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STORIA
Scavi archeologici effettuati nel
territorio hanno portato alla luce ceramiche, monete ed altri
reperti risalenti all’epoca greca e romana.
Il nome deriverebbe dal greco
“Skordià” che significa “agli”.
Nel 1151 l’area venne infeudata al
nobile normanno Goffredo.
Nel corso del periodo svevo, il
territorio era possedimento di Vigilio Scordia, che lo fece dividere
in Superiore ed Inferiore. Venne cacciato da Federico II d’Aragona e
privato dei beni.
Scordia Superiore venne ceduta a Raimondo Cateno e Scordia Inferiore
venne ceduta a Russo Rosso. Ai Russo succedette il barone Tommaso
Spatafora, poi pervenne ai Bardassi e ai Campolo, infine per
successione alla famiglia Branciforte.
Antonio Branciforte venne nominato
nel 1626 Principe di Scordia da Filippo IV e fu il fondatore
dell’attuale borgo, che rimase sotto la giurisdizione di tale
famiglia fino ai primi anni del XIX secolo.
Dopo l’ultimo moto antiborbonico
del 1860, ebbe il suo primo sindaco unitario in Antonino De
Cristofaro. |
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TURISMO
Dal punto di vista architettonico
spiccano la Chiesa Madre, la Chiesa di Sant’Antonio di Padova, il
Palazzo Branciforti e la Chiesa di Santa Maria Maggiore.
La Chiesa Madre, dedicata a San
Rocco, venne edificata nel 1628. Venne distrutta dal terremoto del
1693 e ricostruita in stile barocco nel 1712. Si affaccia su Piazza
Umberto I tramite una scalinata curvilinea. Presenta un impianto
planimetrico a croce latina, diviso in tre navate. Accanto alla
chiesa si trova una torre campanaria a base quadrata, che nella
parte superiore si distacca dalla chiesa mediante quattro archi.
All’interno custodisce la statua di San Rocco, pregevoli tele quali
“La Madonna con il Bambino che benedisce San Giovannino”, la pala
della Madonna del Rosario.
Al centro della piazza antistante
la chiesa omonima, su di un alto piedistallo, si erge la statua di
San Rocco con il suo cane. Il monumento venne eretto nel 1813.
La Chiesa del Purgatorio è
originaria del XVII secolo. E’ dedicata a San Gregorio Magno. La
struttura presenta una pianta longitudinale ad unica navata.
All’interno vi possiamo ammirare pregevoli tele raffiguranti la
Vergine, l’altare maggiore, dove tra due colonne tortili è posta la
pala in sui sono raffigurati “San Gregorio magno, la Madonna con gli
Angeli e le Anime Purganti avvolte dalle fiamme”, una statua in
legno raffigurante San Francesco di Paola, il gruppo della Passione,
costituito dalle statue lignee del Cristo Morto, dell’Addolorata, di
San Giovanni e di Maria Maddalena. Nella sacrestia degna
d’attenzione è una serie di nove incisioni, che porta il nome de “Il
trionfo della Fede”, con al centro la figura di Cristo dominante.
Il Convento dei Minori Riformati e
l’annessa Chiesa di Sant’Antonio risalgono alla prima metà del XVIII
secolo.
La Chiesa, fatta edificare per
volontà del principe Antonio Branciforte, presenta una struttura a
navata unica e vi si può ammirare ciò che rimane del pregiatissimo
pavimento in ceramica decorata di Caltagirone. Pregevoli gli stucchi
che ornano le pareti, le numerose tele e statue del diciottesimo
secolo, tra cui “L’Addolorata”, “La meditazione di Cristo”, “La
Sacra Famiglia”, i 14 quadri dipinti ad olio raffiguranti la Via
Crucis, la statua del Cristo alla Colonna e di Sant’Anna con la
Madonna, un pregiatissimo crocifisso in legno, un tabernacolo in
legno lavorato. La chiesa custodisce le tombe dei principi di
Scordia. Il convento è preceduto da un chiostro porticato le cui
colonne sostengono le celle dei frati. Sui muri interni che
circondano gli ambulacri si possono ammirare affreschi che narrano
la vita di San Francesco.
La Chiesa di San Giuseppe fu
edificata intorno al 1825. La struttura, ad unica navata, accoglie
al suo interno le stesse colonne corinzie che caratterizzano la
facciata esterna, due tele raffiguranti “L’Addolorata” e
“L’incoronazione di spine”, la tela della “Madonna della Salute”, il
gruppo della “Sacra Famiglia” comosto di tre statue lignee e la
statua di San Giuseppe. E’ affiancata da un massiccio campanile che
accoglie l’orologio.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore
sorse su un tempio dedicato alla dea Cerere. E’ la più antica del
paese e si trova nella piazza Regina Margherita, al di fuori del
centro storico.
Si collega alla piazza attraverso
una piccola scalinata, la sua struttura interna è molto semplice ad
unica navata. Nella parte centrale del prospetto si trova lo stemma
della famiglia Branciforte. All’interno possiamo ammirare una pala
che raffigura “La Vergine con il Bimbo circondata da Santi”, quattro
altari marmorei, la statua della Madonna con il Bambino, una pala
raffigurante “San Paolo che predica in Atene”, la statua in legno di
Santa Liberata.
La Chiesa della Madonna della
Stella fu realizzata nell’ultimo decennio del XIX secolo.
La Chiesa di Santa Liberata è stata
realizzata nei primi anni del XIX secolo. L’interno, di piccole
dimensioni, è a croce greca. Tutta la parte destra è occupata da una
grotta in pietra lavica simboleggiante quella di Lourdes. Accoglie
le statue della Madonna e di Bernadette, tele tra le quali “Santa
Liberata in croce”, la statua di Santa Liberata.
Tra gli edifici civili spicca il
Palazzo dei Branciforte, eretto nel XVII secolo.
Oltre ad essere la residenza della
famiglia fu anche il centro politico dello stato di Scordia. La
costruzione, iniziata nel 1647, fu interrotta a causa di cedimenti
del terreno e per via del terremoto del 1693. Con la ripresa dei
lavori, vennero effettuate delle modifiche al progetto originale. Il
palazzo un tempo era un susseguirsi di camere e saloni,
completamente trasformato ad opera dei vari privati che lo hanno
abitato. Si articolava su tre grandi cortili comunicanti tra di
loro. Al primo di questi cortili, detto “arena del principe” si
accedeva tramite il portale ricco di fregi e colonne, collocato in
una posizione più alta verso il portone del palazzo. Era una specie
di galleria che immetteva nel secondo cortile. Dalle pareti interne
di questa galleria c’erano due porte, una portava al carcere
sotterraneo e l’altra ad uno stanzone, sempre sotterraneo, adibito
al tribunale dello stato.
Nel terzo cortile si affacciavano i
locali adibiti a foresteria o alloggio dei soldati e degli impiegati
statali.
La realizzazione della Villa
Comunale, inizialmente denominata “Villa della Vittoria” venne
progettata nel 1928. E’ costituita da aiuole, viali spaziosi, una
ricca cancellata, una vasca circolare in posizione centrale.
All’interno della villa nel 1932 venne inagurato il Monumento ai
Caduti, il cui elemento più significativo è rappresentato da una
statua femminile alata in bronzo a grandezza naturale.
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