CAMPOROTONDO ETNEO

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 INFO

Il comune di Camporotondo Etneo sorge in una zona collinare a 450 metri sopra il livello del mare. Conta circa 2.600 abitanti (detti camporotondesi) e dista circa una ventina di chilometri da Catania, alla cui provincia appartiene. 

Camporotondo si distingue per la produzione di olive, uva, mandorle, fichi e agrumi.

Su tutto il territorio sono presenti diverse fabbriche di calce e laterizi, aziende estrattive di argilla e piccole aziende enologiche.

Nome illustre camporotondese fu quello del sacerdote Antonio Corsaro. Laureato presso l’Università Cattolica di Milano, scrittore, poeta e critico, già docente all’Università di Perudia, e di lingua e letteratura francese all’Università di Palermo, ha fatto i suoi studi negli Atenei di Debrecen e Parigi. Uno dei suoi maggiori interessi è stato quello per le riviste letterarie ed artistiche.

 

 STORIA

Il nome Camporotondo venne dato al paese per via della sua conformazione circolare. Nel 1863 venne aggiunto l’appositivo “Etneo” per la vicinanza con l’Etna.

Intorno al 1654, Camporotondo già comune autonomo era un piccolo casale con poche case rurale e pochissimi abitanti. Appartenne alla nobile famiglia Reitano nel 1654 e il Marchese di Gallodoro Diego Reitano ne ottenne la proprietà da Antonio Reitano, che lo aveva acquistato dalla famiglia Massa di Genova, diventato principe del 1648. Antonio Reitano aveva sposato la nobildonna Teresa Muroli e visse fino al 1076 anno in cui il titolo toccò alla figlia Giuseppa in quanto l’unico figlio maschio detentore del titolo era morto durante il terremoto del 1693. Giuseppa Reitano sposò Pietro Natoli, figlio del Principe di Sperlinga. Il loro figlio Francesco divenne Marchese di Camporotondo nel 1730, che sposò a sua volta Atonia Crisafi e i loro figli Pietro e Mario furono i nuovi marchesi di Camporotondo.

L’eruzione del 1669 fece sparire quasi del tutto il paese di Camporotondo. In seguito per prevenire nuovi disastri, gli abitanti si spostarono in un luogo più lontano e pianeggiante e fu costruito in un campo di forma rotonda da cui ha preso il nome.

Dopo la sua ricostruzione appartenne ai principi di Paternò e poi fu sotto la giurisdizione di Catania.

 

TURISMO

Dal punto di vista architettonico sono da visitare il Palazzo Natoli, la Chiesa del Purgatorio, la Chiesa di Sant’Antonio Abate, la Chiesa di Santa Maria del Carmelo.

La Chiesa di Sant’Antonio Abate venne costruita intorno al 1400, distrutta dal terremoto del 1693 venne ricostruita. Begli arredi, sculture e pitture.

 

NUMERI UTILI

Municipio Via Umberto n. 46 095 / 7548011

Chiesa Immacolata Concezione ai Minoritelli

Via Gesualdo Clementi n. 11

095 / 313019

Chiesa Santa Chiara in Librino

Viale Moncada n. 19

338 / 3467079 Sac. Domenico Guerra

Chiesa Sant’Antonio Abate

P.za Sant’Antonio

095 / 529050

 

FESTE ED EVENTI

L’Associazione Culturale “Leoni Reali” Città di Camporotondo Etneo nasce nell’Agosto del 2001 dalla volontà di un gruppo di ragazzi, amanti delle tradizioni e dell’arte dello sbandierare, con lo scopo di diffondere attività, spettacoli ed iniziative di interesse culturale ed artistico, per valorizzare in forma ricreativa le tradizioni della cittadina camporotondese e di promuovere l’antica arte della bandiera, sul proprio territorio e non solo. Il gruppo degli sbandieratori e musici di Camporotondo Etneo trova la propria collocazione storica nella festa del “Ducato” con la quale si rievoca l’acquisto del Casale di Camporotondo avvenuto nel 1580 da parte del Duca Giovanni Andrea Massa, ceduto dal Viceré spagnolo Duca di Albuquer.

Oltre allo spettacolo tradizionale, si effettuano anche spettacoli di gara di tiro con l’arco storico con gli “Arcieri del Duca”, combattimenti con spade eseguite dal gruppo “Ferro e Fuoco”, balli medioevali ad opera del gruppo “Bella Tores” oppure rappresentazioni storiche teatrali ad opera del gruppo medioevale “La Violetta”. Il gruppo vanta la partecipazione a svariate feste e sagre in tutta la Sicilia e non solo.

Il 17 gennaio viene festeggiato Sant’Antonio.

Durante la funzione vengono distribuiti i pani detti “cuccidadeddi” di Sant’Antonio aventi forma circolare e sulla parte superiore tante eccedenze a forma di spine.

Finita la messa vengono sorteggiati i pani artisticamente preparati dai panificatori locali e non solo. Durante i festeggiamenti estivi, si evidenziano altri aspetti delle tradizioni popolari, quali la rappresentazione teatrale della vita del santo interpretata da giovani commedianti del luogo, la processione della reliquia per le vie cittadine, la “Calata della sciara”, dove il fercolo sul quale viene collocata la statua del santo patrono, percorre in processione una rapidissima discesa.

Altre manifestazioni folkloristiche realizzate nel territorio erano “L’asta di San Giuseppe” e la funzione di San Luigi Gonzaga.

 

      

                                              

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