INFO
Posta a 600 m sul livello del mare e a circa una ventina di
chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene, Zafferana Etna è uno dei comuni
più alti della provincia di Catania e per questo meta di tanti villeggianti nel periodo
estivo. Conta circa 8.000 abitanti, detti zafferanesi.
Zafferana Etnea è fra i maggiori produttori di miele in campo
nazionale, e diverse varietà di questa prelibatezza (Zagara, Arancia, eucalyptus,
millefiori, fico dIndia e castagna), possono essere acquistati un po dovunque
per il paese unitamente ai derivati, quali pappa reale e polline.
Gusto particolare è quello del Vino dellEtna (D.O.C.),
mentre fra la frutta una menzione meritano mele, pere, ciliege e pesche. Ricca la
produzione di castagne in località Cassone. I funghi sono alla base delle specialità
gastronomiche e la ricetta più rinominata è quella del coniglio alla cacciatora con
capperi ed olive.
Tra i personaggi illustri il grande pittore Giuseppe Sciuti.
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STORIA
Il borgo si sviluppò con linsediamento in valle San
Giacomo dei frati Benedettini, che fondarono un monastero nella vigna Ursina,
dove sorgeva anche una chiesa dedicata a San Giacomo.
Il toponimo più antico di Zafferana è Cella, che
indicava la stessa contrada denominata San Giacomo. Il nome
Zafferana si rileva invece in alcune carte del 1694. Il suo significato
deriverebbe dallarabo Zafarana ossia contrada ricchissima di acqua.
Unaltra ipotesi fa derivare il nome del paese dallarabo Zaufanah
ovvero giallo per le grandi estensioni di ginestre che si trovano nel suo
territorio.
Il primo nucleo abitato si sviluppò verso la fine del 1600
attorno alla chiesa di San Giacomo.
Nel 1792 la lava dellEtna divorò numerosi frutteti e
vigneti della zona. In quelloccasione i fedeli portarono in processione il simulacro
della Vergine Maria invocando il miracolo di bloccare la forza distruttrice del vulcano.
La colata si fermò a poche centinaia di metri dal paese.
Nel 1818 un violento terremoto colpì il paese, distruggendo
numerose abitazioni e facendo 34 vittime.
Nel 1820 Zafferana diventò comune autonomo. Dopo il 1826 ebbe
inizio, ad opera delle famiglie più in vista del paese (Sciuti, Bonanno, Longo) un
processo di allargamento dei territori comunali che si concluse qualche anno prima
dellUnità dItalia.
Inizialmente il comune era formato dai centri di Pisano e
Bongiardo, ma grazie al potere del gruppo cittadino si poterono incorporare per intero le
due frazioni. Tale integrità si ruppe nel 1934, quando Bongiardo insieme a Dagala, Linera
e Santa Venerina costituì un nuovo comune, mentre Zafferana ricevette lagglomerato
di Petrulli.
Dopo lUnità dItalia il comune di Zafferana si
compose di numerose contrade : Ballo, Cancelliere, Rocca dApi, Sarro.
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TURISMO
Dal punto di vista monumentale spiccano la Chiesa Madre, il
Palazzo Comunale, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Villa Manganelli, la Villa
Gravina e la Villa Tripi.
Piazza Umberto I è il luogo centrale di ritrovo degli
zafferanesi, sulla quale si apre un belvedere che dà sui sottostanti giardini pubblici,
con curate siepi che formano disegni geometrici, palme e roseti e una bella fontana
circolare.
Da qui si gode uno stupendo panorama che, nelle giornate terse,
spazia fino alla lontana Calabria e al Golfo di Siracusa.
Di fronte alla piazza svetta il Palazzo Municipale (fine
ottocento), preceduto da una scalinata liberty a doppia rampa fiancheggiata da belle
statue. Al suo interno si trovano due pregevoli tele di : la più grande (posta nella sala
consiliare) è un dipinto allegorico, dal titolo "Il Benessere e le Arti";
laltra raffigura leruzione dellEtna del 1852, che mise in pericolo
labitato.
Di fronte alla Piazza Umberto si erge maestosa la Chiesa Madre
intitolata alla Madonna della Provvidenza, ricostruita dopo il terremoto del 1817 la
chiesa si contraddistingue per lo stile barocco siciliano, con due campanili gemelli e la
facciata in pietra bianca, che spicca al confronto con la scalinata curvilinea di pietra
lavica. Sul portone centrale è una bella statua della Madonna, mentre fra le opere
darte conservate allinterno spicca una pala daltare raffigurante San
Giuseppe col Bambino.
A poca distanza merita una visita anche la Chiesa della Madonna
delle Grazie di fronte al quale si apre il Parco Comunale, ricco di flora nei graziosi
vialetti. Camelie, ortensie, magnolie e alberi secolari, unitamente al piccolo belvedere
ed allaristocratica palazzina, rendono il parco un tempo villa privata
ricco di suggestione.
Da vedere anche una bella finestra trifora sul mare di Palazzo
Cutuli e, nella frazione di Fleri, la vecchia e nuova chiesa, luno a fianco
dellaltra.
Vivo è ancora nella memoria del ricordo del
pericolo scampato nel 1992, quando la lava si fermò a poca distanza dal centro abitato
modificando laspetto della Val Calanna. La colata è visibile seguendo
lapposita segnaletica, e nei suoi pressi è stata eretta una statua della Madonna,
in segno di ringraziamento.
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NUMERI UTILI
Municipio
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Via della Montagna |
095 / 7081975 |
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FOTO
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FESTE ED EVENTI
La festa
in onore della Madonna della Provvidenza si celebra la seconda domenica di agosto. I
solenni festeggiamenti iniziano la settimana che precede la domenica della festa: già dal
mercoledì la chiesa viene curata con paramenti ricamati in oro zecchino, sullaltare
maggiore viene issato il tosello (enorme paramento di velluto rosso e oro
zecchino), presso laltare laterale dedicato alla Madonna vengono accesi ceri votivi.
Sulle strade si montano le luminare, i cittadini stendono sui balconi festoni variopinti.
Il sabato alle 19.30 dopo la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Madre, inizia la
processione che porta la cera da offrire alla Vergine presso laltare della Madonna
della Provvidenza, che si trova allingresso del paese. La stessa sera la processione
rientra nella Chiesa Madre e la statua della Madonna viene sollevata sullaltare. La
domenica viene celebrato un solenne pontificato. La processione con la statua policroma
della patrona, scolpita in legno e decorata in oro zecchino, si svolge il lunedì sera. La
santa viene posta su un fercolo (vara) di legno decorato e portata in processione per le
vie del paese.
Tra le
altre manifestazioni, desta particolare attenzione il Premio Brancati, intitolato al
celebre scrittore che qui soggiornava spesso (Così come Verga, De Roberto e Capuana), e
che, istituito nel 1967, si svolge nel mese di settembre richiamando intellettuali di fama
internazionale. Fra gli scrittori premiati Pisolini, Sciascia, fra Dacia Maraini e
Vincenzo Consolo. Da oltre trentanni nei mesi estivi si svolge il "Polifemo
Dargento", durante il quale riconoscimenti sono assegnati alle personalità
Siciliane che si sono messe in luce nei diversi settori delle attività sociali,
culturali, scientifiche e imprenditoriali.
I
week-end del mese di ottobre sono tutti dedicati alla "Festa Dautunno
Ottobrata", una grande mostra-mercato allaria aperta dei prodotti tipici della
zona, riservata non soltanto ai prodotti della terra, ma anche alle lavorazioni
artigianali.
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