SANTA VENERINA 

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 INFO

Il comune di Santa Venerina sorge in una zona litoranea collinare a 337 metri sopra il livello del mare. Santa Venerina conta circa 7.700 abitanti e dista circa una ventina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene.

L’economia è basata principalmente sulla coltivazione dell’uva da mosto, della frutta, degli agrumi e delle nocciole.  

 

 STORIA

Il suo nome è legato alla Patrona di Acireale poi modificato da un amoroso vezzeggiativo.

Il territorio attuale del comune era caratterizzato nell’antichità in buona parte da un bosco foltissimo e da piccole pianure e colline abitate dai Siculi.

L’arrivo dei primi coloni calcidesi a Schisò nel 734 a.C. non produsse subito uno scontro tra la popolazione indigena poiché i Greci, che si erano insediati nelle zone costiere, solo più avanti entrarono in rapporto di scambio con i Siculi dell’entroterra per rifornirsi di derrate alimentari e legname.

Il paese fu abitato in età greca, bizantina e romana, come attestano i resti di terme, un antico oratorio, i ruderi della cuba di Santo Stefano proprio di quelle epoche, la scoperta di alcune monete d’oro e d’argento ritrovate in alcuni sepolcri scavati nel territorio di Linera.

Il territorio di Santa Venerina fu compreso in quello della vicina Acireale, vicino ad un antichissimo pozzo detto “Sanctae Venerae Puteus” presso il borgo denominato Porta.

Dopo il periodo della dominazione araba, con l’avvento dei Normanni e la riconquista cristiana, arrivarono a Santo Stefano i monaci Benedettini allontanatasi con la colata lavica del 1284, in virtù di diplomi del 1091 e del 1092 con i quali il conte Ruggero concesse al vescovo Angerio, abate del monastero dei Benedettini, tutta la zona di Aci. Del XIV secolo rimangono testimonianze di Fra Michele da Piazza, scampato dalla peste, si rifugiò nel bosco della chiesa di S. Salvatoris in Blanchardu, mentre per il XV secolo in questi luoghi ha sostato Alfonso Il Magnifico “per fare la caccia di li dajni”; era consueto, infatti, che i reali aragonesi andassero nei boschi della zona per le partite di caccia, durante i loro trasferimenti verso Messina lungo la strada regia che transitava dall’attuale territorio di Santa Venerina.

Il borgo attuale fu fondato nei primi anni del XVIII secolo e fu sempre compreso nel territorio di Acireale, di cui seguì le vicende.

Anche per i successivi due secoli la storia del territorio dell’attuale Santa Venerina è tutt’uno con quella del feudo di Acireale. Solo nel 1735 quando i deputati della cappella di Santa Venera di Acireale, costretti dal reperimento di nuove entrate per far fronte agli impegni assunti per la costruzione del percolo di Santa Venera, istituirono una fiera nella contrada Bongiardo, lungo la strada regia che da Messina portava a Catania.

Il comune fu costituito nel 1934 con parti di territori staccati da Acireale, Giarre e Zafferana Etnea.

 

TURISMO

Dal punto di vista monumentale spiccano la Chiesa Matrice, dedicata a Santa Venera, la Chiesa di Bongiardo, la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa di Santo Stefano e la Chiesa del Rosario.

La costruzione della Chiesa Madre iniziò nel 1747 per iniziativa della Deputazione della Cappella di Acireale. Inizialmente la chiesa era composta di un vano, un campanile ed una stanza modesta per il cappellano. All’interno si possono ammirare dipinti di Pietro Paolo Vasta e di suo figlio Alessandro ai quali fu dato l’incarico di realizzare tre dipinti che rappresentassero la Sacra Famiglia, l’Immacolata Concezione e Sant’Antonio posti sull’Altare Maggiore e sopra i due laterali. Nella chiesa si può ammirare anche una Madonna del Rosario del pittore Vaccaro. Il primo giugno del 1749 la chiesetta di Santa Venera fu aperta al culto, mentre la prima domenica di giungo si fecero coincidere i festeggiamenti in onore della Santa Patrona con lo svolgimento della fiera. Negli anni seguenti l’aumento di fedeli e di commercianti, interessati ai festeggiamenti della Patrona e alla fiera, rese necessario l’ampliamento della chiesa prima del 1754 su disegno dell’architetto Paolo Amico e poi nel 1831 furono realizzati la facciata ed il campanile.

La chiesa subì seri danni durante il terremoto del 1879, ma dopo un rapido restauro fu eretta a Vicariato ed alle sue dipendenze furono affidate tutte le chiese delle frazioni.  Nel 1894, per opera dell’ingegner Mariano Panebianco furono realizzate le due navate laterali e parte del prospetto. Nel 1936 quando Santa Venerina diventò comune la Chiesa divenne Arcipretura e riconosciuta come chiesa matrice e patronale dedicata sia a Santa Venera ma anche a San Sebastiano, compatrono della città.

