S.AGATA LI BATTIATI

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 INFO

Il comune di Sant’Agata Li Battiati sorge su una zona pianeggiante a 320 metri sul livello del mare. Sant’Agata Li Battiati conta circa 11.000 abitanti, denominati battiatoti, e dista circa una decina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

Sant’Agata Li Battiati vanta una produzione di olive, uva, ortaggi e ottimi agrumi. Sul territorio sono presenti industrie per la trasformazione dei prodotti agricoli che rappresentano le principali fonti di reddito del paese.

 

 STORIA

Il paese è situato in un’area che al tempo della conquista normanna ospitava un fitto bosco, privo di nuclei consistenti di abitazioni.  La prima colonizzazione del bosco fu affidata ai monaci benedettini. Una colonizzazione più intensa si ebbe alla fine della guerra angioino – aragonese e all’incremento della popolazione.

Per quanto concerne il nome, questo secondo degli storici, riprende un episodio prodigioso successo nel 1444. Un’impetuosa colata lavica minacciava seriamente la città di Catania e i suoi dintorni. Il Vescovo della città esortato dal Viceré di Sicilia e da parecchi devoti pregò il domenicano Pietro Geremia di recarsi in processione con il Velo Miracoloso di Sant’Agata nei pressi della colata. Miracolosamente, davanti al velo, la colata si fermò.

Fu eretta un’icona e successivamente un tempietto con un Fonte Battesimale, al quale affluivano gli abitanti dei casali vicini che portavano i propri figli per assumere il Sacramento del Battesimo, per questo l’antica “Terra Sanctae Agathae” diventò terra dei battezzati, in dialetto Battiati. Con il decorso dei secoli la cappella è andata in rovina, è stata sconsacrata e ne restano solo dei ruderi attualmente. Sia il busto della Santa che il fonte battesimale sono stati trasferiti nella Chiesa Madre dell’Annunziata.

Nel 1652 Sant’Agata faceva parte dei casali che furono acquistati dal senato di Catania, previo pagamento di un riscatto di quasi 150.000 scudi, insieme con diversi altri casali che appartenevano al Conte Don Giovanni Massa di Genova, che li aveva acquistati nel 1642. Era uno degli sparsi casali, in altre parole gruppo di case rurali posto alla periferia della città, sul versante sud-est dell’Etna e costituito da case sparse, che faceva contorno alle ville di alcuni nobili.

Il terremoto del 1693 distrusse completamente il casale. Rimasero illesi la facciata sulla quale era posta la nicchia che conteneva il busto di Sant’Agata e il fonte battesimale.

La ricostruzione della città di Sant’Agata Li Battiati fu lenta, dopo il terremoto del 1693, e si deve alle famiglie nobili se il paese ha potuto essere ricostruito. All’inizio della seconda metà del settecento, Sant’Agata divenne “Terra Gentilizia” e qui vi trascorsero la villeggiatura i Marchesi del Grado, il Cardinale Nava, il Principe Biscari. Sono di questo periodo le ville patrizie sparse un po’ dovunque sul territorio di Sant’Agata Li Battiati.

 

TURISMO

Dal punto di vista monumentale sono di notevole interesse la Chiesa Madre dedicata a San Lorenzo, la chiesa di Sant’Agata detta “chiesa del Velo” e la Chiesa di San Michele Arcangelo.

La Chiesa Madre ha una facciata in stile romanico con una gradinata in pietra lavica che porta sul sacrato su cui si può ammirare un bel portale, anch’esso in pietra lavica. Sopra questo portale c’è una finestra adornata di decorazioni che dal 1969 ospita il busto di Sant’Agata. Sulla sinistra c’è il campanile, alla cui base, a qualche metro di distanza è posta una lapide. Al suo interno possiamo ammirare opere pregevoli, fra le quali un crocefisso ligneo, un dipinto che raffigura San Lorenzo, patrono della città di Sant’Agata Li Battiati e un’opera pittorica sull’altare maggiore della fine del 1600 che rappresenta l’Annunciazione a Maria. Sulla parete una finestra si proietta sul panorama con antiche costruzioni, dove possiamo riconoscere Maria e il figlioletto sopra un asino e Giuseppe che fanno ritorno verso Nazareth, mentre nella parte alta è raffigurato Dio nell’atto di benedire e sotto di lui lo Spirito Santo simboleggiato dalla colomba bianca.

