PIEDIMONTE ETNEO                        

INFORMAZIONE       - CULTURA - SPETTACOLO - SPORT    INFORMAZIONE - CULTURA -       SPETTACOLO - SPORT   INFORMAZIONE - CULTURA - SPETTACOLO -       INFORMAZIONE - CULTURA - SPETTACOLO - SPORT

 

 INFO

Piedimonte Etneo si sviluppa a 348 metri sul livello del mare ed alle pendici del Vulcano Etna. La città raccoglie poco più di 4.000 abitanti, detti piedimontesi e dista circa una quarantina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

A Piedimonte Etneo è sviluppata la coltivazione della vite, dalla quale si produce un ottimo vino che è il DOC “Etna Rosso”.

 

 STORIA

 

Il centro originario fu fondato da Ignazio Sebastiano Gravina Amato, principe di Palagonia, con il toponimo di “Belvedere” e con Ferdinando Gravina, erede del precedente nel 1684.

La città conobbe una grossa fase di sviluppo urbano e civile a partire dal 1687, anno in cui venne costruito il palazzo baronale.

A partire dal 1695 Piedimonte conobbe un periodo di grande sviluppo che continuò, durante la prima metà del settecento, in direzione i Linguaglossa, fino alla splendida Porta San Fratello.

La cittadina divenne implortante quando, nella prima metà dell’ottocento, il governo borbonico realizzò la carrozzabile che congiungeva Messina con Palermo e l’interno della Sicilia. Furono costruite numerose case di villeggiatura, spesso affiancate da palmenti, soprattutto nel XIX° secolo, quando si diffuse la coltivazione della vite.

La denominazione attuale risale al 1862 quando il Consiglio Civico, su richiesta del prefetto della provincia deliberò che fosse aggiunta la parola “Etneo” per distinguerlo da un paese in Campania.

 

TURISMO

All’entrata del paese possiamo ammirare la splendida Porta S.Fratello realizzata con grandi conci di pietra lavica. Il portale è formato da una coppia di obelischi alle cui sommità sono poste due sfere di pietra.

Da Piazza Roma, centro storico del paese, si apre l’antica Via Forni, prima importante arteria di collegamento, assieme a Via Difesa, tra la parte bassa del paese e di territori a monte del Feudo Bardelle. A partire dal 1718 questo luogo prese il nome della chiesetta che vi aveva fatto costruire il Principe Ferdinando Francesco Gravina. La chiesa di San Michele fu costruita con il prospetto rivolto a mezzogiorno. Su piazza Roma si affacciano  la chiesa di San Michele, l’elegante Palazzo Voces in stile neoclassico, il Palazzo Carpinato e la Villa Comunale.

Proseguendo lungo Via Mazzini, si giunge alla Chiesa di Sant’Ignazio, edificata nel luogo dove sorgeva la vecchia chiesa fatta costruire da Ignazio Sebastiano.

Al suo interno custodisce la tribuna dell’altare maggiore che incorpora un ciborio in legno a minuti intagli, due tele raffiguranti Sant’Antonio da Padova e San Frascesco, la “Natività di Gesù”.

Superata la piazzetta di Sant’Ignazio, la vista si apre sull’ampio slargo irregolare di Piazza Chiesa Madre, dove si affaccia appunto la Chiesa Madre, o della Madonna del Rosario.

Di vaste dimensioni, la chiesa madre presenta un impianto basicale a tre navate, sorrette da massicce arcate convergenti verso l’ampio abside nel quale è collocato l’altare maggiore. Iniziata nel 1712, fu ampliata più volte nel corso del XIX° secolo. Vi furono aggiunte l’ala del mezzogiorno, detta del Crocifisso, la sacrestia e la navata sacramentina. Al suo interno possiamo ammirare pregevoli altari marmorei, ampie tele raffiguranti santi, la Pala di Santa Lucia, due tele raffiguranti San Francesco e Sant’Antonio.

Dalla chiesa madre, attraversato il corso principale, si prosegue per Via Umberto fino all’omonima piazza, dove sorge il convento dei Cappuccini con l’annessa chiesa dell’Immacolata, all’interno della quale troviamo la preziosa tribuna dell’altare maggiore che contiene un magnifico ciborio di legno intagliato molto simile a quello presente nella chiesa dei cappuccini a Linguaglossa.

Frazioni di Piedimonte Etneo sono Presa, San Gerardo e Vena.

Presa, situata ai piedi del parco “Monte Finocchio”, gode di un clima salubre e di uno stretto contatto con la natura.

Quasi tutta la popolazione locale possiede un appezzamento di terra nei territori limitrofi e qui resistono ancora i vecchi usi e costumi. Caratteristica è “a maidda” dove si impasta il pane, per poi infornarlo nei tipici forni a mattoni. Da qui nasce la tradizione folkloristica della sagra del pane condito.

A Presa ci sono due chiese, una chiamata “Maria Santissima delle Grazie” e l’altra chiamata “del Calvario”, sita in una frazione di Presa, detta Presa Superiore.

La frazione di San Gerardo, detta anche “Millicucco”, è chiamata così per via della lussureggiante vegetazione e per la presenza di una pianta plurisecolare di millicucco, sita all’altezza di una chiesetta.

A San Gerardo è sita una piccola chiesetta dedicata al culto di San Gerardo.

Dalla frazione di Vena, interessante per iil suo Santuario di Santa Maria della Vena, si gode una bella vista dell’Etna e della catena dei Monti Peloritani.

Tra il 575 e il 580 San Gregorio Magno prima di essere eletto Papa, fece costruire uno dei sei monasteri siciliani, dedicato a Sant’Andrea Apostolo. In questi boschi, di proprietà della madre Santa Silvia, i monaci portarono tutti gli attrezzi necessari e anche un’Icona Bizantina della Madre di Dio. Arrivati su quest’altura, i monaci stanchi, videro un grande prodigio, la mula che trasportava l’Icona della Vergine si fermò e dalle zampe scaturì una sorgente d’acqua, che diede il nome “Vena” al luogo e l’Immagine della Madonna.

 

NUMERI UTILI

Municipio

C.so V. Emanuele

095 / 644344

Farmacia Dr Pugliesi

Via V. Emanuele 10

095 / 644113

FOTO

PORTA SAN FRATELLO  PIEDIMONTE BY NIGHT

 

FESTE ED EVENTI

Il 31 luglio si festeggia Sant’Ignazio, patrono del paese.

      

                                              

Paesi Etnei Oggi