A Valverde con il
“Museo delle Conchiglie Franco Marescotti” si consolida
la relazione “Valverde – mare”
20/09/2010

Valverde pur essendo in
collina ai piedi dell’Etna, a circa 300 metri sul
livello del mare, ha sempre avuto una grande relazione
con il mare.
I pescatori di
Acitrezza che salavano le acciughe nel mese di maggio,
dopo 90 giorni iniziavano a venderle, nella ricorrenza
della festa della Madonna di Valverde, l’ultima domenica
di agosto. La tradizione è stata ripresa dalla Pro Loco
valverdese che si è fatta promotrice della “Sagra dell’acchiuga”,
che viene svolta ogni anno.
Ma la grande relazione
Valverde- mare si ha con il magnifico ”Museo delle
conchiglie Franco Marescotti”, inaugurato presso i
locali della Villa Cosentino, che mette in esposizione
diverse specie di conchiglie, tra le più belle che la
natura ha creato nel corso dell’evoluzione, provenienti
da tutto il mondo, con varietà di forme e di colori
degli esemplari esposti, che stimola la curiosità della
gente. Da sempre i molluschi hanno affascinato l’uomo,
per la bellezza delle conchiglie. Le conchiglie, di
varie forme e dimensioni, portano spesso splendide
ornamentazioni che le rendono uniche e riconoscibili.
Anche le più semplici con superfici lisci o leggermente
rugose presentano caratteri distintivi per ogni specie,
utilizzati dagli studiosi per il riconosciuto
tassonomico.
In natura esistono
diverse classi.
I “Gasteropodi” il cui
corpo è tipicamente asimmetrico e la forma quasi sempre
a chiocciola. Molti di questi, nel passato, venivano
utilizzati dalle popolazioni mediterranee per ottenere
la porpora, un colorante rosso naturale.
I “Bivalvi” presentano
conchiglie molto varie, ma sempre caratterizzata da due
valve. Molte delle specie conosciute vengono
abitualmente utilizzate a scopo alimentare. Popolarmente
vengono chiamati frutti di mare, tra i più comuni ci
sono i mitili, le vongole e le ostriche.
Ed ancora troviamo i
Monoplacofori, i Solenogastri, i Caudofoveati, i
Cefalopoli, gli Scafopodi, e i Poliplacofori. Le
conchiglie, che rappresentano queste ultime tre classi,
hanno un aspetto molto differente tra loro, si va dalla
forma a scudo a otto placche dei Poliplacofori, alla
conchiglia a zanna di elefante degli scafopodi, alla
grande varietà di soluzioni adottate dai cefalopodi.
Giuseppe Cicero
dichiara che “la raccolta di conchiglie del museo, di
proprietà del comune di Valverde, proviene dalla
collezione privata del professore Francesco Marescotti,
studioso di architettura di rilievo internazionale. Nato
a Pesaro nel 1908, morto a san Gregorio di Catania nel
1991, fu docente presso l’università di Firenze e
Catania. Uomo di grande statura intellettuale, fu tra i
primi ad affrontare in Italia i problemi sociali
dell’architettura. “Democrazia è anche questione di
metri quadrati” è l’espressione icastica che testimonia
la sua sensibilità. Per il grande impegno nella ricerca
di soluzioni architettoniche nell’insegnamento e nelle
realizzazioni pratiche, oggi è considerato uno dei
maestri dell’architettura italiana moderna e come uno
dei più grossi cultori del movimento razionalistico. La
collezione faceva parte dei beni essenziali del maestro
e occupava ampi spazi della sua casa sangregorese. Le
conchiglie erano la sua più grande passione,
strettamente connessa all’altra coinvolgente passione
verso il mare e verso e verso qualsiasi altra
testimonianza di vita marina”.
Il museo è gestito
dalla Pro Loco, tutte le conchiglie sono state
catalogate ed illustrate dall’esperto Angelo Lo Bue.
“La
presenza di un museo delle conchiglie a Valverde, che
ospita la più ricca collezione di esemplari del
meridione d’Italia, ci inorgoglisce e ci spinge ad
incrementare ulteriormente tale prezioso patrimonio –
dichiara il sindaco Angelo Spina – si tratta di un museo
capace di raccontare la storia dell’uomo attraverso le
conchiglie e ciò grazie al compianto collezionista
Francesco Marescotti, al quale abbiamo intitolato il
museo per averci trasmesso la passione per questi
meravigliosi gioielli del mare. L’inaugurazione cadde a
proposito del centesimo anniversario della sua nascita,
1908-2008. Il museo entrò di diritto nel circuito
ecologico religioso locale, vocazione naturale della
nostra cittadina che vanta la presenza di uno dei più
rinomati Santuari Mariani d’Italia e di un parco
sub-urbano ricco di preziosa macchia mediterranea”.
Michele Milazzo
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