PEDARA                                          

INFORMAZIONE       - CULTURA - SPETTACOLO - SPORT    INFORMAZIONE - CULTURA -       SPETTACOLO - SPORT   INFORMAZIONE - CULTURA - SPETTACOLO -       INFORMAZIONE - CULTURA - SPETTACOLO - SPORT

 

 INFO

Pedara si trova a ridosso del versante meridionale dell’Etna, nella zona dei coni avventizi dei Monti Rossi, dai quali fuoriuscì la gran colata del 1669, ad un’altitudine di 610 metri sul livello del mare. Ha una popolazione di circa 10.000 abitanti, denominati pedaresi, e dista una quindicina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

L’economia di Pedara fino a pochi decenni fa si basava esclusivamente sull’agricoltura: vigneto e frutteto, con varietà di prodotti tipici dell’Etna. Oggi è basata sul terziario, l’artigianato e il turismo.

Nel mese di agosto si tiene la fiera dell’artigianato e agroalimentare, in quello di ottobre c’è la sagra del fungo e della mela dell’Etna.

Fra i nomi illustri pedaresi l’insigne critico letterario Alfio Tomaselli e quello di Giuseppina Faro, che nel 1867 si dedicò con grande generosità alla cura degli ammalati di colera.

  

 STORIA

L’ipotesi principale è che il nome di Pedara derivi da “Epidauro”, città greca con le stesse caratteristiche ambientali, ma esistono altre ipotesi, una delle quali lo farebbe risalire alla posizione geografica “ad Pedes arae” o “Apud aram” (ai piedi dell’ara) oppure al latino “lapidaria” che significa “pietrosa”. L’ara sarebbe un altare dedicato a Giove sulle pendici del Vulcano, forse la Torre del Filosofo o l’Etna stesso.

Dai reperti archeologici rinvenuti in parecchie contrade, si deduce che le origini del centro risalgono al periodo greco.

Dal tempo della conquista normanna (secolo XII) fino al secolo XVI il nucleo abitato fu amministrato dalla Curia Arcivescovile di Catania. Nel 1641 Domenico Di Giovanni, Principe di Trecastagni, ottenne dagli spagnoli il titolo di Barone di Pedara, che affidò la gestione del territorio e dei possedimenti alla famiglia Pappalardo. Si deve a Don Diego Pappalardo (1636-1710), membro dell’Ordine di Malta, lo sviluppo economico ed artistico del paese ed, in particolare, il completamento dell’attuale basilica che dedicò a Santa Caterina d’Alessandria. Fino alla soppressione del feudalesimo, Pedara rimase feudo dei Di Giovanni e dei loro eredi, gli Alliata di Villafranca. Nel 1818 fu eretto a Comune del Regno delle Due Sicilie.

 

TURISMO

Di notevole interesse architettonico sono la Chiesa Madre, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

La Chiesa Madre o Basilica di Santa Caterina Venne costruita nel 1563, mentre al 1682 risale il campanile a torre cuspidata. Quando il terremoto del 1693 la distrusse interamente, nel 1705 per volere di Don Diego Pappalardo fu riedificata nuovamente.

Ad est di Piazza Don Diego si può ben ammirare la sua facciata, di forma rettangolare con smembrature di pietra lavica scura, aperta da tre eleganti portali e affiancata dal campanile. Sulla facciata laterale, su un riquadro di marmo è disegnato un orologio solare, uno dei più interessanti in Sicilia. Da notare una banda di pietra lavica con delle colonnine di stile settecentesco in pietra bianca.

All’interno della chiesa, a pianta basicale a tre navate, oltre alle bellezze artistiche con cui sono affrescati i pilastri, le volte e gli absidi, si conservano i dipinti raffiguranti “Il martirio di Santa Caterina”, “Scene della Vita di San Giovanni Battista”, “Scene del Vecchio Testamento”, “Il ritratto di Don Diego”.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova in uno slargo, lungo l’unica strada che collegava Pedara a Catania. Distrutta dal terremoto del 1693, venne ricostruita nel corso del secolo successivo. Ha pianta quadrangolare molto semplice e dotata del campanile, posto sulla sinistra. Ha il soffitto a cassettoni in legno.

La chiesa di Sant’Antonio Abate è accessibile tramite un ampia scalinata. Fu costruita dopo che i pedaresi si videro costretti dall’eruzione dell’Etna a spostarsi verso posti più sicuri. Nel 1680 si edificò un’altra chiesa, più grande e sempre dedicata a Sant’Antonio Abate, più vicina all’abitato. Il terremoto del 1693 la distrusse e fu ricostruita nel sito attuale. Ha pianta rettangolare, con una navata centrale ed una piccola sul lato sinistro coperta da volte a crociera.

La Chiesa di Santa Maria della Stella sorge nei pressi del parco comunale e presenta una pianta ottagonale. Fu riaperta al culto nel 1986 dopo anni di restauro.

Sulla Piazza Don Diego si affaccia anche il Palazzo Baronale, residenza in origine di Don Diego Pappalardo, la cui costruzione risale alla fine del 1600.

Altri monumenti da ricordare sono la Chiesa di Sant’Antonio, di San Biagio, di San Vito, della e posta su una collinetta a nord del paese, la Chiesa dell’Annunziata, che possiede una scalinata originale con una strada lastricata in pietra lavica.

La Chiesa di Santa Maria Annunziata è a pianta basicale a tre navate. E’ meta di pellegrinaggi perché contiene al suo interno le spoglie di Giuseppina Faro, nota mistica dell’Ottocento.

Sul Corso Ara di Giove si trova il Palazzo Baronale residenza dei Principi Di Giovanni. Al n.126 all’interno di un ottocentesco palazzo ha sede la biblioteca comunale, la quale conta un patrimonio librario di circa 18.000 volumi con dotazione di opere enciclopediche, filosofiche, letterarie, scientifiche, storiche, specialistiche, per ragazzini e bambini. La biblioteca possiede anche un laboratorio linguistico.

 

NUMERI UTILI

  • Municipio - tel. 095 / 7028111

  • Polizia Municipale - tel. 095 / 916269

  • Corpo Forestale - tel. 095 / 911360

  • Gruppo Fratres - tel. 095 / 915800

  • Misericordia - tel. 095 / 915100

  • Guardia Medica - tel. 095 / 7027004

 

FOTO

MONUMENTO AI CADUTI

CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE

 

FESTE ED EVENTI

Tra l’11 e il 13 settembre si celebra la festa della Madonna dell’Annunziata, quanto tradizioni religiose e folklore sfilano lungo le vie.

 

   

Paesi Etnei Oggi