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Basta con le truffe del "colpo di
frusta"!!
21/11/2009
Circa il
70% degli automobilisti italiani che subiscono sinistri stradali
denuncia lesioni al rachide cervicale, altrimenti note come colpo di
frusta. Un dato insolito ed abnorme ma soprattutto assolutamente
sproporzionato rispetto la reale gravità dei sinistri. Molto spesso,
infatti, il risarcimento per “colpo di frusta” viene chiesto anche
in caso di sinistri nei quali le autovetture coinvolte riportano
danni lievi o lievissimi, o in cui la dinamica non giustifica un
violento e brusco spostamento del tronco dell’infortunato. La
situazione è ancor più incomprensibile se si considera che oggi le
auto devono per legge avere in dotazione tutti i dispositivi di
sicurezza atti ad evitare simili disturbi (Abs, Airbags, poggiatesta
attivi, schienali anatomici).
Queste
richieste trovano fondamento su certificazioni di medici
compiacenti, che attestano semplici sindromi soggettive, prive cioè
di qualsivoglia riscontro obiettivo che possa far giungere in
maniera inequivocabile alla conclusione che esiste una vera e
propria lesione. In alcuni casi, addirittura, si riscontra la
comparsa di danneggiati da colpo di frusta che molto probabilmente
non erano presenti al momento del fatto, ma che, approfittando della
situazione, si dotano tempestivamente di certificazione medica e
partono alla conquista di un risarcimento illegittimo.
Il tutto a
spese delle Compagnie di Assicurazioni, che già da tempo hanno
levato la loro voce, facendo presente al Ministero competente
l’anomalia di questa situazione, chiedendo un intervento legislativo
e soprattutto minacciando di alzare le tariffe per compensare quanto
speso per questa vera e propria tassazione.
In definitiva, tutto rischia di
risolversi solo in un danno per i consumatori italiani, che, a causa
di pochi furbi, si vedranno chiamati a pagare cifre esorbitanti per
l’assicurazione obbligatoria. Questa situazione non può proseguire
oltre. Occorre che le autorità di
sorveglianza sul settore assicurativo e quelle a tutela del
consumatore svolgano indagini approfondite, monitorando gli
incidenti che annualmente si verificano, attuando degli interventi
preventivi sulla sicurezza stradale e realizzando un osservatorio
permanente sui premi R.C. auto.
Giovanni
D’Agata, componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del
Consumatore” di Italia dei Valori, ritiene che sarebbe opportuno
svolgere indagini dal punto di vista medico-legale per verificare
concretamente i reali inconvenienti provocati nei sinistri e poi
accertare che nelle diagnosi di colpo di frusta non ci sia qualcuno
che vi lucri sopra illecitamente.
(comunicato
stampa)
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