|
INFO
Il comune di San Gregorio si trova a 321 metri
sopra il livello del mare in una zona collinare. Conta circa 10.000
abitanti, detti sangregoresi, e dista una decina di chilometri da
Catania, alla cui provincia appartiene.
E’ un grosso centro agricolo e
vanta una ricca produzione di cereali, formaggi, nocciole, mandorle,
olive, miele, uva, vino e fiori che si possono ammirare nella Sagra
dei Fiori che si tiene ogni anno nel mese di agosto.
|
|
STORIA
Il territorio di San Gregorio fu
abitato per millenni da diverse popolazioni, sin dalla preistoria,
come attestano i ritrovamenti di materiale pervenuto nelle località
di Monte D’Oro e Monte Katyra.
Il nome “San Gregorio” venne dato
al paese in onore dell’omonimo Papa la cui madre era di origini
siciliane e il primo nucleo abitato fu uno dei tredici “Casali di
Catania”.
La nascita del primo nucleo
abitativo è legata alla Massa Trapea conosciuta anche come Casalis
Trapeti. In questo modo venivano chiamati anche i numerosi
possedimenti ecclesiastici al tempo dell’Imperatore Costantino. Nel
periodo in cui visse Gregorio Magno fu costruito un monastero dei
padri basiliani, dedicato a San Basilio, nella parte ovest
dell’attuale paese, oltre il Monte Catira. Pare che il territorio di
San Gregorio appartenesse alla madre di Gregorio VII: Il terremoto
del 1329 distrusse il monastero e l’annessa basilica bizantina con
le case che nel frattempo erano sorte intorno ad essi. Nel tentativo
di ricostruire il borgo, gli abitanti si spostarono ad est,
nell’attuale Piano Immacolata. Nel 1642 per disposizione del re
Filippo IV San Gregorio divenne Casale.
La borgata fu fondata intorno al
1300, quando vi fu la pace tra Angioini e Aragonesi, ed ebbe la sua
fioritura con i signori Don Paternò intorno al 1500 e poi più avanti
negli anni con il terremoto del 1693 con i duchi Massa di Genova,
cui fu concesso il titolo di Conti, fino ad arrivare al 1812, anno
in cui venne abolito il feudalesimo. Si costituì comune autonomo nel
1856. Il tessuto urbano ha seguito quella che era la via principale
di comunicazione tra Catania e Acireale (l’attuale Via Umberto I).
|
|
TURISMO
Da visitare sono la Chiesa Madre,
la Chiesa di San Filippo d’Argirò, la Chiesa dell’Immacolata.
La Chiesa Madre, in stile barocco,
è dedicata a Santa Maria degli Ammalati. Al suo interno è custodita
la statua di San Gregorio Magno.
La chiesetta medioevale dedicata a
San Filippo d’Argirò venne fatta costruire dal nobile Don Alvaro
Paternò nel 1505 e adibita a cappella di famiglia; è formata da
un’unica navata con abside.
Nel quartiere Radiusu, troviamo la
chiesetta dedicata a Sant’Antonio da Padova.
La città di San Gregorio presenta
una suggestiva serie di grotte di origine lavica che si estendono
verso sud-est dove sorge un’estesa pianura che oggi viene chiamata
con il nome di “Guardiola Cantarella”, che deriva dall’esistenza di
una costruzione risalente a molto tempo addietro che ricorda un
belvedere, chiamato dalla popolazione “guardiola”.
Queste grotte risultano popolate da
diverse colonie di pipistrelli e numerose specie di invertebrati. La
pianura è stata oggetto di due diverse colate laviche, una che
risale a 4.000 anni fa e un’altra nel periodo della dominazione
romana, come si evince da studi effettuati in questa zona. Un’altra
grotta da visitare è quella di Micio Conti. In entrambe le grotte
sono stati trovati diversi reperti dell’Età del Bronzo. |
|
NUMERI
UTILI
|
|
FOTO

|
|
FESTE ED
EVENTI
Le manifestazioni più importanti
sono la festa del patrono, San Gregorio Magno, la festa di Santa
Maria degli Ammalati che si tiene ogni dieci anni nel mese di
ottobre e la Cavalcata storica e il palio cavalleresco che si
tengono in concomitanza con la festa del patrono.
Migliaia di persone ogni anno
seguono il Corteo Storico e la giostra cavalleresca dei Paternò.
Sono 180 i figuranti vestiti con costumi e attrezzerie dell’epoca.
Le origini di questa
cavalcata-corteo risalgono intorno al 1500, quando blasonai e
congregazioni dell’epoca offrivano il bastone papale al santo
patrono Gregorio Magno. Ogni lunedì di Pasqua, in occasione delle
festività religiose del santo patrono, si vedono sfilare cavalieri a
cavallo, giostratori armati, figuranti accompagnati dai vessilli
cinquecenteschi. Di solito il corteo parte da Piazza Marconi,
attraversa la via principale Umberto fino al Piano Immacolata dove
il caposcorta a cavallo consegna al Santo Patrono la sacra “Macza”
sul sagrato della Chiesa dell’Immacolata. Quindi da questo momento
si inizia la Giostra Cavalleresca e il Palio.
|
|
|