RIPOSTO               

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 INFO

Il comune è posto a 7 metri sopra il livello del mare. Conta circa 14.000 abitanti, detti ripostesi,  e sorge su una zona pianeggiante.

Dista circa una trentina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

Grosso centro agricolo, Riposto basa la sua economia soprattutto sulle attività connesse con la lavorazione e l’esportazione dei vini, la fabbricazione di botti e la distillazione. Il porto ha limitato la sua attività per la concorrenza dei trasporti ferroviari, notevole importanza ha lo sbarco delle materie prime per le cartiere di Mascali. Fiorente è la pesca. Il reddito agricolo si basa soprattutto sulla produzione di agrumi, uva da vino e ortofrutticoli. Buona risorsa è il turismo, agevolato da buone e moderne attrezzature balneari e ricettive.

 

 STORIA

Il nome deriva dall’essere stato luogo di deposito delle merci provenienti dall’entroterra e in cui tuttora si possono ritrovare numerosi esempi di architettura industriale del XIX secolo, collegata alla produzione e commercio del vino, cui si affiancavano un tempo cantieri navali.

Il nome Riposto ha origini commerciali e deriva dal siciliano “U ripostu” che significa “la cantina” poiché in esso vi erano depositate ingenti quantità di vino raccolte nelle vicine città di Giarre e Mascali.

Riposto era in origine uno dei tredici borghi della Contea di Mascali. Il primo insediamento era in gran parte costituito da vasti magazzini nei quali erano “riposte” nell’attesa dell’imbarco le rendite in natura della Contea.

Il sito della Riposto attuale ospitò forse il caricatoio di Kallipolis, la città fondata nel VII secolo a.C. dai calcidesi di Naxos, e dopo pochi secoli di vita distrutta da Ippocrate di Gela, le cui rovine ci furono descritte da Strabone all’inizio dell’era cristiana. Questo caricatoio seguì le vicende dell’antica Mascali.

Il primo nucleo abitato, denominato i “pagliai” perché costituito da capanne di paglia, s’ingrandì a seguito dell’immigrazione di una colonia messinese che si spostò dai luoghi natii a causa del terremoto del secolo XVII.

Molteplici furono le cause di questa espansione demografica.

Lo sviluppo della darsena di Mascali che sfruttava le risorse offerte dai boschi dell’Etna, e che era diventata punto d’incontro dei mercanti che acquistavano legname, pece, materiali per imbarcazioni o velieri.

Poco dopo sorse un altro nucleo al di là del torrente Jungo, facente capo a casa dei Pasini costruita nel 1725, che si chiamò “dello scarricello”, cioè “piccolo scalo”, essendo il grande scalo nel primitivo nucleo dei “pagliai”. Nella cittadina avvenivano tutte le operazioni connesse con la vendita della merce dell’Amministrazione della Contea, che vi teneva pure una Dogana.

Le tragiche vicende di Messina (le ribellioni del 1646, 1674, 1678, la peste del 1743, le inondazioni del 1819) che alimentarono l’immigrazione messinese in provincia di Catania e fecero sorgere una “colonia mercantile” in Riposto attorno alla “Chiesetta della Madonna della Lettera”.

La costruzione poi nel 1751 di un forte a difesa del caricatoio e dei vigneti intorno a Riposto contro i pirati.

Cominciò il suo sviluppo, fiorirono molte attività, al di fuori della sfera d’azione dell’Amministrazione della Contea, come la cantieristica, per la costruzione e la lavorazione e distillazione dei vini.

L’importanza vitale di Riposto per l’Amministrazione della Contea era tale da determinare l’apertura della strada che congiunge Giarre con Riposto, con il conseguente sviluppo del tessuto urbano, oltre che lungo la costa, anche verso l’Etna.

Già verso la fine del 1500, il territorio della vecchia contea di Mascali era stato diviso in piccole proprietà dai Vescovi di Catania, per renderlo produttivo. Erano nati tredici borghi: Riposto, Torre Architravi, Sant’Alfio, San Giovanni, Milo, Dagala, Macchia, San Matteo, San Leonardo, Santa Maria La Strada, Nunziata, Tagliaborse, Giarre. Di questi, Giarre progredì molto rapidamente tanto che il 28 febbraio 1823 da Vienna il re stabiliva che i borghi di Macchia, San Matteo, Torre Archirafi, Riposto, San Leonardello, Dagala, Milo, San Giovanni, Sant’Alfio e Giarre formassero il territorio del comune autonomo di Giarre.

Il rapido incremento di Giarre nel confronto con Mascali determinò la sua costituzione appunto a comune autonomo comprendente il territorio ripostese. A sua volta, Riposto notevolmente ingrandito ed arricchito si separava da Giarre con un decreto del 1841.

Fu questa l’epoca d’oro della storia ripostese per la straordinaria espansione dell’economia marittima, per il sorgere di ceti sociali e nuove professioni quali agenti di commercio, armatori, arbitranti e negozianti.

Le attività marinare e l’incremento del commercio vinicolo ripostese, considerato uno dei più importanti d’Italia, avevano determinato la fondazione dell’Istituto Nautico, l’Istituzione della Rogia Cantina Sperimentale e poi l’apertura di una Reale Scuola del Commercio.

Passarono quindi decenni di prosperità e di crescita socio-economica per Giarre e per Riposto, finché, per volere dalla gerarchia fascista ed in seguito ad interessamento del podestà garrese Giuseppe Vasta Parisi e del ripostese On.le Arcidiacono, nacque il comune di Jonia, dalla fusione dei due centri vicini.

