 metri sul livello del mare. Il comune conta circa 44.000 abitanti, detti paternesi e dista una ventina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene. 

L’economia cittadina si basa principalmente sull’agricoltura che vanta una buona esportazione di agrumi ed una notevole produzione di altre derrate alimentari quali cereali, ortaggi, pomodori, olive ed uva. Fiorente è anche l’allevamento di bovini e ovini per via delle vaste aree adibite a pascolo.

Il settore industriale ha un buon apporto dalla plastificazione, le conserve alimentari e gli imballaggi.

L’artigianato locale vanta la produzione dei famosi “carretti siciliani” che sono esposti nella Mostra Mercato dell’Artigianato che si svolge ogni anno nel mese di maggio.

Notevole la lavorazione dell’argilla, della pietra lavica, del ferro battuto e del legno. 

 

 STORIA

Il nome Paternò deriva dal greco Ep’Adernòn che significa “Verso Adrano” poiché in questa città sorgeva il tempio del dio Adrano cui erano devoti gli abitanti del luogo.

Le origini di Paternò sono molto antiche e come detto prima risalgono ad epoca precedente forse anche ai Greci. L’antico nome secondo altri studiosi era Ibla Mayor e numerose sono le testimonianze archeologiche che il territorio di Paternò conserva.

Sull’origine del nome di Paternò, nei secoli, si sono formulate quindi diverse ipotesi.

Il centro storico è inoltre ricco di monumenti che risalgono al periodo normanno, popolo che ha dato il suo forte contribuito per lo sviluppo civile ed economico.

Il primo nucleo abitato fu fondato nel secolo XI dai Normanni e per lungo tempo fu dimora fissa del conte Ruggero D’Altavilla e della consorte Adelasia.

La città ha avuto il soprannome di “città delle regine” poiché camera regionale e sede di varie regine, tra le quali Eleonora d’Aragona e la Bianca di Navarra, che nel 1405 dal castello normanno promulgò le “Consuetudini della città di Paternò”.

Federico II d’Aragona morì a Paternò nel 1337 e fu seppellito poi a Catania. Nel 1576 in tutta la Sicilia stava imperversando la peste, ma nella città di Paternò non fece tante vittime, per questo i cittadini avendo pregato Santa Barbara per tanto tempo, proclamarono la stessa Santa come loro patrona insieme a San Vincenzo Martire che fino a quel momento era stato il patrono, da festeggiare il 04 dicembre d’ogni anno.

Paternò è stata visitata nei secoli da diversi personaggi illustri. Nel 1714 venne Re Vittorio Amedeo II di Savoia e nel 1864 Giuseppe Garibaldi.

Durante i moti Carbonari contro i Borboni vi furono diverse visite del Re Ferdinando con la regina e la sua famiglia.

Durante la prima guerra mondiale la città di Paternò ebbe molte perdite. Nel 1943, sotto incursioni aeree, la città perse quasi 4.000 persone, quindi nel 1972 il capo dello Stato assegnò alla città la Medaglia d’Oro al Valore Civile per il contributo di sangue pagato dalla popolazione della città.

Nel susseguente dopoguerra iniziò la ricostruzione del paese che ebbe una forte espansione urbanistica anche fuori città.

 

TURISMO

La cittadina ha origini risalenti all’era neolitica, come evidenziano scavi archeologici, che hanno restituiti reperti di epoca greca e romana.

Il centro antico di Paternò si è sviluppato a valle della rupe di basalto sul quale è stato eretto il Castello, voluto costruire dal conte normanno Ruggero I nel 1073 utilizzando la pietra lavica. E’ ancora in ottimo stato dopo i lavori per la sua ristrutturazione subiti nella prima metà del XIV secolo. La fortezza presenta la struttura di un torrione isolato che aveva in sé le funzioni difensive e nello stesso tempo abitative.

La mole cubica costruita in pietra lavica è interrotta ai lati da finestre bifore che illuminano le varie sale interne.

Il suo interno è suddiviso in tre livelli: al piano terra si trova la piccola cappella di San Giovanni dove possiamo ammirare pregiati affreschi raffiguranti Santi guerrieri, la stanza adibita al corpo di guardia e quella delle prigioni; al primo piano si può ammirare una bella sala d’armi arricchita da quattro finestre bifore e al secondo piano un altro salone ed una galleria sempre arricchite da finestre bifore. Attraverso una scaletta ricavata nel muro si raggiunge la terrazza di copertura dal quale si può ammirare uno splendido panorama dell’Etna, della piana di Catania e della valle del Simeto.

Il castello fu proprietà degli Angioini, ospitò Eleonora d’Aragona e Martino il Giovane.

Successivamente fu proprietà degli Henriquez, degli Speciale e dei Moncada.

Dal punto di vista architettonico di notevole interesse sono la Chiesa Madre, la chiesa di San Francesco, la Chiesa di Cristo Re al Monte, la chiesa della Gancia, la Chiesa dell’Annunziata, la villa comunale.

La Chiesa Madre fu eretta nel 1342 su un precedente impianto normanno e si presenta con un impianto basitale ed uno stile romanico. E’ dedicata a Santa Maria dall’Alto. La facciata prevede una triplice divisione. Quella centrale prevede la presenza di un portale in pietra lavica sormontato da una finestra, mentre le due laterali contengono due coppie di arcate delle quali quella di sinistra contiene le campane. La Chiesa ha la suddivisione interna in tre navate. All’interno della Chiesa possiamo ammirare un maestoso Crocifisso ligneo del fine seicento inizio settecento e stalli corali intagliate in legno del XVII secolo.

