S.GIOVANNI LA PUNTA

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 INFO

San Giovanni la Punta sorge sul versante sud-est dell’Etna a una decina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene, su una zona collinare litoranea posta a 347 metri sopra il livello del mare.

Il comune conta circa 20.000 abitanti, detti puntesi.

Paese essenzialmente agricolo, San Giovanni La Punta vanta una cospicua produzione di cereali, olive, agrumi, uva e frutta.

Ci sono diverse fabbriche di materiali da costruzione, di bevande e aziende per la lavorazione di prodotti agricoli e zootecnici.

Caratteristica è la Fiera di Esposizione dell’Antiquariato che si tiene nei mesi di luglio, agosto e ottobre ogni anno.

Il bel clima e lo scenario dell’Etna fanno del paese un centro turistico e di soggiorno estivo.

Fra i nomi illustri di San Giovanni La Punta spicca quello del vulcanologo Giuseppe Recupero, che fu docente all’Università degli Studi di Catania e l’esperto linguista Gabriele Allegra che per primo tradusse la Sacra Bibbia in lingua cinese.

 

 STORIA

Il nome San Giovanni fu dato al paese in onore del santo omonimo e patrono della cittadina. L’appositivo “La Punta” fu aggiunto successivamente per via di una parte del suo territorio che è a “punta” formatasi in seguito ad una colata lavica.

Una credenza popolare attribuisce “la punta” ad un avvenimento verificatosi in occasione della colata lavica durante la quale il torrente di fuoco lasciò una punta della borgata oppure si arrestò in un determinato punto.

Il toponimo “Joannes de Puncta” è fatto risalire alla conformazione geomorfica del territorio, probabilmente collegata alla colata lavica del 1444, fermatasi all’entrata del borgo, già all’epoca esistente. Reperti greco-romani testimoniano la presenza di popolazione in quel periodo.

In tutta la zona pedemontana dell’Etna che prospetta su Catania sono stati rinvenuti nei secoli passati, ma anche di recente, avanzi di monumenti, sepolcri con ceneri umane, monete, lucerne, resti di ceramiche risalenti al periodo della dominazione romana; ciò dimostrerebbe che in tale zona sono esistiti insediamenti umani fin dai tempi antichi. Anche nel territorio di San Giovanni La Punta sono state individuate testimonianze di antichi insediamenti.

La formazione dell’abitato si ritiene che sia avvenuta attorno ad una primitiva “Massa” (o pago, da cui il nome “pagani” attribuito ai suoi abitanti) alla quale si sono in seguito aggiunte e sviluppate abitazioni lungo la direttrice di Catania-Viagrande e le congiungenti con i paesi vicin. Le Masse erano costituite da un agglomerato di case abitate da contadini che coltivavano estesi poderi di ricchi possessori, lo sviluppo delle “Masse” portò alla formazione di borghi o villaggi altrimenti chiamati “Casali”.

Fra gli anni 1088 1092 il conte Ruggero fondò l’Abbazia benedettina di Sant’Agata, ponendovi a capo il bretone Ansgherio.

Nel 1239, sotto Federico II della dinastia sveva Catania divenne città demaniale, dipendente cioè direttamente dal Re e non dal Vescovo ed estese l’autorità amministrativa sui casali del Bosco che erano: Plachi (ora Gravina), Massa Annunziata, Misterbianco, Pedara, San Giovanni La Punta, San Gregorio, Trecastagni, San Giovanni Galermo, San Pietro Clarenza, Trappeto e Tremestieri Etneo.

La dipendenza amministrativa dei casali della città di Catania continuò sotto le dominazioni Angioina, Aragonese e spagnola; durante quest’ultima, tra gli anni 1636 e 1651, i casali di San Giovanni La Punta e San Gregorio furono venduti al Duca Andrea Massa nell’anno 1645 per la somma di 8.000 scudi. La città di Catania, privata di un retroterra da cui aveva ricavato lucro e benessere, si adoperò attivamente per riavere la giurisdizione sui casali in tema amministrativo. I casali tornarono alle dipendenze di Catania nell’anno 1652 ma dopo due anni furono restituiti ai rispettivi acquirenti poiché la città non poté far fronte agli impegni finanziari assunti con la Corona. Con la vendita del casale al Duca Andrea Massa, iniziò un nuovo periodo storico che si concluse con l’abolizione dei diritti feudali sotto il regno borbonico.

Il paese fu reso al suolo nel 1693 dal terremoto, in cui si contarono circa 15 morti.

Nel 1817 San Giovanni La Punta divenne comune autonomo come da regio decreto.

Nel 1831 vi fu aggregata la frazione di Trappeto.

 

TURISMO

Dal punto di vista architettonico e culturale sono da visitare il Duomo dedicato a San Giovanni Battista che presenta una facciata in stile barocco, il Castello Carcaci che fu dimora dei principi di Paternò, il Santuario della Madonna di Ravanusa.

La chiesa della Madonna di Ravanusa risale al XVIII secolo e fu costruita per volere del Vescovo di Ventimiglia. Presenta sulla facciata uno splendido portale a vetri riccamente decorato. Sul secondo ordine della chiesa si possono notare le celle campanarie e il magnifico frontone. La parte esterna e anteriore della chiesa sono arricchite dalla presenza di uno splendido orologio. Al suo interno possiamo ammirare uno splendido affresco del XVI secolo rappresentante la Vergine Maria che si venerava un tempo in un tempietto sacro. Il nome del quadro, che fu da spunto per la dedica della Chiesa, deriva da un episodio miracoloso: una ragazza mentre stava pregando la Madonna cadde a terra e pareva fosse morta, poi rinvenne tra lo stupore della gente. Da quest’episodio nacque la denominazione a Madonna della Rinvenuta, che divenne a sua volta Madonna della Rinvenusa ed infine Madonna della Ravanusa.  

 

NUMERI UTILI

Municipio

P.za Municipio

095 / 7410130

Farmacia Dr Giovanni Scalia

P.za Municipio n. 4

095 / 7411847

Farmacia Dr Urbano Francesco

P.za Bonaccorso n. 5

095 / 7178096

FOTO

CHIESA DELLA RAVANUSA PIAZZA MANGANO

 

FESTE ED EVENTI

Alla Madonna della Ravanusa è legata una celebrazione solenne che si svolge ogni anno il giorno di Ferragosto.

Il 27 dicembre viene celebrata la festa del patrono del paese, San Giovanni Evangelista.

   

                                              

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