Quando la seconda guerra mondiale finì, si vide come essa aveva distrutto l’economia e la marina ripostese. Infatti i suoi armatori erano rovinati, molti dei suoi equipaggi completi degli ufficiali si trovavano in fondo al mare, la sua flotta distrutta, il cantiere navale in grave crisi, il porto ridotto ormai ad un cumulo di massi, l’unione con Giarre imposta dall’alto in frantumi. Solo la spiaggia, il vecchio Istituto Nautico e il ricordo rimanevano custodi della storia di Riposto.

Riposto nel 1946 chiese ed ottenne di essere separato amministrativamente da Giarre tornando a formare il vecchio comune di Riposto.

 

TURISMO

Riposto ha una struttura a scacchiera molto regolare. Comprende le frazioni di Altarello, Carruba, Mangano e Torre Archirafi.

Dal punto di vista monumentale degna da visitare sono la Chiesa Madre, il Palazzo Comunale e la Chiesa della Madonna della Lettera, che raccoglie nella sua storia diverse ricostruzioni e rifacimenti oltre che numerosi teorie storiografiche.

Nel 1850, per opera dei coloni messinesi, si costruì la prima chiesetta sui ruderi di un tempio intitolata a San Giovanni, risalente al periodo normanno.

Nel 1710 fu fondata una nuova chiesa, affiancata dalla precedente. La cripta di questo vasto complesso architettonico è formato da due vani con coperture a botte, adibiti a sepolcri comuni. Nella cripta, usata per la sepoltura dei nobili e degli ecclesiastici locali fino alla fine del secolo scorso, si notano la presenza di un pozzo di acqua marina e dei “colatoi” per gli svuotamenti, che comprovavano il trattamento delle salme. Nel 1761 si istituì una Confraternita del SS. Crocifisso e di Sant’Andrea Apostolo, che da allora occupa la gestione della chiesa. Nello stesso periodo si eresse la chiesa a Sacramentale e si utilizzò la chiesetta come sagrestia.

Nel 1868 si restaurò la Chiesa per volontà della confraternita. All’interno si possono ammirare il quadro della Madonna della Lettera, iconografia di tipo bizantino, il quadro di Sant’Emidio martire protettore dei terremoti, rappresentante Riposto agli inizi dell’ottocento e un bellissimo organo settecentesco.

La Chiesa Madre, dedicata a San Pietro, fu costruita intorno al 1808 e l’antistante piano di San Pietro sorsero in un luogo intermedio ai primi due nuclei abitati. La chiesa, di stile neoclassico, fu ultimata in parte nel 1818. I lavori di completamento riguardarono il transetto, le absidi, la cupola e la parte superiore della facciata e furono ultimati nel 1878. All’interno troviamo numerose tele,  l’unico organo francese di fine ottocento.

Il Palazzo Comunale iniziato nel 1920 ed ultimato nel 1926, su progetto dell’ingegnere Previtera, rappresenta un equilibrio fra classico e moderno ed un buon esempio di sperimentazione di nuove tecniche costruttive. I Palazzi Signorili presentano le caratteristiche dell’architettura internazionale dell’ottocento e dei primi del novecento. Gli interni sono arricchiti da affreschi, vetrate artistiche e opere di ferro battuto. Gli Altarini, rappresentanti nella religiosità popolare il desiderio di protezione divina, sono posti sulle strade di collegamento sia urbane che extra urbane.

Il porto dal quale si può ammirare un lungo tratto di costa con l’Etna per sfondo, nacque come esigenza dai primi anni dell’ottocento.

Il Palazzo Natoli a Torre Archirafi, fu costruito nei primi del settecento dal Principe Francesco Natoli Alifia. Il figlio Giovanni Natoli Ruffo, Duca di Archirafi dal 1741, completò la costruzione ed arricchì la cappella privata diventata poi parrocchia.

Le ville baronali ottocentesche, distribuite nel territorio rappresentano degli esempi di architettura residenziale estiva con annessi ambienti ad uso agricolo.

La Torricella si erge in aperta campagna a circa un chilometro dalla costa e nei pressi di un pozzo per l’estrazione dell’acqua dal sottosuolo.

La torre, che risale al 1567, era stata eretta per eseguire un controllo sul passaggio delle navi lungo la costa. La pianta era circolare. L’edificio era caratterizzato da grosse pietre senza una forma definita unite con un impasto di sabbia, acqua e calce.

Dalla volta, attraverso un’apertura servita da una scala di legno, si arriva ad un ampio terrazzo che era utilizzato come luogo d’osservazione.

 

NUMERI UTILI

Municipio

Via Archimede

095 / 938122

Farmacia Dr Buscemi Salvatore

Via Cavour n. 27

095 / 931621

Farmacia Dr Caprino Sebastiana

C.so Italia n. 65

095 / 931763

Farmacia Dr Russo Sebastiano

L.gomare Torre Archirafi 30

095 /  971115

Farmacia Dr Lizzio Salvatore

Via Gramsci n. 143

095 / 931363

Farmacia Dr Marano Maria

C.so Italia n. 96

095 / 7793376

 

FOTO

 

DUOMO DI RIPOSTO

MUNICIPIO DI RIPOSTO  PANORAMA DI RIPOSTO

 

FESTE ED EVENTI

Il 29 giugno si festeggia San Pietro, patrono del paese, con la processione in mare delle barche dei pescatori.

      

                                              

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