A sinistra della Chiesa Madre possiamo ammirare due chiese con resti di conventi: San Francesco del 1346 in stile gotico francese ad una sola navata con portali a sesto acuto e la Chiesa di Cristo Re al Monte della metà del XVI secolo in stile barocco con forma rettangolare con volta a botte.

La Chiesa di Cristo al Monte fu fatta costruire dai confrati della Compagnia dei Bianchi intorno alla metà del cinquecento con l’intento di assistere i prigionieri condannati a morte.

La struttura esterna della chiesa si presenta molto semplice tranne che per il portale d’ingresso sovrastato dall’emblema dei Bianchi. Accanto alla struttura vi è un piccolo cimitero, privilegio dei nobili che appartenevano alla confraternita.

Al suo interno possiamo ammirare statue, la nicchia che conteneva la Statua del Cristo alla Colonna, quattro altari minori.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, attigua al secondo convento dei Frati Cappuccini sorge sulla collina accanto all’ingresso principale del cimitero. E’ retta dai Padri Cappuccini dal 1608. La  chiesa fu costruita su un preesistente oratorio con la confraternita di Santa Maria delle Grazie, con attiguo il convento tra il 1610 e il 1611. Furono distrutti dal terremoto del 1693, ma ricostruiti nello stesso luogo nel 1710. Il portale è sovrastato da una finestra, dalla cornice e dalle due torri campanarie. Custodiva il corpo imbalsamato del Beato Michele Moncada e un altare maggiore intarsiato, trasferiti poi nel Convento dei Cappuccini dell’Annunziata.

Poco distante scendendo la Via Matrice si giunge alla Chiesa di Santa Maria della Valle di Giosafat o della Gancia, fondata nel 1072 con un portale gotico del trecento e soffitto del XVI secolo.

La Chiesa dell’Annunziata è detta anche “del Monastero”. Ha un’origine seicentesca e all’interno possiamo ammirare la pala che raffigura “Il transito di San Benedetto”, la pala che raffigura “Il Martirio di Santa Barbara”, la pala che raffigura “La Madonna dell’Itria” e la pala che raffigura la Madonna.

La Villa Moncada è situata all’ingresso di Paternò. All’interno si trova una fontana centrale e busti marmorei di illustri paternesi come l’anatomista Gaetano Cutore, il geografo Nicolosi, il filantropo Carmelo Moncada, che donò il terreno per l’allestimento della villa stessa.

Altre chiese sono quella dedicata a Santa Barbara, quella dedicata alla Madonna del Rosario, alla Madonna del Carmine, la Chiesa di Santa Caterina e la Chiesa di Santa Margherita.

Quella di Santa Barbara si trova in prossimità della piazza che porta lo stesso nome. Ha una facciata completata da una soggetta con ai lati le statue di San Pietro e San Paolo ed in una nicchia centrale la statua di Santa Barbara. Al suo interno possiamo ammirare una vasta cupola e numerose tele.

Dell’antico palazzo nobiliare Las Casas  rimangono i resti di un portale lungo la gradinata di Via Chiarenza, una delle vecchie scalinate che permetteva l’accesso all’antico centro abitato. Il portale è di origine spagnola, ha forma ellittica ed è stato realizzato con pietra calcarea.

Il santuario della Consolazione, in stile romanico, sorge sulla parte meridionale della collina, è fiancheggiato dal convento e dal portico dal quale si può ammirare il panorama sulla valle del Simeto. Il portico è sormontato da un ampio rosone, l’interno si presenta a tre navate ed è arricchito da mosaici e affreschi. Il santuario fu edificato sul luogo dell’antico oratorio della Madonna del Riposo del 1585, poi mutata nel 1616 in quello della Madonna della Consolazione. Custodisce la corona donata da Michelangelo Virgillito, benedetta da Papa Giovanni XXIII nel 1959.

Su tutto il territorio sono numerose le sorgenti di acqua salina dette anche “Salinelle”, sorgenti acidule e sorgenti gassose e ferruginose. 

 

NUMERI UTILI

 

Municipio

Zona del Sole – C.da Ardizzone

095 / 7970111

Farmacia Dr Chinnici Sante

Via Renna n. 114

095 / 841386

Farmacia Dr Contessa Giovanna

V.le Don Orione n. 1

095 / 8463698

Farmacia Dr Costa Maria Carmela

Via Circumvallazione n. 183

095 / 855110

Farmacia Dr Di Stefano Salvatore

P.za Indipendenza n. 17

095 / 622512

Farmacia Dr Castro Mario

Via V. Emanuele n. 129

095 / 854317

Farmacia Dr Condorelli Nino

Via G. Nicolosi n. 189

095 / 857942

Farmacia Dr Galluzzo Giacoma

Via V. Emanuele n. 160

095 / 846233

Farmacia Dr Lo Giudice Mimì

P.za Indipendenza n. 30/31

095 / 621421

Farmacia Dr Fresta Salvatore

Via Tetrarca n. 7

095 / 846266

Farmacia Dr Lavore Concetta

Via V. Emanuele n. 224

095 / 842878

FOTO

 

CASTELLO NORMANNO DI PATERNO'

PALAZZO COMUNALE

 

FESTE ED EVENTI

Le tradizioni locali si concentrano tutte nella festa di Santa Barbara che durano una settimana intera i primi di dicembre con processioni, celebrazioni sacre, gare sportive.

Anche la Festa della Pasqua è sentita abbastanza nella città di Paternò. Emozionante è la Processione dei Simulacri della Madonna Addolorata e del Cristo Morto effettuata il Venerdì Santo.
Da citare anche il Carnevale che si festeggia con l’allestimento di carri allegorici, la preparazione di gruppi in maschera e la musica in piazza.

Tra le altre manifestazioni, in settembre presso la Villa Moncada si tiene la Fiera per artigiani, commercianti ed agricoltori.

 

      

                                   

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