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STORIA
Il nome deriva dall’essere stato
luogo di deposito delle merci provenienti dall’entroterra e in cui
tuttora si possono ritrovare numerosi esempi di architettura
industriale del XIX secolo, collegata alla produzione e commercio
del vino, cui si affiancavano un tempo cantieri navali.
Il nome Riposto ha origini
commerciali e deriva dal siciliano “U ripostu” che significa “la
cantina” poiché in esso vi erano depositate ingenti quantità di vino
raccolte nelle vicine città di Giarre e Mascali.
Riposto era in origine uno dei
tredici borghi della Contea di Mascali. Il primo insediamento era in
gran parte costituito da vasti magazzini nei quali erano “riposte”
nell’attesa dell’imbarco le rendite in natura della Contea.
Il sito della Riposto attuale
ospitò forse il caricatoio di Kallipolis, la città fondata nel VII
secolo a.C. dai calcidesi di Naxos, e dopo pochi secoli di vita
distrutta da Ippocrate di Gela, le cui rovine ci furono descritte da
Strabone all’inizio dell’era cristiana. Questo caricatoio seguì le
vicende dell’antica Mascali.
Il primo nucleo abitato, denominato
i “pagliai” perché costituito da capanne di paglia, s’ingrandì a
seguito dell’immigrazione di una colonia messinese che si spostò dai
luoghi natii a causa del terremoto del secolo XVII.
Molteplici furono le cause di
questa espansione demografica.
Lo sviluppo della darsena di
Mascali che sfruttava le risorse offerte dai boschi dell’Etna, e che
era diventata punto d’incontro dei mercanti che acquistavano
legname, pece, materiali per imbarcazioni o velieri.
Poco dopo sorse un altro nucleo al
di là del torrente Jungo, facente capo a casa dei Pasini costruita
nel 1725, che si chiamò “dello scarricello”, cioè “piccolo scalo”,
essendo il grande scalo nel primitivo nucleo dei “pagliai”. Nella
cittadina avvenivano tutte le operazioni connesse con la vendita
della merce dell’Amministrazione della Contea, che vi teneva pure
una Dogana.
Le tragiche vicende di Messina (le
ribellioni del 1646, 1674, 1678, la peste del 1743, le inondazioni
del 1819) che alimentarono l’immigrazione messinese in provincia di
Catania e fecero sorgere una “colonia mercantile” in Riposto attorno
alla “Chiesetta della Madonna della Lettera”.
La costruzione poi nel 1751 di un
forte a difesa del caricatoio e dei vigneti intorno a Riposto contro
i pirati.
Cominciò il suo sviluppo, fiorirono
molte attività, al di fuori della sfera d’azione
dell’Amministrazione della Contea, come la cantieristica, per la
costruzione e la lavorazione e distillazione dei vini.
L’importanza vitale di Riposto per
l’Amministrazione della Contea era tale da determinare l’apertura
della strada che congiunge Giarre con Riposto, con il conseguente
sviluppo del tessuto urbano, oltre che lungo la costa, anche verso
l’Etna.
Già verso la fine del 1500, il
territorio della vecchia contea di Mascali era stato diviso in
piccole proprietà dai Vescovi di Catania, per renderlo produttivo.
Erano nati tredici borghi: Riposto, Torre Architravi, Sant’Alfio,
San Giovanni, Milo, Dagala, Macchia, San Matteo, San Leonardo, Santa
Maria La Strada, Nunziata, Tagliaborse, Giarre. Di questi, Giarre
progredì molto rapidamente tanto che il 28 febbraio 1823 da Vienna
il re stabiliva che i borghi di Macchia, San Matteo, Torre Archirafi,
Riposto, San Leonardello, Dagala, Milo, San Giovanni, Sant’Alfio e
Giarre formassero il territorio del comune autonomo di Giarre.
Il rapido incremento di Giarre nel
confronto con Mascali determinò la sua costituzione appunto a comune
autonomo comprendente il territorio ripostese. A sua volta, Riposto
notevolmente ingrandito ed arricchito si separava da Giarre con un
decreto del 1841.
Fu questa l’epoca d’oro della
storia ripostese per la straordinaria espansione dell’economia
marittima, per il sorgere di ceti sociali e nuove professioni quali
agenti di commercio, armatori, arbitranti e negozianti.
Le attività marinare e l’incremento
del commercio vinicolo ripostese, considerato uno dei più importanti
d’Italia, avevano determinato la fondazione dell’Istituto Nautico,
l’Istituzione della Rogia Cantina Sperimentale e poi l’apertura di
una Reale Scuola del Commercio.
Passarono quindi decenni di
prosperità e di crescita socio-economica per Giarre e per Riposto,
finché, per volere dalla gerarchia fascista ed in seguito ad
interessamento del podestà garrese Giuseppe Vasta Parisi e del
ripostese On.le Arcidiacono, nacque il comune di Jonia, dalla
fusione dei due centri vicini.
Quando la seconda guerra mondiale
finì, si vide come essa aveva distrutto l’economia e la marina
ripostese. Infatti i suoi armatori erano rovinati, molti dei suoi
equipaggi completi degli ufficiali si trovavano in fondo al mare, la
sua flotta distrutta, il cantiere navale in grave crisi, il porto
ridotto ormai ad un cumulo di massi, l’unione con Giarre imposta
dall’alto in frantumi. Solo la spiaggia, il vecchio Istituto Nautico
e il ricordo rimanevano custodi della storia di Riposto.
Riposto nel 1946 chiese ed ottenne
di essere separato amministrativamente da Giarre tornando a formare
il vecchio comune di Riposto.
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