Concerti di
musica viennese, gran finale a Randazzo
04/10/2010
Non c’è stato che l’imbarazzo della
scelta: jazz, blues, etno, pop o classica, senza dubbio la regina
incontrastata della lunga estate firmata Etnafest è stata la musica.
Il cartellone di eventi promosso dalla Provincia Regionale di
Catania guidata da Giuseppe Castiglione, ha registrato il tutto
esaurito per gran parte delle date in programma: ultimo grande
successo quello della trilogia di concerti-tributo alla musica
viennese degli Strauss, ospitati in tre suggestive location della
provincia etnea durante lo scorso weekend. Dopo Caltagirone e Aci
Bonaccorsi, è stata la volta di Randazzo che nella Chiesa madre
Santa Maria ha ospitato l’ultimo concerto eseguito dall’Orchestra
del Teatro Massimo Bellini, diretta dal maestro Manfred Mayrhofer
che ha contribuito insieme all’ente provinciale all’ottima riuscita
del filone classico: «Grandi atmosfere e grande emozioni, sono stati
questi i capisaldi dei sei concerti dedicati all’eleganza e alla
magia della musica classica e d’autore – afferma il presidente
Castiglione - dalle romanze celebri cantate dal tenore Giordani alle
più suggestive colonne sonore cinematografiche, fino all’omaggio a
Strauss e alla Vienna imperiale». Diversi scenari per un crescendo
di suggestioni rese uniche dalle ambientazioni e dalle performance
musicali.
Come ogni grande festa che si
rispetti, la kermesse culturale più lunga e ricca dell’anno è pronta
per un viaggio attraverso la storia e le tradizioni della Sicilia:
dopo la breve pausa di ottobre, la programmazione riprenderà a
novembre con quattro weekend interamente dedicati all’Opera dei
Pupi. Ogni sabato e domenica del mese, alle 19.00,
Orlando&compagni prenderanno vita
sul palco del Teatro dei Pupi alle Ciminiere. Un genere che solo
agli inizi del XIX secolo da semplice passatempo cominciò a essere
considerato “l’espressione dei sentimenti e delle aspirazioni di
giustizia di una classe sociale”, come scrisse il letterato e
filologo Ettore Li Gotti. Un passaggio importante dettato dal
crescente interesse per il popolaresco, quando la partecipazione del
pubblico si spingeva fino al coinvolgimento emotivo, fino a lanciare
oggetti sul palco contro il pupo “traditore”.
Sfumature e leggende che
ancora oggi sono parte della storia siciliana e catanese, e che
affascinano grandi e piccini proprio come duecento anni fa.
(comunicato stampa)