La bellezza del paesaggio, immerso nelle campagne, e l’accoglienza della popolazione locale ha fatto sì che Sant’Agata Li Battiati diventasse il centro residenziale di Catania.

Sono testimonianze del fasto del passato diverse ville, tra le quali la villa Sangiuliano, la Villa Aleo-Papale, la Villa Fusco, la Villa Moncada, la Villa Pluchinotta e la Villa Anna.

La Villa Sangiuliano ospita la chiesa parrocchiale di San Tommaso degli Angeli e i Martiri Inglesi. Fu proprietà dei marchesi di Sangiuliano. L’edificio è diviso in due parti: la parte più antica è stata edificata circa due secoli fa mentre un’altra parte è stata aggiunta diversi decenni d’anni fa. Il lavoro però di trasformazione per il culto è avvenuto per opera dei Padri Gesuiti solo negli ultimi quarant’anni mentre il completamento della villa si ebbe agli inizi degli anni Ottanta.

Di fronte alla scalinata in corrispondenza della facciata principale, vi è una fontana mentre alle spalle troviamo il parco, dove si trova pure una piccola cappella ed un porticello di legno, fra gli alberi. All’interno, nella stanza da letto della marchesa, si può ammirare un affresco del pittore Emanuele di Giovanni, mentre in un’altra sala un dipinto è stato danneggiato dall’umidità.

Agli inizi degli anni sessanta la villa è stata venduta alla Provincia di Sicilia della Compagnia di Gesù e consacrata parrocchia da Monsignor Guido Luigi Bentivoglio, Vescovo di Catania, nel dicembre del 1972.

La villa Aleo-Papale, monastero dei Benedettini, con le vicinanze di un acquedotto da cui attingeva l’acqua gran parte della città di Catania e i cui resti sono ancora visibili nell’estrema parte sud-est del paese.

La Villa Fusco e quella Moncada si trovano nelle immediate vicinanze del centro abitato.

La villa Pluchinotta fu costruita dal Marchese Mazzarino e nel 1908 ospitò in villeggiatura lo scrittore Giovanni Verga.

La Villa Anna fu proprietà del Barone Cannizzaro. Ora è sede dell’Istituto Santa Maria della Mercede. Durante la seconda guerra mondiale divenne il quartiere generale delle truppe alleate.

Il territorio di Sant’Agata Li Battiati ospita il Giardino del Toscano, un’isola verde di tre ettari caratterizzata dalla vegetazione tipica delle pendici sud-orientali dell’Etna.

Il giardino è un frammento di bosco mediterraneo dominato dal Leccio, la gran quercia sempreverde, dalla Roverella e dal Terebinto.

Di ottima fattura artigianale, in quanto lavorati in pietra lavica, sono il portico di accesso all’ex palazzo municipale e la “biviratura”.

Il portico è un tipico esempio di architettura romanica e rinascimentale. Si innalza a forma di rettangolo su pilastri che sorreggono un’arcata. Al centro la chiave di volta è costituita da una testa di gigante, come incastrata nella struttura architettonica.

“A biviratura” è un abbeveratoio posto al confine tra il comune di Catania e la sua costruzione risale ai primi anni del novecento. La struttura composta di enormi blocchi di pietra lavica è stata modellata manualmente da un artigiano locale. Anche il pavimento che circonda l’abbeveratoio è in pietra lavica. Nelle vicinanze troviamo due obelischi, i quali furono innalzati nella prima metà del XIX secolo e costituivano l’inizio della strada che da Catania porta all’Etna.

 

NUMERI UTILI

Municipio

Via Bellini n. 1

095 / 7501111

Farmacia Dr Annolino Giuseppe

Via V. Bellini n. 51

095 / 212784

Farmacia Dr De Geronimo Carmelo

Via Umberto n. 13

095 / 211056

FESTE ED EVENTI

Il 10 agosto si festeggia San Lorenzo, patrono di Sant’Agata Li Battiati.

 

      

                                              

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