STORIA
Il nome San Giovanni fu dato al paese in
onore del santo omonimo e patrono della cittadina. Lappositivo La Punta
fu aggiunto successivamente per via di una parte del suo territorio che è a
punta formatasi in seguito ad una colata lavica.
Una credenza popolare attribuisce la
punta ad un avvenimento verificatosi in occasione della colata lavica durante la
quale il torrente di fuoco lasciò una punta della borgata oppure si arrestò in un
determinato punto.
Il
toponimo Joannes de Puncta è fatto risalire alla conformazione geomorfica del
territorio, probabilmente collegata alla colata lavica del 1444, fermatasi
allentrata del borgo, già allepoca esistente. Reperti greco-romani
testimoniano la presenza di popolazione in quel periodo.
In tutta la zona pedemontana dellEtna che prospetta su
Catania sono stati rinvenuti nei secoli passati, ma anche di recente, avanzi di monumenti,
sepolcri con ceneri umane, monete, lucerne, resti di ceramiche risalenti al periodo della
dominazione romana; ciò dimostrerebbe che in tale zona sono esistiti insediamenti umani
fin dai tempi antichi. Anche nel territorio di San Giovanni La Punta sono state
individuate testimonianze di antichi insediamenti.
La formazione dellabitato si ritiene che sia avvenuta
attorno ad una primitiva Massa (o pago, da cui il nome pagani
attribuito ai suoi abitanti) alla quale si sono in seguito aggiunte e sviluppate
abitazioni lungo la direttrice di Catania-Viagrande e le congiungenti con i paesi vicin.
Le Masse erano costituite da un agglomerato di case abitate da contadini che coltivavano
estesi poderi di ricchi possessori, lo sviluppo delle Masse portò alla
formazione di borghi o villaggi altrimenti chiamati Casali.
Fra gli anni 1088 1092 il conte Ruggero fondò lAbbazia
benedettina di SantAgata, ponendovi a capo il bretone Ansgherio.
Nel 1239, sotto Federico II della dinastia sveva Catania
divenne città demaniale, dipendente cioè direttamente dal Re e non dal Vescovo ed estese
lautorità amministrativa sui casali del Bosco che erano: Plachi (ora Gravina),
Massa Annunziata, Misterbianco, Pedara, San Giovanni La Punta, San Gregorio, Trecastagni,
San Giovanni Galermo, San Pietro Clarenza, Trappeto e Tremestieri Etneo.
La dipendenza amministrativa dei casali della città di Catania
continuò sotto le dominazioni Angioina, Aragonese e spagnola; durante questultima,
tra gli anni 1636 e 1651, i casali di San Giovanni La Punta e San Gregorio furono venduti
al Duca Andrea Massa nellanno 1645 per la somma di 8.000 scudi. La città di
Catania, privata di un retroterra da cui aveva ricavato lucro e benessere, si adoperò
attivamente per riavere la giurisdizione sui casali in tema amministrativo. I casali
tornarono alle dipendenze di Catania nellanno 1652 ma dopo due anni furono
restituiti ai rispettivi acquirenti poiché la città non poté far fronte agli impegni
finanziari assunti con la Corona. Con la vendita del casale al Duca Andrea Massa, iniziò
un nuovo periodo storico che si concluse con labolizione dei diritti feudali sotto
il regno borbonico.
Il paese fu reso al suolo nel 1693 dal terremoto, in cui si
contarono circa 15 morti.
Nel 1817 San Giovanni La Punta divenne comune autonomo come da
regio decreto.
Nel 1831 vi fu aggregata la frazione di Trappeto.
|