La Vucciria, dalla
tela di Guttuso alle bancarelle del mercato
30/09/2010
La Vucciria da
guardare e la Vucciria da gustare, la Vucciria della memoria e
quella del presente, la Vucciria filtrata dagli occhi di Renato
Guttuso e quella dove palermitani e turisti ritrovano ogni giorno
profumi e sapori. È il più celebre mercato di Palermo, tra realtà e
rappresentazione, a essere protagonista della manifestazione
promossa dall’Università degli Studi Palermo - nella cui sala dello
Steri è esposta la celebre tela di Guttuso - e dall’assessorato
comunale al Centro storico, che intende rilanciare quelle bancarelle
e quelle “balate” diventate leggendarie. Ecco allora, il prossimo 9
ottobre, “Wucciria”, una giornata tra tour culturali, arte,
degustazioni, sostenuta dall’assessorato alle Risorse agricole e
alimentari (Dipartimento interventi per la pesca della Regione
siciliana), e mirata a valorizzare il centro storico della città
anche attraverso iniziative volte a promuovere il pescato di
Sicilia.
“L’Università –
dice il rettore Roberto Lagalla – vuole essere presenza viva nella
città, in stretto rapporto con i suoi giovani, le sue famiglie, ma
anche le sue strade e le sue tradizioni”. Non a caso Wucciria fa
parte del ricco programma delle “Vie dei tesori”, la manifestazione
promossa dall’Ateneo per far conoscere i suoi tesori di arte,
scienza e natura, e per stimolare curiosità intellettuale e
conoscenza.
Ecco allora che
piazza Caracciolo, cuore del mercato della Vucciria, sarà il
palcoscenico di una coloratissima asta del pesce, guidata dal
critico gastronomico Edoardo Raspelli, organizzata in collaborazione
con l'Ittica Capo San Vito. Protagonisti saranno i mercanti della
Vucciria che condurranno il visitatore indietro nel tempo, nelle
atmosfere dell’antico mandamento “La Loggia”, tra le “balate” in
marmo dove viene esposta la merce, le bancarelle dai colori vivaci e
le caratteristiche “abbanniate”. Parteciperanno anche i docenti
dell'Università degli Studi di Palermo e lo staff dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale di Sicilia.
Wucciria sarà anche
l’occasione per scoprire, dalle 10 alle 17, le bellezze storiche e
artistiche del centro storico di Palermo attraverso un percorso
culturale da piazza San Domenico ai Tesori della Loggia, proseguendo
fino allo Steri, sede del Rettorato dell’Università, dove è
custodita la tela che Guttuso dipinse nel 1974. Per un “viaggio” tra
la vita e le opere dell’artista di Bagheria, l’appuntamento è con
Marco Carapezza, ricercatore all’Ateneo di Palermo, fratello di
Fabio, figlio adottivo di Guttuso, che svelerà aneddoti e segreti
sul pittore della Vucciria proprio davanti al dipinto.
La giornata
prosegue alla Rinascente, sponsor ufficiale dell’evento, in Piazza
San Domenico, teatro di due talk food che daranno la
possibilità di assaggiare prelibate ricette della tradizione a base
di pesce povero, proposte dallo chef trapanese Peppe Giuffrè.
Il mercato La
Vucciria
E’ uno dei mercati più antichi di
Palermo. Il nome deriva da Bucceria nome che a sua volta ha origini
nel termine
francese
boucherie che significa macelleria. Anticamente era chiamato la
Bucciria grande per distinguerlo dai mercati minori.
Vuccirìa, in
siciliano,
è sinonimo di confusione, per via del sovrapporsi delle voci e delle
grida dei venditori (abbanniati) che hanno sempre caratterizzato il
mercato. In epoca
angioina
nella Bucceria si trovava il macello ed il mercato era adibito
principalmente alla vendita delle carni. Successivamente divenne un
mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura.
Nel
1483
i mercanti stranieri ormai assimilati ai palermitani, riconoscenti
verso la città che li aveva accolti, vollero adornare la piazzetta
del Garraffo con una fontana abbellita dalla statua del
Genio di
Palermo, l'antico protettore della città. Nel
1698
la statua venne collocata in una edicola muraria. Dalla fine del
XX secolo,
il Genio del Garraffo, il simbolo della città di Palermo è in stato
di abbandono e degrado. Nel
1783
il
viceré
Domenico
Caracciolo decise di cambiarne l'aspetto, in particolare
della sua piazza principale che fu chiamata col suo nome in suo
onore. Intorno alla piazza vennero costruiti dei portici per
ospitare i banchi di vendita ed al centro fu sistemata una fontana.
(comunicato stampa)