SANTA MARIA DI LICODIA        

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 INFO

Si sviluppa a 442 metri sul livello del mare e raggruppa circa 7.000 abitanti detti licodiesi. Dista circa venticinque chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

Centro prevalentemente agricolo, Santa Maria di Licodia si distingue per la produzione di uva da mosto, olive, mandorle, frutta e agrumi che si possono gustare nell’annuale Sagra delle Arance e della Zagara, che si tiene nei mesi di aprile e maggio.

L’allevamento presente è principalmente quello ovino.

L’artigianato è di qualità soprattutto nei lavori di terracotta e della pietra lavica.
Famose le creazioni dei presepi artistici che vedono ogni anno impegnati gli artigiani in un concorso per la creazione più bella.

 STORIA

Il suo nome ha origine dall’omonimo monastero benedettino del XII secolo e dal greco “Licodia” che significa “terra ricca di lupi”.

Il paese sembra sia stato costruito nei luoghi dove, in età preistorica, i Sicani edificarono la città di Inessa e successivamente, nel 461 a.C., Ierone I, tiranno di Siracusa, vi fece trasferire gli abitanti di Katane (Catania). Testimonianza di una storia antica sono anche i numerosi reperti archeologici rinvenuti nella zona, attribuiti ad insediamenti siculi, greci, romani, bizantini, arabi e normanni.

L’odierna Santa Maria di Licodia nasce intorno al 1143, anno in cui Simone Del Vasto, conte di Policastro e signore di Paternò, affidò al monaco benedettino Geremia il cenobio e la chiesa intitolata alla Maria Vergine di Licodia.

Il conte diede la facoltà ai monaci di fondare un casale, soggetto solo alla giurisdizione del priore del monastero di Licodia. Il monastero fu elevato ad abbazia nel 1205.

La dominazione sveva in Sicilia cominciò con Enrico VI nel 1194 e si concluse nel 1266 con il re Manfredi. Durante il regno di Federico II, l’abbazia ampliò i suoi possedimenti a Paternò, Butera e Malta.

Con la nascita del Regno delle Due Sicilie, l’abitato perse la sua antica signoria monastica dopo esser stato aggregato a Paternò.

Riottenne l’autonomia amministrativa nel 1840 con un decreto di Ferdinando II.

TURISMO

Dal punto di vista monumentale spicca la Chiesa di Santa Maria di Licodia, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa del Crocifisso, il Palazzo del Municipio, la torre arabo – normanna, la fontana del Cherubino.

La Chiesa di Santa Maria di Licodia, erede dell’antica abbazia omonima rappresenta l’aspetto più importante del patrimonio artistico e culturale del paese. All’interno sono custodite numerose testimonianze dell’antica istituzione monastica, statue (tra le quali una lignea policroma raffigurante “Santa Gertrude La grande”) e arredi sacri di notevole valore storico e artistico (fra i quali spicca un cinquecentesco Crocifisso ligneo policromo, l’ottocentesco percolo di San Giuseppe e vari argenti come reliquari e calici risalenti al periodo storico compreso tra il 1736 e il 1824). Innumerevoli le opere pittoriche tra le quali spiccano”L’Annunciazione”, “San Giovannino” e “Sant’Antonio Abate”.

Inoltre bisogna ricordare il Palazzo del Municipio del 1646, la torre arabo-normanna, molto interessante a pianta quadrata, simbolo del paese e la fontana del Cherubino, con le bocche a mascheroni del 1757. Tra gli aspetti naturalistici ricordiamo le numerose grotte d’origine vulcanica che sono disseminate nel territorio di Licodia, come quella di Contrada Coda Volpe dall’aspetto molto spettacolare.

NUMERI UTILI

Municipio      

P.za Umberto I 095 / 7972309

Farmacia Dr Rapisarda Luciano

Via V. Emanuele n. 291

095 / 628949

 

FOTO

VEDUTA DI S. MARIA DI LICODIA  CHIESA MADRE DI S.MARIA DI LICODIA

 

FESTE ED EVENTI

Il 19 marzo si festeggia San Giuseppe, patrono di Santa Maria di Licodia.

      

                                              

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