La Chiesa di Bongiardo fu costruita nella prima metà del settecento dove ora è la Piazza Regina Margherita, con capitelli di ordine ionico, è caratterizzata da una cella campanaria posta in asse al prospetto. Ad una sola navata coperta da una volta a botte. Al suo interno possiamo ammirare cinque altari realizzati in marmo pregiato, l’altare maggiore realizzato in onice, una pregevole tela di Francesco Vaccaro raffigurante la Madonna del Carmine e altri dipinti tra i quali una che rappresenta la Via Crucis.

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù presenta un prospetto neoclassico a tre ordini e un impianto basitale dominato da una bella cupola. La chiesa fu iniziata nel 1875 e ultimata nel 1888, con l’aiuto di tutti i cittadini e fu progettata dall’ingegner Rapisarda. L’interno è arricchito da quindici altari di marmo pregiato, stucchi e pitture notevoli. Si possono ammirare belle tele del settecento, tra le quali una dedicata a San Michele Arcangelo, proveniente da quella che era la Chiesa di San Michele, un tempo localizzata nell’omonima contrada.

Frazioni di Santa Venerina sono Linera, Dagala Del Re, Cosentini, Maria Vergine, Monacella. .

Linera dista circa due chilometri a sud del centro di Santa Venerina. E’ la frazione più popolata del comune, il cui nome deriva dai vasti appezzamenti di terreno un tempo destinati alla coltivazione della canapa e del lino. Dell’antico borgo resta ben poco dopo il rovinoso terremoto del 1914 che aveva epicentro proprio in  questi luoghi.

Delle chiese di Linera, la più antica è dedicata a Nostra Signora dei Sette Dolori, fu costruita nel 1767 ed è inutilizzabile. In seguito al terremoto del 1879 venne ricostruita, aperta al culto nel 1895. Un nuovo sisma, quello del 1914, ne compromise le strutture e fu abbattuta. I lavori della nuova iniziarono nel 1921. Al suo interno si conservano due tele raffiguranti “Santa Margherita e Gesù” e “Le Anime del Purgatorio”.

Dagala Del Re si trova a meno di un chilometro in direzione nord del centro di Santa Venerina. In questa frazione, l’8 dicembre ha luogo un’importante fiera, dove si possono ancora trovare gli antichi utensili popolari.

La costruzione della chiesa di Dagala Del Re, dedicata all’Immacolata Concezione, ebbe inizio nel 1843 ma la sua struttura venne ultimata nel 1922. La chiesa è a tre navate, custodisce all’interno tele dell’ottocento e del novecento, il dipinto raffigurante Sant’Antonio, quello rappresentante la Sacra Famiglia, due angeli in legno e un pregevole crocifisso sull’altare maggiore.

Cosentini è la frazione più piccola. Prende il nome dall’omonima famiglia proprietaria di un fondo nel territorio, la sua economia è prevalentemente agricola.

La piccola cappella che i Cosentini costruirono nella loro casa di campagna verso il 1842 divenne presto un punto di riferimento per diversi contadini che popolavano la zona.

Originariamente la chiesa aveva forma a crociera su cui si elevava la cupola,con la facciata sovrastata da un bel campanile. Nel 1914, in seguito al terremoto, fu necessario demolire la cupola, la volta e la facciata. Al suo interno custodisce la statua in legno della Madonna del Rosario, la statua di San Giuseppe, un crocifisso. Presso il cortile interno della chiesa si può ammirare la grotta della Madonna di Lourdes.

La festa della Madonna del Rosario si festeggia l’ultima domenica di ottobre.

Maria Vergine si snoda lungo la Via Provinciale per Acireale, che una volta era chiamata “la salita delle Anime del Purgatorio”.

La Chiesa di Maria Vergine è dedicata alla Maria Vergine della Catena, venne riedificata sulla base di una vecchia chiesa risalente al 1500, ha una navata unica ed è sovrastata da un campanile. Le pitture principali rappresentano la Madonna della Catena, San Filippo Neri, Santa Venera e la patrona Maria Vergine.

Monacella si trova a nord di Santa Venerina e conta meno di 500 abitanti. Nei suoi dintorni vi sono diverse ampie terrazze panoramiche sull’Etna.

La Chiesa di Monacella venne edificata in origine con una sola navata nel 1788. E’ dedicata all’Immacolata Concezione ed è forse la più piccola della zona. Vi si festeggia San Mauro.

 

NUMERI UTILI

Municipio

Via Mazzini n. 1

095 / 953800

Farmacia Dr Battaglia Bruno

Via V. Emanuele n. 186

095 / 953322

Farmacia Dr Cutuli Alfina

Via Stabilimenti n. 2

095 / 953510

FOTO

CHIESA DI SANTA VENERA 

 

FESTE ED EVENTI

Tra le manifestazioni locali grande interesse desta il Presente Vivente che si tiene ogni anno nel mese di dicembre nella piazza pubblica.

Vi si festeggia Santa Venera Patrona di Santa Venerina, la prima domenica di Agosto, e San Sebastiano compatrono della cittadina, l'ultima domenica di Gennaio. Riguardo all'origine della fanciulla Venera, non si conosce molto. La tradizione popolare riconosce, in Santa Venera al Pozzo presso Acireale, la località, dove avvenne il martirio della giovane dama Venera.

 

      

                                              

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